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Era il 1973 quando la TV americana trasmise uno degli eventi che avrebbe cambiato per sempre la storia del tennis ma soprattutto dei diritti delle donne. A guardare quella partita di tennis tra la campionessa del mondo Billie Jean King e l’ex campione e scommettitore seriale Bobby Riggs c’erano 90 milioni di spettatori.

Una battaglia dei sessi non solo in campo anche fuori. La King, infatti, oltre ad essere una campionessa indiscussa, era scesa in campo per ottenere l’uguaglianza dei sessi. Ben lontana dal modo di vivere di Riggs che incarnava una delle prime grandi celebrità auto prodotte e lottava segretamente contro il vizio del gioco d’azzardo.

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La battaglia dei sessi, diretto da Jonathan Dayton & Valerie Faris noti al pubblico per il bellissimo Little Miss Sunshine vincitore del premio Oscar, porta in scena una storia d’eccezione che lasciò il segno sia in campo sportivo che in campo sociale. Ad interpretare i due protagonisti Emma Stone e Steve Carell.

Al centro del film proprio l’attesa di quella storica partita, la sua spettacolarizzazione e la lotta per la parità dei sessi di cui si fece portavoce Billie Jean King e di cui è tuttora simbolo.

Nel 1973 vari muri, quelli relativi alla razza, all’identità sessuale, alla religione e all’orientamento sessuale, iniziavano a vacillare.

Le donne si stavano organizzando e scendevano in piazza come non avevano mai fatto prima, tuttavia continuavano a guadagnare la metà degli uomini e trovavano ancora tante porte chiuse davanti a loro.

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C’era ancora molta strada da fare, ma il cambiamento era tangibile. Questo è uno degli aspetti che ha convinto i filmmaker a imbarcarsi nel progetto de La battaglia dei sessi.

Non è un caso che in Italia la Fox abbia scelto come testimonial del lungometraggio Imma Battaglia, attivista e politica italiana tra i massimi esponenti del movimento LGBT del nostro Paese. Nel 2000, prima di organizzare il primo storico World Pride che si tenne a Roma, Imma marciò a San Francisco accanto alla King.

L’intervista esclusiva a Imma Battaglia

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Imma, se dovessi sintetizzare in tre parole il film LA BATTAGLIA DEI SESSI quali parole useresti? 

Tre parole sono poche…ma se proprio devo: Emozionante, Imperdibile, Istruttivo

Sei stata scelta come testimonial di un film che parla di una battaglia difficile e complicata come quella per la parità dei sessi. Come pensi reagirà il pubblico italiano a questo film? 

Mi auguro reagisca con entusiamo, che il film rimanga in sala più tempo possibile e che ne parlino tutti. Spero soprattutto che il pubblico accolga il messaggio di uguaglianza e di lotta per i diritti che questo film riesce a lanciare attraverso un evento storico come quello del ’73…

Billie Jean King ha messo in atto una vera e propria rivoluzione, qual è stato il suo grande punto di forza? 

Il coraggio delle donne. Che quando c’è non conosce eguali…

C’è una scena del film che ti ha colpito più di altre? 

Quella in cui afferma una frase come: “sarò la migliore, solo così potrò cambiare le cose” …Forse un pò perchè mi ci rivedo in quelle parole.

Qual è attualmente la situazione sulla battaglia dei sessi? Cosa dovrebbero fare le donne per cambiare questa situazione? 

Essere unite, non avere paura di denunciare i soprusi (nel caso in cui ci fosse il bisogno), non subire più l’autorità maschile come superiore alla nostra.

Proprio in questi giorni hai pubblicato un post in cui sei intervenuta in merito alla questione dell’equiparazione degli stipendi tra i calciatori dei club maschili e le calciatrici delle nazionali femminili. Qual è la situazione attuale? 

La situazione attuale è che si potrebbe togliere qualcosa ai mega-stipendi degliuomini, per implementare tutti gli sport, non solo il calcio femminile… Siamo ancora molto lontani e comunque è un bene che se ne parli.

”Iniziai a pensare alla società e alle donne e all’importanza che questo evento avrebbe potuto avere… Sapevo che avrei dovuto vincere” ha dichiarato la King. Tu ti sei sempre esposta per i diritti gay. C’è mai stato un momento in cui hai sentito che avevi realmente vinto nelle tue battaglie politiche? 

Probabilmente nel 2000, quando ho detto all’allora sindaco di Roma, Francesco Rutelli, che avremmo manifestato con il World Pride anche senza permesso… e così è stato. Ero in fila insieme ad un milione di persone e tremavo per l’emozione.

In Italia oltre al sessismo, purtroppo si parla ancora troppo spesso di omofobia. Che cosa si può e si deve fare per combattere questa battaglia? 

Una legge che sbatta al muro chi è capace di uccidere, violentare e odiare qualcuno solo perchè diverso. E poi senza dubbio, un processo educativo importante, che parta dai banchi di scuola.

Il trailer de La battaglia dei sessi, al cinema dal 19 ottobre