Introdursi nel motore di ricerca di Google per scoprire il cinema indipendente può rivelarsi un’impresa atta a generare confusione ma anche sorpresa. Sì, perché tra i primissimi risultati appare un elenco di film indipendenti che hanno riscosso un grande successo ma di cui non se ne conosceva la provenienza della produzione.

Del resto, in cosa consiste la differenza tra un film prodotto in maniera indipendente e uno che invece rispetta le più commerciali delle esigenze?

Dunque, nelle molteplici sfaccettature che gli esperti colgono in una pellicola “indie”, due sono le caratteristiche principali che contraddistinguono i cosiddetti film “indipendenti”: l’impiego esiguo di mezzi tecnici, senza penalità alcuna per le grandi competenze artistiche investite, e l’assoluta libertà espressiva del regista. La produzione, dunque, non subisce pressione alcuna dalle regole di mercato, dalle esigenze dei costi di produzione e dalla moda contenutistica del momento.

Ecco perché spesso succede che le pellicole indipendenti appaiano impopolari per tematiche trattate, quasi a risultare anticonformiste in maniera velatamente provocatoria.
La storia del cinema indipendente inizia nella metà degli anni ottanta, quando per affrontare i costi proibitivi delle pellicole da 35 mm, in molti si munirono delle prime videocamere in commercio, cimentandosi nella parte del giovane regista che si auto-produce. Con l’abbattimento delle spese per noleggiare le attrezzature, stampare i negativi permessa dall’avvento dell’era digitale, le possibilità di realizzare film indipendenti è aumentata vertiginosamente.

La post- produzione, per esempio, è diventata molto più economica e veloce, grazie al significativo aumento delle prestazioni dei PC, all’introduzione dei DVD e al contemporaneo sviluppo di software semi-professionali sempre più sofisticati, che consentono di sostenere una spesa per il montaggio, per la correzione del colore e per la realizzazione dei titoli di testo spesso completamente free o a costi davvero irrisori.
I grandi produttori cinematografici hanno percepito lo sviluppo del cinema anche detto “indie” come una sottile minaccia da non trascurare. Per questo, hanno creato delle piccole filiali di produzioni, in grado di garantire la presenza dei grani colossi anche nel nuovo mercato più di nicchia.
La presenza di case cinematografiche di enorme portata nel panorama dei film indipendenti ha determinato un assottigliamento dei confini tra le due tipologie di produzione. Ecco perché, quando si leggono i titoli che la ricerca su Google propone, si resta sorpresi del calibro di film che risultano indipendenti ma che abbracciano il più commerciale spazio dello spettro cinefilo.
Alla luce di questa attuale impercettibile differenza tra le due tipologie di produzione cinematografica, ecco una panoramica delle pellicole indie che occupano un posto di rilievo nella storia del cinema.

Quanti sanno che “La notte dei morti viventi” del 1968 è stato uno dei primissimi capolavori indipendenti? Ebbene, l’opera cinematografica totalmente realizzata da George A. Romero, alla modica cifra di 114.000 dollari è ancora oggi un cui horror, nel panorama del cinema drammatico e di fantascienza.
Bisogna attende circa un ventennio per poter assistere a un altro clamoroso successo del cinema indipendente e il titolo del film che riporta in auge la categoria è “Velluto blu”. Con i suoi 121 minuti di pellicola, questo capolavoro giallo e drammatico viene prodotto con soli 6.000.000 dollari e incendia gli animi dei cinefili del 1986.

Nei decenni a seguire, il cinema indipendente conquista sempre più a man bassa con film del calibro di “Le iene” del 1992, capolavoro dell’allora giovane Quentin Tarantino del 1992, “The Blair Witch Project- Il mistero della strega di Blair”, nel 1999, “Donnie Darko” nel 2001, realizzato con soli 517.375 dollari, “La passione di Cristo”, girata dal regista Mel Gibson tra i sassi di Matera, alla modica cifra di 30.000.000 di dollari, fino ad arrivare al pluripremiato “The Wrestler”, nel 2008. Con la magistrale interpretazione di Mickey Rourke, questo emblema del cinema indipendente è stato vincitore del Leone d’oro del 65esimo festival di Venezia, di 2 Golden Globe e candidato a due premi Oscar dell’81esima edizione della querelle cinematografica più prestigiosa del globo.

In Italia, tra i più grandi film indipendenti di successi, merita di essere menzionato “In terra pax” di Gianluca e Arcopino e Simone Isola, che con soli 100.000 Euro hanno prodotto questo piccolo capolavoro noto certamente ai cinefili più appassionati!