“Libertà è partecipazione”, diceva Gaber. Si possono pretendere i diritti solo se si combatte per loro, se si è coerenti con i principi nei quali si crede, l’indifferenza è una resa pigra, un tacito assenso che non porta frutti. Ognuno combatte come può, ognuno ha i suoi mezzi e può fare della propria vita una splendida battaglia di positività. L’arma scelta da Luca Bassanense, targa MEI 2015 e considerato tra i più importanti nuovi esponenti di musica pop folk italiana, è la sua musica.

Sì perché questo giovane cantautore mette davvero la sua arte a servizio degli altri, le canzoni diventano impegno sociale, i testi sensibilizzano su tematiche attuali. Questione ambientalista, femminicidio, razzismo ma anche la semplicità di una quotidianità della quale a volte dimentichiamo l’importanza, e poi il sentimento per antonomasia, l’amore, un amore condiviso, contagioso, un’impostazione più che altro, applicabile ad ogni aspetto dell’esistenza che diventa forza e purezza, sicurezza e sensibilità.

Lo scorso 12 maggio è uscito il disco Colpiscimi felicità, prodotto da Stefano Florio per Buenaonda Etichetta Discografica/The SAIFAM Group. Il titolo dice già tutto: in questo album Luca Bassanese fa un viaggio alla ricerca della felicità, tra le strade della vita di tutti i giorni, sulle spalle lo zaino della sincerità, dell’introspezione che via via si dilata diventando specchio della collettività.

“Mi scuso in anticipo se tra le braccia della felicità il mio canto, nell’incedere dell’album, diviene un canto sociale, la felicità in fondo è anche la passione di un sogno condiviso con chi si ama e con il mondo”, ha dichiarato il cantautore. Per quanto riguarda il sound la vena cantautorale rimane ben definita ma intorno si diramano linee eclettiche che spaziano dallo swing, in pezzi come L’Amore benedetto, al folk di Burocraty.

Un’atmosfera che è un concentrato di pop, inteso come musica popolare nel suo valore più assoluto, profondità dei messaggi, spessore dei testi. I temi personali diventano collettivi, in un linguaggio pragmatico e ironico, che parla di argomenti importanti senza l’abito pesante della retorica, una confessione, diretta e limpida, tra l’uomo e il suo universo, reale e interiore.

 

Partiamo dal titolo, Colpiscimi felicità, un’invocazione, una preghiera di positività?

Proprio così dici bene, e che la felicità possa sempre esserci amica fedele!

Questo disco è un canto di felicità che, andando avanti con i brani, diventa un “canto sociale”, come hai dichiarato. Mi parli di questo progetto, delle visioni, dei sentimenti che lo hanno fatto nascere?

Dopo dieci anni di musica tra poesia e impegno civile assieme a Stefano Florio mio coautore e produttore ho sentito la necessità di scrivere un album che riguardasse me in prima persona, una sorta di prequel di ciò che mi ha portato fino a qui, cosi in questo album ci sono i miei ricordi passati, suggestioni del presente e la speranza di un futuro nel quale ritornare a sognare.

Quanto credi nell’influenza che la musica, o più in generale l’arte, possono avere sulla società? In che modo può sensibilizzare o influenzare?

Noi siamo ciò che respiriamo e mangiamo, tutto ciò che passa nell’etere è cibo per la mente ed anche noi cantautori non possiamo esimerci in quanto comunicatori dall’essere parte di questo nutrimento.

La tua musica conferma assolutamente questa possibilità che ha l’arte di influenzare. I tuoi brani sono usati anche nelle scuole elementari, medie e superiori per trattare tematiche delicate come il femminicidio con Canzone d’amore, l’inquinamento con La leggenda del Pesce Petrolio, i beni comuni e la Costituzione con Qui si fa l’Italia o si muore, il razzismo con Una sera ho incontrato un razzista. Un progetto ambizioso! 

Credo che più che influenzare queste canzoni possano portare ad una proposta, possano così essere uno strumento, tramite il quale l’educatore in questo caso l’insegnate puó trattare un argomento partendo dalla creatività dalla parola che trasportata dalla musica arriva dove tanti discorsi non trovano risposta. Una canzone può essere un pretesto non una soluzione e di pretesti per discutere di cose importanti ce n’è un gran bisogno.

L’album è stato anticipato dal singolo Gli anni ’70 ed io che ti amo. Alla fine del video la protagonista stringe tra le mani L’homme qui prenait sa femme pour un chapeau di Oliver Sacks. Mi spieghi il senso di questa citazione?

Ottima osservazione, aspettavo questa domanda! È un libro meraviglioso perchè unisce l’aspetto scientifico con l’aspetto poetico, un viaggio intenso nella natura umana. Ho sempre immaginato Oliver Sacks come un folletto osservatore dell’umano nel suo attendere d’essere perennemente colto da meraviglia e stupore.

Hai vinto la targa MEI 2015 (Meeting Etichette Indipendenti) come miglior artista di musica popolare. Sei considerato dalla critica tra i più importanti nuovi esponenti della scena Folk Popolare Italiana. Questo filone rappresenta la tradizione, la memoria storica di una cultura. Come vedi la situazione della musica popolare nel nostro paese e come può essere valorizzata?

C’è un’intensa produzione in Italia di musica popolare, una musica che è la sola a poter varcare i confini a trasportare con se storia e poesia. Per essere valorizzata dovrebbero esistere delle leggi come in Francia che vi invito ad approfondire.

Gli anni ’70 ed io che ti amo, Sentirsi uno anche se siamo in due, L’amore benedetto, sono tutti brani che parlano d’amore, di quello assoluto, di quello che fa combaciare le metà e che fa “sentire uno anche in due”, appunto. Non è un’utopia? Esiste davvero l’amore eterno secondo te?

Per me non esiste l’amore eterno ma esiste l’amore che se coltivato ogni giorno con se stessi, con la persona che si ama, con gli affetti e con il mondo produce buoni frutti.

Lo swing de L’Amore benedetto, la vena cantautorale di Siamo La Pioggia E Siamo Il Sole, il folk di Burocrazy. Un disco sound eclettico! Me ne parli?

Amo l’eclettismo tanto che tra le radio francesi che passano i miei brani c’è Fip radio che si definisce eclettica nel suo genere. Credo nello sposalizio tra le arti ed ho sempre messo in scena la mia parte teatrale con quella più lirica dei testi e delle canzoni, trovo naturale esprimermi all’interno di musicalità a volte differenti pur cercando di mantenere intatta l’identità cantautorale poetica.

Quale è stata la tua formazione musicale, con chi sei cresciuto?

Sono cresciuto con mio padre che ha sempre amato trasformare momenti di incontro in attimo di festa grazie alla sua armonica sempre presente nel momento giusto, e poi mia madre appassionata dei cantautori e mio fratello dj. L’incontro con Stefano Florio mio produttore e coautore ha segnato poi la svolta professionale in una collaborazione umana ed artistica che continua fino ad oggi.

ll brano La parte migliore di te, ha un’atmosfera apparentemente leggera ma il messaggio che racchiude è molto profondo. Me lo spieghi?

Confermo che “La parte migliore di te” è una canzone apparentemente spensierata e leggera ma che vuole portare con sé un messaggio importante, l’invito a cogliere e coltivare il meglio di se stessi senza troppe preoccupazioni ma con la consapevolezza che è la parte migliore di noi di cui le persone, gli amici, gli affetti, il mondo stesso ha bisogno. La nostra felicità è determinata da quanto riusciamo ad essere sinceri e autentici con noi stessi e con gli altri.

Questo disco sembra quasi un manifesto di valori, ogni brano segna un punto di una linea di pensiero: c’è l’amore in pezzi come  Sentirsi uno anche se siamo in due o ne L’amore benedetto, l’impegno sociale in Canto sociale e Burocrazy, l’attenzione alla terra e ai suoi frutti in Datemi un orto, la memoria storica in Canzone del 29 giugno. Come è nata la tracklist e quale voleva essere il senso generale?

La track list è nata cercando di creare un percorso che parte con spirito intimista ed arriva nell’incedere dell’album ad un canto collettivo, mi auguro che arrivi questa sensazione di crescendo.

 TRACKLIST

1)Gli anni ’70 ed io che ti amo

2)La parte migliore di te

3)Sentirsi uno anche se siamo in due

4)Datemi un orto

5)Siamo la pioggia e siamo il sole

6)L’amore benedetto

7)L’extraterrestre

8)Canto sociale

9)Burocrazy

10)Canzone del 29 giugno