Autrice, scrittrice, blogger.

“Non sono né un uomo né una donna, non sono né un angelo

né un diavolo, non sono né magro né basso, né bello né brutto,

non ho ali, non ho peli, non ho coda, non ho bocca, non

ho mani, non ho gambe, non ho culo, non ho corpo, non ho

niente, non sono altro che quello che sono, e centrifugo senza

rispetto”.

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Se per capire chi si vuole diventare, è bene partire da cosa non si vorrebbe essere, lo scrittore metropolitano Andrea Alessio Cavarretta è già a buon punto e, con la sua penna tagliente, non fa sconti a nessuno, senza perdere la profonda sensibilità che lo caratterizza come uomo e come autore. In “Centrifugo senza rispetto”, Augh Edizioni, la sua prima raccolta di racconti, Andrea Alessio Cavarretta fa esattamente ciò che promette: prende il nostro complesso mondo di oggi, fatto di genitori e figli, giovani e vecchi, amanti, sognatori e paradossi e, con una buona dose di fantasia e un pizzico di follia, centrifuga tutto, dando vita a un caleidoscopio di racconti ai confini tra la realtà e l’immaginazione che spiazza il lettore, pagina dopo pagina.

Le sensazioni che la lettura suscita sono tante e tra le più disparate, dalla commozione al divertimento, dall’indignazione al coraggio, perché, in realtà, l’autore ha un grande rispetto per ciascuno dei suoi personaggi e ce li restituisce integri e genuini, nonostante non risparmi loro avventure e disavventure di ogni genere nelle quali non è così difficile immedesimarsi. Il sogno, la speranza, la fiducia e l’audacia sono le chiavi di lettura di questo testo che fa riflettere anche perché è caratterizzato da uno stile dissacrante e irriverente, già inconfondibile e ben definito, sebbene si tratti di un’opera prima.

Il successo di questa miscellanea di racconti è senza dubbio dovuto anche alle grandi doti di comunicatore di Andrea Alessio Cavarretta, creatore, tra l’altro, assieme al pittore e compagno Giovanni Palmieri, di Kirolandia, un progetto artistico e culturale molto ambizioso che, in questi anni, è diventato un punto di riferimento per molti e che mira a coniugare diverse forme d’arte e d’espressione, aiutando aspiranti artisti di ogni campo a realizzare i propri sogni.

 

“Centrifugo senza rispetto. Miscellanea di racconti”, Augh Edizioni, è un’opera prima graffiante e originale che fa sorridere e riflettere al tempo stesso. Raccontaci l’origine di questo libro che sta avendo un grande successo tra i lettori.

 

Scrivere e pubblicare un libro è il sogno di tutti gli scrittori, ovviamente anche il mio, lo è stato da sempre. Ogni volta che entravo nelle librerie o nelle biblioteche, veramente tantissime volte, pensavo chissà se tra quegli scaffali stracolmi di volumi un giorno ci sarà anche il mio. Quanto lo volevo… ma ogni volta mi fermavo e pensavo se era il momento giusto. Un giorno, Giovanni Palmieri, il mio compagno di vita e di lavoro, a cui ho dedicato il libro, mi ha guardato e mi ha detto: “Dobbiamo invecchiarci, oppure sei pronto?”. Insomma mancava solo la schicchera definitiva. Da lì, gli invii alle tantissime case editrice e finalmente Augh Edizioni che si dimostra interessata e che, come dico a ogni presentazione, non ringrazierò mai abbastanza. Così il grande sogno si è avverato.

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Da cosa hai tratto maggiormente ispirazione durante la stesura del testo e cosa hai voluto comunicare a chi ti legge?

 

L’ispirazione è tutta derivata dall’osservazione di questo nostro complicato Mondo di oggi: disgregato, assurdo, illogico. Ho voluto descriverlo a modo mio, centrifugandolo, inventando e narrando episodi possibili e impossibili che facessero sorridere, riflettere e anche commuovere.

 

Come mai hai scelto di cimentarti in una raccolta di racconti con situazioni e protagonisti spesso ai limiti del paradosso, ma estremamente verosimili? Quale tra le varie storie ti rappresenta maggiormente e perché?

 

Come hai detto tu, tutto ciò che è al limite del paradosso alla fin fine è molto verosimile, e questo controsenso mi affascina moltissimo. Mentre parliamo, tu potresti anche iniziare a volare, e io potrei cercare di riportarti sulla sedia attaccandomi a una tua gamba, potremmo iniziare a volteggiare nella stanza, mentre tutti ci guardano stupiti, io lo credo possibile, e tu?

Tutte le storie del mio libro mi rappresentano e nessuna interamente, sono una parte di ogni racconto e viceversa, sono stato chiaro?

 

Sei un autore metodico o ti lasci andare solo all’ispirazione del momento? Come strutturi le tue opere e come incanali concretamente il tuo talento?

 

L’ispirazione è un lampo, è giusto un attimo, il resto è tutto lavoro, lavoro e lavoro.

Mentre scrivo un racconto, una poesia, qualsiasi altra pagina, ogni elemento prende il suo posto, la sua forma, vive in autonomia, acquisisce sostanza, sinché non diviene quello che forse in principio già era, ma ancora niente e nessuno lo sapeva.

kirolandia 

Tra le tue numerose attività di comunicatore a tutto tondo, c’è Kirolandia, una “corrente di cooperazione culturale”. In cosa consiste e quali valori supporta?

 

Kirolandia è la mia creatura, anzi la nostra, l’ho creata con il suddetto pittore Palmieri, molti anni fa con un’idea chiara: dare spazio e unire le forme d’arte. Sono molti anni che andiamo avanti con questo progetto che oramai è una vera e propria corrente culturale, ha un blog, una sezione artistica, una trasmissione radio, insomma… ci diamo da fare, per poter realizzare e aiutare a realizzare sogni. I valori dei Kiri, così si definiscono i membri, sono quelli di coloro che credono si debba dare più che ricevere, e vedono in ogni differenza la possibilità di un accrescimento individuale e collettivo.

 

A cosa stai lavorando in questo periodo? Svelaci quali sono i tuoi progetti per il futuro.

 

Come sempre sto lavorando su tante cose contemporaneamente, sto continuando a scrivere a trecentosessanta gradi, sono o non sono lo scrittore metropolitano?! Di certo un altro libro, e poi quel palco, quanto mi affascina…

A proposito, conoscendoti meglio… vogliamo fare qualcosa insieme? A me piacerebbe tantissimo creare un progetto anche con te!

Come si fa a dirgli di no? Leggere per credere…