Terry-O-Neill-Vittoriano-Roma

Dopo il grande successo di pubblico e critica della mostra I Grandi Maestri. 100 Anni di fotografia Leica, al Vittoriano di Roma continua la stagione espositiva dedicata ai più importanti fotografi del panorama mondiale. Fino al 20 maggio 2018 ritratti iconici raccontano un’epoca attraverso i volti dei miti del cinema, della musica, della moda, della politica e dello sport: le sale del Complesso del Vittoriano accolgono un’eccezionale retrospettiva dedicata al grande fotografo britannico Terry O’Neill. Vivendo tra i miti dello spettacolo e avendo con loro un rapporto di grande vicinanza e complicità, nei suoi cinquant’anni di carriera O’Neill realizza alcuni dei ritratti più autentici: da Frank Sinatra (fotografato nell’arco di trent’anni) a Elvis Presley, da Elton John a Bono Vox, da Elizabeth Taylor a Audrey Hepburn, da Brigitte Bardot a Ava Gadner fino a Marlene Dietrich. Inoltre è stato l’unico a fotografare tutti gli attori che hanno interpretato James Bond: da Sean Connery, il suo preferito, a Daniel Craig.

Vittoriano-Roma-Terry-O'Neill
Audrey Hepburn sul set di Come rubare un milione di dollari e vivere felici, Parigi, 1966, © Terry O’Neill

Tra gli oltre cinquanta scatti leggendari che hanno catturato momenti cruciali della storia dei più grandi personaggi, una sezione è interamente dedicata a una delle più poliedriche figure dello star system mondiale, icona dandy di stile che ha fortemente influenzato la percezione dell’arte e il mondo della moda di questo ultimo secolo: David Bowie, che O’Neill cominciò a fotografare nel 1973, per proseguire fino agli anni novanta, compresa la copertina dell’album Diamond Dogs. Nelle parole di O’Neill: “Ogni foto con Bowie era una vera e propria lezione di recitazione: a ogni scatto si cambiava d’abito, e ogni volta era sempre più provocatorio e inventivo. Era una persona naturalmente e meravigliosamente eccentrica”.

Vittoriano-Roma-Terry-O'Neill
David Bowie in posa per il suo album Diamonds Dogs, Londra, 1974 © Terry O’Neill

Prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con Iconic Images e curata da Cristina Carrillo de Albornoz, la mostra Terry O’ Neill. Icons offre un’ulteriore testimonianza di come il culto della celebrità, leitmotiv degli anni ’60 – ’70, abbia notevolmente influenzato il lavoro degli artisti dell’epoca. “Uno dei principali contributi di Terry O’Neill all’arte del ritratto fotografico – dice la curatrice – è quello di aver capito il suo tempo realizzando una fotografia dinamica, con una nuova aura, rendendo lo star system accessibile e ciononostante mantenendo l’enigma e il mistero “.

Terry O’Neill, nato a Londra nel 1938, può essere definito uno dei fotografi più celebri del nostro tempo che ha saputo cogliere, con straordinaria abilità, immagini autentiche e spontanee di molte delle leggende del Novecento; personaggi che hanno segnato la storia diventando delle vere e proprie icone. Politici, cantanti e attori con lui trovano la chiave perfetta per esprimere al meglio la loro personalità. “Ho avuto fortuna. Mi sono trovato nel posto giusto al momento giusto: la Londra degli anni 60. Avevi l’impressione che ogni giorno succedesse qualcosa di rivoluzionario”, dichiara O’Neill.

Collabora con riviste importanti come Rolling Stone e Vogue, e con altri celebri colleghi, tra cui David Bailey, Terence Donovan e Brian Duffy. Tutti autori di quelle fotografie che hanno immortalato la “Swinging London” di quegli anni.

Vittoriano-Roma-Terry-O'Neill
I Beatles negli Abbey Road Studios mentre registrano il loro primo album Please Please Me, Londra, 1963, ©Terry O’Neill

I suoi archivi, recentemente riordinati, rivelano la sua visione poetica della bellezza e del mito degli anni ‘60 e ’70. I suoi scatti più belli sono spesso realizzati dietro le quinte di set cinematografici e concerti, momenti informali nei quali i soggetti potevano sentirsi liberi di essere se stessi. O’Neill entra letteralmente a far parte delle loro vite, trascorrendo con loro intere giornate in piena sintonia con il clima rilassato e disinvolto dell’epoca. La sua grande abilità nel gestire le pubbliche relazioni in rapporto allo star system insieme alla capacità di essere per i suoi soggetti un osservatore discreto, gli hanno permesso di illustrare il successo dalla A alla Z. L’uso della più leggera e maneggevole 35mm, una novità assoluta per l’epoca, lo ha aiutato a rendere il suo stile naturale e inconfondibile.

Terry O’Neill, il cui sogno era diventare un batterista jazz, è stato il primo a fotografare i gruppi di musica pop come esempio di rivoluzione culturale. “Mi trovavo sempre con tutti i musicisti di rock ‘n’ roll e le modelle all’Ad Lib Club. Mick Jagger scherzava dicendo che avrebbe cantato anche a 40 anni…”. La sua prima foto pubblicata fu quella dei Beatles nel cortile sul retro dello studio di Abbey Road mentre stavano registrando il loro primo album in studio, Please Please Me, nel 1963. Per la prima volta un gruppo musicale appare sulla copertina di un periodico britannico. Ne seguirono altre dei Rolling Stones, di David Bowie ed Elton John, per citarne solo alcuni. E furono spesso le foto iconiche scattate da O’Neill a stelle in ascesa ad aiutarle, in un certo senso, a diventare leggende. Nello stesso periodo ritrae le grandi icone della moda da Twiggy a Jerry Hall.

Vittoriano-Roma-Terry-O'Neill
Frank Sinatra con le sue guardie del corpo, Miami, © Terry O’Neill

A 26 anni O’Neill parte alla volta di Hollywood, dove fotografa quasi tutti i divi del cinema degli anni sessanta e settanta. Con l’appoggio di amici del calibro di Michael Caine e Richard Burton, rimane per molti anni al centro del mondo del cinema. Nella sua cerchia può annoverare attori come Clint Eastwood, Paul Newman, Katherine Hepburn, Ava Gardner, Steve McQueen e la donna che O’Neill sposerà, Faye Dunaway, una delle migliori attrici dell’epoca. Ma colui che O’Neill considera il suo modello ideale è Frank Sinatra, che ha fotografato per trent’anni. “Nel momento in cui Frank Sinatra entrava in una stanza, tutto sembrava illuminarsi e brillare”.

O’Neill, la cui fama è dovuta in gran parte alle iconiche immagini in bianco e nero di idoli del pop come un giovane Bruce Springsteen o Tina Turner e Amy Winehouse, per citarne solo alcuni, ha fotografato inoltre alcuni dei più celebri cantanti d’opera, da Pavarotti e Montserrat Caballé