Sabato 10 Marzo 2018. Hubert de Givenchy, uno degli stilisti più celebri nella storia della moda, si spegne nel suo castello a Parigi all’età di 91 anni. A dare la notizia il compagno, lo stilista di alta moda Philippe Venet, solo un paio di giorni dopo la morte. Numerosi i messaggi di condoglianze e dolore per una scomparsa così significante per il fashion system, sopratutto per tutti quelli che davvero hanno conosciuto e apprezzato l’arte di uno stilista del calibro di Givenchy.

La sua stella si accese nel 1927 in una famiglia aristocratica, con padre marchese il quale morì per influenza quando lo stilista aveva solo 3 anni. Crebbe con la madre e la nonna fino ai 17 anni, quando si trasferì a Parigi per studiare Belle Arti. Da lì cominciò la sua carriera nella moda, disegnando abiti per altri stilisti francesi, come Pierre Balmain e Christian Dior. Tra il 1947 e il 1951 lavorò con Elsa Schiaparelli, una vera pioniera della modernità e dell’eccentrico, ma con l’avvento del 52 Givenchy aprì finalmente la propria maison nel quartiere Plaine Manceau di Parigi.

A 25 anni divenne così il direttore creativo più giovane della città, conosciuto per lo stiliste inedito e finemente elegante. Puntava sull’innovazione e l’originalità, rivendicando forme morbide e comode per i suoi abiti, cosa che lo trasformò nel simbolo della femminilità moderna, libera, “non più fasciata o blindata nei tessuti” diceva. Si contrapponeva alla nuova moda francese portata in auge dall’altrettanto celebre Christian Dior, fondata su un abbondanza di tessuti e una vita sottolineata da un moderno corsetto. Hubert de Givenchy si ispirava a all’elegante stilista spagnolo Cristobal Balenciaga, con cui ebbe un lungo rapporto professionale, mescolando però le tendenze avvistate tra le vetrine del Village a Manhattan.

Due delle sue creazione più celebri furono il ballon coat, un cappotto bombato tanto amato da Jacqueline Kennedy, e l’abito baby doll, che cingeva le ascelle e proseguiva largo. Nella sua carriera lo stilista vestì alcune tra le personalità femminili più voga ed importanti di tutti i tempi come Maria Callas, Marlene Dietrich, Greta Garbo e la regina Elisabetta II, ma un nome in particolare spicca tra tutte quando si parla di Givenchy. Audrey Hepburn fu non solo la sua musa ma anche una sua grande amica, per cui disegnò l’intramontabile tubino nero per la pellicola di Colazione da Tiffany. I due si conobbero sul set di Sabrina e fu uno dei rapporti più proficui e fedeli tra un’attrice e uno stilista, tanto che la Hepburn posò per una campagna del marchio gratuitamente e ad Hubert si deve la creazione dello stile ancora oggi iconico dell’attrice.

Dopo anni di lavoro nel cinema e non, l’azienda venne acquistata nel 1988 dal gruppo LVMH per 45 milioni di dollari e l’ultima collezione firmata Hubert de Givenchy sfilò per l’inverno 95/96. Al trono del re si susseguirono creativi del calibro di Jhon Galliano, Alexander McQueen, Julien Macdonald e Riccardo Tisci che rimase nel marchio fino al 2005.

La moda si sà, va e viene, i direttori creativi anche, ma lo stile di un re come Givenchy è per sempre. Addio mio re.