Francese, Industriale, Vegano, Monumentale e Alchemico sono gli stili dei cinque Bistrot romani più di tendenza.

Dopo il boom di qualche anno fa delle osterie, quale nuova moda volta a favorire il recupero delle tradizioni culinarie della Roma che ha fatto storia, è di recente esplosione il trend che vede come protagonisti i bistrot.

La formula che accomuna questa nuova proposta è la location dalle dimensioni contenute, la cura impeccabile dei piatti dalle quantità moderate e la sofisticheria degli arredi.

Roma anche in tema di Bistrot offre locali imperdibili ed esclusivi, in grado di soddisfare la molteplicità dei palati che vivono la città eterna.
Così, se si ha voglia di una petit Francia ma non si è nelle condizioni di prendere un volo per Charles De Gaulle, basta muovere verso villa Borghese e fermarsi a via Tirso, al civico 46, dove al Palatino Bistrot è possibile gustare prelibatezze francesi. Gli ideatori di questo bijoux sono maestri della tradizione bretone e lo chef Rocco Cavedini traduce con la sua arte le loro richieste, deliziando gli ospiti del Bistrot a suon di crepes dolci e di fois gras, ormai apprezzato anche dai palati più scettici.

Qui, ovviamente non possono mancare i formaggi d’oltralpe e le croque monsieur e madame. Il sapore di Francia è ben rievocato anche dagli arredi minimal, ammirabili anche dopo aver vissuto l’esperienza alcolica offerta da Marco Favorito, barman e scenografo punta di diamante del Bistrot (https://www.facebook.com/palatinobistrot ).

Ma se la Francia non risultasse abbastanza attraente e si preferissero i sapori della natura, la soluzione si chiama Romeow Cat Bistrot, a due passi dal Gazometro. In una location retrò dai colori accoglienti, vivono tra alberi e tavoli sei gatti discreti ed esilaranti. Qui, infatti, la convivenza tra felini e umani è imprescindibile.

I clienti di questo Bistrot vegan raccontano che frequentare questo locale a colazione migliora la qualità dell’inizio della giornata, anche grazie alle dolci immagini offerte dai gatti. Qui, infatti, oltre a pranzare e a cenare a suon di piatti bio e non solo, è possibile trattenersi per ascoltare musica, leggere un libro e ricevere le tenerezze di mici coccolosi (http://www.romeowcatbistrot.com).

Ma oltre a queste due antitetiche soluzioni, Roma offre anche la possibilità di scegliere un Bistrot “monumentale”, da dove il paesaggio è mozzafiato e la sosta si trasforma in una tappa culturale. Tutto questo è possibile al Foodie Cafè Bistrot, alle spalle della basilica di San Giovanni. Dalla colazione al dopocena, qui è impossibile resistere alla tentazione dei dolci handmade, vero protagonista della vetrina di Foodie, come viene chiamato celermente dai suoi frequentatori più abituali.

In questo piccolo Bistrot che ha fatto del dehor il suo fiore all’occhiello, è possibile ascoltare musica live, mentre lo sguardo si perde tra le insenature dell’arco della Porta di San Giovanni e il palato assapora uno degli ottimi cocktail realizzati con maestria (http://www.lefoodie.it ).

E se oltre alla Francia, alle coccole di gatti educati e ai monumenti capitolini si vuole qualcosa di ancora più vincolato a un tema ben preciso, allora una tappa obbligatoria va fatta da Sughero- Alchemic Bistrot, nel cuore del quartiere Trieste.

Benché questo locale si sponsorizza sui canali social come un cocktail bar, le prelibatezze culinarie lo fanno da padrone. Centrifughe, piatti gourmet, vellutate, carpacci e tartare accompagnano gli strepitosi cocktail del creativo Federico, padre di questo Bistrot dagli arredi in sughero e dal clima… alchemico! (http://www.sugherobistrot.it ).

Ma la Capitale vanta anche Bistrot dai temi meno stravaganti e, nel cuore del riqualificato quartiere di Centocelle, si può apprezzare la cucina romana in una veste più moderna e con contaminazioni provenienti da tradizioni culinarie internazionali, dai nachos cacio e pepe ai concetti di puntarelle.

L’ambiziosa proposta è offerta da Core Bistrot, aperto dalla colazione fino a notte fonda. Qui gli arredi sono industriali, con materiali ferrosi quale mood decorativo, le luci soffuse e la musica si fa sentire. Grande attenzione è rivolta al rispetto della materia prima di stagione e unico è l’aperitivo di pesce, motivo di orgoglio e di vanto dell’audace titolare Andrea (https://www.facebook.com/corebistrot/ ).

Cinque Bistrot con cinque temi diversi, Roma non smette di stupire!