Il biologico non basta, troppo spesso è un’etichetta svuotata del suo significato e soprattutto, nella maggior parte dei casi, è vissuto dagli agricoltori solo come una restrizione. C’è bisogno di rispetto per la terra, dei suoi equilibri, di conoscenza dei meccanismi che permettono alle piante di difendersi a vicenda e all’acqua di non evaporare, per restare nel suolo a nutrirne i frutti. Stiamo parlando della permacultura.
La permacultura è un modello di agricoltura sostenibile (dall’inglese ‘permanent agriculture’) che riproduce gli ecosistemi naturali. Partiamo del presupposto che l’essere umano è l’unico animale che non è in grado di adattarsi all’ambiente circostante ma pretende di adattare la natura alle proprie esigenze. Questo è ciò che sta distruggendo la terra e questo è quello che la permacultura sovverte. L’obiettivo è creare un equilibrio perfetto fra uomo e natura con un’agricoltura duratura e un impatto ambientale prossimo allo zero. L’obiettivo è quindi la gestione etica della terra, una convivenza “pacifica” fra gli spazi dell’essere umano e l’ambiente naturale.

Non è un’utopia – I progetti di permacultura, anche sul larga scala, sono una realtà. Ma non pensate che sia qualcosa lontano dalla vita cittadina o quotidiana perché anche in città, anche su un terrazzo, possono essere applicati i principi della permacultura (ad esempio piantando dell’aglio nello stesso vaso delle rose per tenere lontani gli insetti anziché utilizzare un repellente chimico). Inoltre la permacultura non è solo agricoltura perché gli studi e i principi di questa disciplina vengono applicati anche alla progettazione e costruzione di edifici, quartieri e città.

Emergenza idrica – Come ci spiega Massimo Candela, uno dei massimi esponenti della Permacultura in Italia “Nei prossimi anni, soprattutto in paesi a clima temperato come l’Italia, ci si dovrà misurare con una progressiva riduzione della disponibilità di acqua. In questo quadro, tutte le pratiche offerte dalla permacultura per immagazzinare la pioggia nel terreno e ottimizzare il consumo dell’acqua per scopi irrigui assumono grande importanza. Analogamente, la scelta di ridurre al minimo le lavorazioni si traduce in una drastica diminuzione della dipendenza dal petrolio”.