Per la prima volta uno street artist italiano si cimenta con il fumetto, non semplicemente traendone spunto ma dandogli vita su carta prima ancora che su parete. Non si tratta di traslare figure e caratteri in un contesto urbano. Da dicembre nelle librerie è di rilievo LEE SERGIC E LA GENESI CONTESA di Mauro Sgarbi, albo pilota di una saga che andrà man mano avviluppandosi su trame oscure. Più di un’artista ha fatto riferimento nei suoi graffiti al mondo comics, ma è questa la primissima volta che in Italia qualcuno che di solito dipinge sui muri decide di far nascere un personaggio su carta. Appena lo inizi a sfogliare credi di trovarti di fronte a una sorta di trasposizione al maschile di Alice in Wonderland, riproposto nella frastagliata ed eccitante realtà storica di fine ‘900. Lee è un ragazzo, probabilmente sulla ventina e dall’aspetto quasi efebico, i tratti apollinei, capelli lunghi biondi, occhi chiari e fisico affusolato. “Compare in un limbo, sul confine di una dimensione che si immette in un’altra”. Così ha inizio LEE SERGIC E LA GENESI CONTESA: l’apertura di una porta, l’ingresso maldestro in un mondo dai tratti fantasy e distopici. Non ci sono colori e questo gli abitué del fumetto lo sanno, tuttavia lo scenario riporta alla mente le chiazze fluorescenti e cangianti tipiche del romanzo di Lewiss Carrol. Vi sono enormi piante parlanti, insetti e vari altri Animali fantastici, che.. in questo periodo si sa, vanno molto di moda. Il mondo dei caratteri afferenti l’universo di eroi, anti eroi e super eroi è ormai cifra portante dell’intrattenimento, dal cinema alla tv. Un fenomeno cavalcato dalle grandi produzioni che hanno scelto di pescare a piene mani in questo succoso bacino. Qui siamo davanti a qualcosa di molto diverso perché Lee Sergic, protagonista dal nome che è tutto un programma, non reca in dote nessun super potere o passato da semidio. Il profilo corrisponde a quello di un tizio qualunque uscito per sbaglio da Trastevere o dal Pigneto, ma in realtà anche seguendo un preciso disegno divino, si trova a vivere un destino da cavia crono-dimensionale. Lee Sergic è generato dalle divinità celesti riunite in un meeting ultra-terreno proprio nel momento più cruciale della spartizione delle anime ma qualcosa non torna e ognuno ne reclama la paternità. Si rompe un equilibrio. A chi apparterrà la sorte di Lee, quale sarà il suo destino sulla terra? Una decisione viene presa, del resto è inevitabile e il protagonista si trova ad affrontare un futuro costellato dalle molteplici “esperienze” e dai capricci che gli dei gli sottoporranno. Scene di vita reale, un viaggio attraverso tre continenti fino ad arrivare a Roma. La fabula narrativa è dinamica, sovrappone ed interpone le epoche, i piani dimensionali, driblando le angolature spaziali come per magia. Come risulta inevitabile per la famosa Alice e il suo Stregatto, anche per Lee e le incredibili creature che incontriamo c’è il vago sospetto che qualche “aiutino alla fantasia” l’autore se lo sia concesso: nelle fasi di autocoscienza crono-dimensionale si scorrono in rassegna epiche battaglie con draghi, guerrieri spietati dagli elmi alla Star Wars, ma non mancano i personaggi quasi infantili come Mr.Carota, occhiuto ortaggio gigante-parlante che farà compagnia al nostro Lee durante uno scampato naufragio. Numerosi i succulenti camei che i cultori della letteratura psicotropa e del graphic novel non potranno ignorare. Da uno dei principali caratteri di Andrea Pazienza alle chicche di Carlos Castaneda, per atterrare sul luccicante acciaio dell’armatura di Jeeg Robot. Nondimeno le tematiche sociali sono alla portata di quest’uomo qualunque che si troverà a vivere un destino tutt’altro che normale, alla ricerca della sua identità tra discriminazione, razzismo, indifferenza e violenza della polizia. Temi attuali e controversi sotto gli occhi di tutti ma ormai diventati oggetto di assuefazione: il bullismo, la repressione delle forze dell’ordine che prevaricano sia nei piani di realtà che in quelli più fantastici di passaggio dimensionale. LEE SERGIC E LA GENESI CONTESA è edito per i tipi delle Edizioni Il Galeone, casa editrice da poco affacciatasi nell’ostico panorama italiano, con l’obiettivo di dar voce a storie complesse e vicende scomode da raccontare. Una casa editrice che vede il mercato come un terreno di “battaglia” appunto e che cerca di dar voce e riscattare la cultura popolare e delle marginalità. Sono così nate tre collane: All’arrembaggio!, Avvistamenti, Jolly Roger, tutte in pieno spirito piratesco, romanzi, reportage fotografici e graphic novel, storie irriverenti di periferia, viaggi non convenzionali che aprano una nuova visuale sulla realtà. Sgarbi, che porta con disinvoltura questo cognome un po’ ingombrante e anzi – a differenza dei suoi colleghi underground non ha mai confezionato uno pseudonimo, un logo, una tag – gira così com’è, pittore tradizionale che dipinge con pennello e cavalletto ma che ha spesso bisogno di grandi dimensioni per concretizzare le sue visioni surrealiste. Fresco di importanti vendite internazionali, si conferma come uno dei più attivi tra gli affermati street artist del panorama di Roma e provincia. Un artista romano che negli ultimi 5 anni si è fatto conoscere a livello nazionale ed internazionale grazie alla realizzazione di importanti progetti sociali tra i quali ricordiamo il murale La Divina Accoglienza in via Giovanni Giolitti proprio di fronte all’ingresso delle Ferrovie Laziali, balzato agli onori delle cronache di stampa e televisione per lo spessore etico e la tecnica raffinata: un incontro di profili tra il sommo poeta Dante Alighieri e un’immigrata, volto delle future generazioni autoctone di italiani. Padre di questo primogenito fumetto, sarà forse iniziatore di una corrente di street artist ideatori di storie tutte originali?

Michele Torsani