Autrice, scrittrice, blogger.

cover jachia

In attesa di vederlo sul palco del Teatro Ariston di Sanremo nei panni di nuovo Direttore Artistico del Festival, la vita e la carriera di Claudio Baglioni sono state raccontate in un interessante libro di Paolo Jachia, edito da Fratelli Frilli Editori: “Claudio Baglioni. Un cantastorie dei giorni nostri (1967-2018)”. Questo testo presenta un ritratto cronologico di Claudio Baglioni, dalla prima canzone scritta nel 1967, alla sua designazione come direttore artistico e presentatore del Festival di Sanremo 2018. Non si tratta, però, un ritratto biografico, ma un’analisi puntuale di tutti i suoi dischi e delle sue canzoni (moltissime ma non tutte). Il principio è quello della comprensione di ciò che vuole dire un testo e questo non per un esercizio fine a se stesso, ma per designare la poetica e la strategia comunicativa propria di Baglioni, vero e proprio narratore oltre che cantante e cantautore. Possiamo così dire che, se è vero che Baglioni ha avuto due differenti momenti creativi e artistici, va anche detto che, dopo una trentina di album, qualche migliaia di concerti e qualche milione di dischi venduti, le due strade – quella delle canzoni d’amore e quella dei racconti più impegnati e a tratti persino sperimentali – sono diventate una sola. Non solo, ma siamo certi che un suo merito complessivo sia quello di aver ridotto la presunta distanza tra la cosiddetta “canzone d’autore” e la cosiddetta “canzone pop”. Distinzione che appare ormai superata, mentre invece il punto vero è una non pregiudiziale valutazione estetica dell’intenzione artistica di una canzone. Alla luce di tutto questo l’autore crede sia lecito affermare che Claudio Baglioni è, ed è stato, un grande artista della canzone italiana e che sarebbe bello che, per questo suo cinquantennale percorso artistico, gli venisse assegnato, spezzando vetusti steccati, il Premio Tenco alla carriera.

baglioni

Non ci resta che vedere come Baglioni se la caverà nei panni di presentatore di una manifestazione come Sanremo che, da sempre, divide critica e pubblico.