Andrea-Gandini-is-the-new-Michelangelo

Andrea Gandini, 20 anni, diplomato al liceo artistico di via Ripetta, a Roma. Da quando aveva 17 anni ha iniziato un’avventura inusuale che lo ha portato ad essere conosciuto in tutta Italia come “lo scultore di alberi”.

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C’è chi lo segue dai primi lavori, chi lo ha conosciuto solo ultimamente, ma le sue opere sono uniche e qualora se ne dovesse incontrare una, la si riconoscerebbe subito. Ha iniziato a scuola a lavorare sulla creta ma con il passare del tempo era diventato troppo semplice così, nel suo garage, ha iniziato a scolpire il legno. Un giorno si è ritrovato senza attrezzi ed ha deciso di scolpire il tronco davanti casa sua, da quel momento ha iniziato a girare per la città scolpendo tronchi, ormai morti, ridandogli una vita. Come Michelangelo, Andrea toglie le parti in più dalla forma per far uscire il viso che, secondo lui, sotto è già presente come anima.

Andrea si prende cura degli alberi altrimenti abbandonati a loro stessi sui marciapiedi romani, che sarebbero lasciati lì al degrado. Li rende arte di strada, riqualificando così anche l’intero quartiere, gli dona una nuova vita e un nuovo modo di essere. Un po’ come quando, una persona anziana viene coinvolta in attività sociali e riacquista quell’energia tolta dagli anni.

“Uno sciocco non vede lo stesso albero che vede un saggio.”

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Ne troviamo a Trastevere, in piazza Mastai, a Testaccio, in via Marmorata, sull’Aventino a San Saba, al Quadrato ed ormai anche in altre città d’Italia.

Per la maggior parte dei suoi lavori, Andrea, ridona un volto agli alberi, dice che è l’espressione dell’anima di quell’albero. Oltre ai suoi tronchi, ormai fa anche lavori su commissione in giro per l’Italia. Dopo il diploma è stato contattato da privati e così la sua passione si sta trasformando anche in un lavoro! La Marvel lo ha scelto per pubblicizzare “I guardiani della galassia”, mentre un privato gli ha messo a disposizione un tronco di 20 metri in una villa.

Ci racconta che da bambino voleva diventare un fumettista, ma al liceo ha incontrato il prof. Roberto Dottorini, del corso di modellato, “uno bravo”, che lo ha motivato a sperimentare disegnando, dipingendo, scoprendo e a farlo anche fuori scuola; così, dice Andrea, ad un certo punto ho iniziato con il legno, in garage e mi sono appassionato. Poi un giorno, dopo una mostra che non era andata come sperava, ha guardato fuori e ha visto un tronco.

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Nel tempo ha usato diversi materiali, per esempio l’argilla, la pittura, la pietra ancora gli manca, ma probabilmente si metterà alla prova anche con quella. Il legno rimane il suo cavallo di battaglia.

Parlando di futuro, Andrea dice poco, perché porta sfortuna parlare di progetti non ancora iniziati. Per ora sta completando alcuni lavori; prossimamente ci sarà l’inaugurazione a Grottaferrata di un albero alto venti metri circa. Intanto è in mostra al Macro con altri artisti, come è stato allo Skateheart a giugno.

Un giovane grande artista, che grazie al suo talento naturale e all’incontro con un maestro che lo ha riconosciuto, ha creato qualcosa di originale e bellissimo, che ha condiviso e continuerà a condividere con la collettività. Forse all’inizio Andrea non si era chiesto cosa potesse fare per migliorare il mondo, ma il suo dono sta agendo per lui.