Per raccontarvi di “I’m here”, il primo singolo di Erika Ietro, arrangiato e prodotto da Peppe Milia (Tinturia, Miele, Not The Fonda) con la collaborazione di Roberto Macrì, è necessario creare la giusta atmosfera, quella tipica che solo un caldo albero di Natale ben illuminato può creare. Il brano, cantato in inglese e ispirato al pop internazionale con suoni che richiamano il trip pop anni ’80 nelle chitarre e la pop dance anni ’90 nei synth e nelle batterie elettroniche, ha, infatti, prodotto in Erika lo stesso entusiasmo che i balocchi di Babbo Natale suscitano nei futuri adulti.


La fiaba natalizia ha il solito copione. Un’artista nasce in una piccola realtà provinciale ed esprime se stessa a prescindere dalle norme non scritte della sub- cultura locale. La sua esposizione agli inevitabili giudizi altrui, gratuiti e anacronistici, producono due antitetici effetti, il bene e il male. Il primo emerge come una corazza che rafforza una personalità già esplosiva, il secondo, invece, s’insinua come timide lenzuola sotto pesanti coperte. È proprio lì che l’artista cela la sua umana fragilità, le ferite prodotte da parole e sguardi accusatori, l’interrogativo derivante dal senso di vulnerabilità che lontano da occhi e bocche indiscrete fa capolino. Il cuore della trama rende il copione meno banale, poiché l’artista non ha bisogno di conferme sociali per gestire il suo potenziale musicale. Erika Ietro, 25 anni fa, nasce Erika Ietro, senza se e senza ma.

La sua pelle lo sa e per questo accoglie l’inchiostro dei tatuaggi con cui sfoga parte della sua essenza. Il suo preferito? “Lei”, sulla spalla, ricordo di un anno trascorso a Sofia ed espressione del suo bisogno di sentirsi al mondo, di essere visibile, in un mondo che proprio lei vive come specchio in cui trovare la sua immagine, fedele e immune da interpretazioni distorti.
Ma Erika Ietro, non è solo occhiali scuri, immagine prorompente e tatuaggi, perché se sbirci sotto la corazza trovi il cuore di una ragazza che registra i suoi pezzi nella sua cameretta. Luogo cult per i suoi fans che attendo sul web le sue cover accattivanti, è da lì che si scoprono solo alcune delle note che compongono il complesso spartito che alberga in lei. Le foto della sua vita privata sulle parete, con il suo fidanzato a cui vorrebbe “regalare una Porsche, dopo aver prodotto un featuring con Sean Paul e aver firmato un contratto con la Universal”, gli oggetti a lei cari, accumulati negli anni.

Proprio lei, che come un’apina operaia ha il dono del saper conservare e risparmiare, per i periodi in cui la musica non basta per sostenersi. Ma “per fortuna l’estate è lunga in Sicilia e i cachet sostanziosi”, tanto da poter dedicare tutto il suo tempo a scrivere, produrre anche durante le altre stagioni. È così che avuto modo di esibirsi in Brasile, Inghilterra e Bulgaria, e di produrre il primo singolo da solista, dopo la pubblicazione nel 2016 di un ep con la sua prima band, gli One More Glass. Con loro ha assaporato l’adrenalina del Tour Music Fest e il Sanremo Rock, ottenendo un secondo posto al Band Music Festival.
E allora, come la magia di una fiaba impone, non vi resta che ascoltare “I’m here” su Spotify e seguire l’istrionica cantautrice su https://www.facebook.com/ErikaIetroOfficial/ e su www.instagram.com/erika.ietro per vivere felici e contenti.