Bouchra

Giovanissima. Un sorriso contagioso e un velo di timidezza. Ma anche la determinazione di chi è riuscita a farsi notare da sé, per il proprio talento. Si chiama Bouchra, “Buscera” sui social per ironizzare sugli errori di pronuncia del suo nome. Marocchina di nascita, vive a Livorno da quando è piccolina e il suo accento lo conferma ad ogni parola. Una passione per la musica che la porta a tentare la strada di XFactor. Respinta ai provini, inizia a cantare nella sua cameretta, postando le sue cover su YouTube. Un talento che non passa inosservato. A distanza di qualche anno, due singoli e un album in uscita con la Universal Music.

Bouchra

Bouchra è una cantante “poliglotta”: dopo “Blanc or noir” in francese, seconda lingua in Marocco, “Yallah”, in arabo e inglese. Un nome che sprizza ottimismo (in arabo “bella notizia”), la voglia di farcela senza rinunciare a nulla e il desiderio di cantare messaggi utili per la sua generazione, di integrazione e libertà. Ecco come si è raccontata.

Un grande seguito su YouTube prima e ora nel panorama musicale italiano. Ti aspettavi tutto questo? Come lo stai vivendo? E come vivi e prendi le critiche?

Il mondo di YouTube ti prepara molto alle critiche sia positive che negative perché il web è libero e sei esposto a commenti di ogni genere. Quindi diciamo che sotto questo punto di vista mi sono temprata. Non mi sarei comunque mai aspettata che le mie cover sul web avrebbero raggiunto dei numeri e un seguito che mi avrebbero portata a cantare dei brani miei. Tutt’ora è un’emozione quando sento chiamare il mio nome o devo entrare in una trasmissione, in radio. Ancora non riesco ad abituarmici. Mi sto vivendo tutte le emozioni possibili appieno e questa cosa mi tiene viva.

Bouchra

Ti definisci una ragazza timida, ti senti “maturata” sotto questo punto di vista? Quanto YouTube e il contatto quasi diretto con i fan ti ha aiutato a superare le tue insicurezze?

Mi ha aiutata tantissimo. Ricordo che nei miei primi video sembravo una pazza schizzata per quanto gesticolavo. Lì mi sono resa conto che mi mettevo ansia da sola. Ho iniziato quindi a lavorare anche sulla comunicazione, nel tentativo di trovare la tranquillità e trasmetterla a chi mi guardava. Anche grazie alle critiche e al feedback dei fan sono riuscita a migliorare sotto questo punto di vista.

Come nasce la passione per la musica? Cos’è per te la musica?

Sono arrivata in Italia a tre anni e all’inizio non è stato facilissimo ambientarmi. Portavo il velo e a scuola venivo allontanata. Quando ti ritrovi sola ti costruisci un mondo tutto tuo. E per me questo mondo è stata la musica. Quando mi mettevo nella mia camera ad ascoltare la musica e a cantare mi dimenticavo tutto il resto. Il canto mi faceva staccare completamente e da lì ho capito che forse avrei dovuto provare in qualche modo a concretizzare questa mia passione.

Tu sei marocchina di nascita e italiana d’adozione. Come hai vissuto la contaminazione di due culture così diverse e come la vivi ora che sei un personaggio pubblico?

All’inizio è stato un po’ complicato perché da adolescente non capivo quali pesi dare alle due “realtà” e cosa fare della mia vita. Da piccoli si vedono le cose in modo netto, o nero o bianco. Crescendo mi sono resa conto che io non appartengo a nessuno dei due mondi presi singolarmente. Sono musulmana ma al contempo mi sento una persona moderna. Le critiche maggiori che ricevo sono legate a luoghi comuni perché le persone credono che noi musulmani siamo retrogradi. In realtà io mi sto muovendo insieme ai tempi e alle culture perché anche in Marocco le donne godono di molte più libertà.

Nasci come youtuber e riesci a farti notare grazie alle tue capacità canore. Quando e come la svolta nel panorama musicale?

Dopo un provino deludente ad XFactor ho deciso di riscattarmi. Così ho cominciato a postare le mie cover su Youtube. Dopo circa due anni ho iniziato a vedere i primi risultati. Sono andata ad un concerto a Milano e per puro caso ho conosciuto una ragazza che lavora in Universal e da lì è nato tutto, con una grande botta di fortuna – ride.

Bouchra

Oltre alle cover sul tuo canale si trovano video divertenti in cui “reciti” una parte senza prenderti mai troppo sul serio. Che ragazza è Bouchra? Come ti descriveresti in poche parole?

Sono una ragazza molto dolce, senza pregiudizi di alcun tipo. Mi piace stare bene. Odio discriminazioni, cattiverie, maleducazione. Soprattutto ci tengo a far passare un messaggio positivo ai ragazzi che mi seguono.

Ti affascina il mondo della recitazione? Hai mai pensato di accostartici?

Mi piacerebbe moltissimo. Il mondo della recitazione a mio parere è particolarmente legato a quello della musica.

Dopo “Blanc or noir”, il tuo primo singolo, è da poco uscito “Yallah”, in arabo/inglese che tu descrivi come una lettera ai tuoi fan. Perché?

Dopo esser partita con il lavoro con Universal ho attraversato un periodo negativo sotto il profilo sentimentale. Yallah racconta un po’ come l’ho superato, anche grazie alla musica. Si parla di una ragazza che scopre di potercela fare con le proprie forze. Ai miei fan spiego che da qui parte il nostro cammino insieme. Yallah infatti vuol dire “andiamo”. In questo brano ho riversato tutta la mia delusione, la mia tristezza. E’ stata un’ottima valvola di sfogo.

Cosa vuoi raccontare con tue canzoni?

In primo luogo la scelta di impiegare diverse lingue nell’esecuzione dei miei brani è un modo per far capire che non c’è, secondo me, differenza tra etnie e religioni. Inoltre voglio crescere insieme ai miei fan e attraverso la musica voglio provare a raccontare le mie esperienze passate e future, facendone una specie di diario.

Nelle cuffiette di Bouchra che musica passa? 

Beyonce al primo posto. Poi Michael Jackson, Cia e Amy Whinehouse. Quando ho bisogno di carica e supporto questi sono gli artisti che ascolto.

BouchraEmergi grazie ad un social. Quanto oggi questi strumenti di comunicazione possono essere importanti?

Sono a mio parere molto importanti perché ti danno la possibilità di esprimerti e di esporti ad un pubblico senza dipendere da nessuno. Si può essere totalmente sé stessi ed è secondo me questa la cosa più bella.

Un album di otto brani in uscita. Oltre a questo altri progetti e programmi per il futuro?

A breve uscirà il mio terzo singolo. E spero così di riempirmi tutta l’estate di lavoro, di fare tanti tanti live e soprattutto di allenarmi a stare davanti ad un pubblico e ad esprimermi al meglio sul palco, trovarmici a mio agio.