Nove saggi, due sociologhe e le innovazioni anticrisi

Cos’hanno in comune Gnammo, Airbnb e Blablacar? “Sopravvivenza” alla disoccupazione e all’inflazione, sharing economy ovvero strategie anticrisi di condivisione e recupero. Un modo nuovo di vivere, l’abbandono dei vecchi modelli produttivi e sociali. Uno sconvolgimento globale degli schemi ma con quali prospettive? Ce lo raccontano Laura Bovone, professore di Sociologia della comunicazione, nonché direttore del Centro per lo studio della moda e della produzione culturale (ModaCult) alla Cattolica di Milano e Carla Lunghi, docente di Sociologia generale e Sociologia dei processi culturali del medesimo ateneo. Il loro lavoro si intitola Resistere. Innovazione e vita quotidiana (Donzelli editore, Roma 2017) ed è il frutto di una ricerca universitaria condotta sul campo e basata su interviste e studi di caso.

Nove saggi per inquadrare le strategie anticrisi messe in campo per resistere ad una crisi senza precedenti: “Italia al tempo della crisi: lavoro, consumo, partecipazione” (Gisella Accolla ed Emanuela Mora); “pratiche di riduzione dello spreco alimentare” (Roberta Paltrinieri e Paola Parmiggiani); “reti collaborative di produzione e consumo” (Carla Lunghi). Si passa poi a temi quali l’housing sociale (Guido Gili e Emanuela Pece), il risparmio energetico (Giorgio Osti, Natalia Magnani, Giovanni Carrosio), l’ “individualizzazione e condivisione” fra i giovani milanesi (Edda Cecilia Orlandi e Luisa Leonini) e la “destandardizzazione” (Antonella Spanò e Mirella Giannini), creatività nel “reinventare i beni comuni a Roma” (Romana Andò, Antimo Luigi Farro, Simone Maddanu, Alberto Marinelli), per finire con il “fare ricerca attraverso il web” (Silvia Mazzucotelli Salice).

Il punto di partenza è il rallentamento dell’economia dal quale è scaturito un riadattamento nelle abitudini di consumo. La crisi, la necessità di risparmiare, internet, la sensibilità verso argomenti legati alla sostenibilità, l’alimentazione e l’impatto ambientale delle pratiche umane. A sostegno delle tesi messe in campo da Laura Bovone e Carla Lunghi dati analitici quali l’aumento dell’autoproduzione agricola, l’incremento dell’acquisto di beni di seconda mano e la creazione di piattaforme tecnologiche per la sharing economy.

Il ruolo del web e delle nuove generazioni è fondamentale. I Millennials hanno sperimentato “pratiche produttive e collaborative stupefacenti per sopravvivere alla disoccupazione, riappropriarsi del diritto di scegliere e anche vivere in un modo nuovo”. Una rivoluzione culturale che viene dal basso, probabilmente accelerata dalla crisi (che ha reso necessaria la rapida evoluzione di nuove strategie) e dalla mutazione tecnologica.

KO al gioco capitalistico. Una presa di coscienza diffusa e anche drammatica dei rischi del nostro modello di sviluppo, economicamente e ecologicamente poco sostenibile. Le certezze dell’occidente che si capovolgono, le informazioni e le conoscenze che fluiscono incontrollabili grazie alla rete, la consapevolezza dei processi, la critica postmodernista. Per gli scenari futuri vi rimando alla lettura del volume “Resistere. Innovazione e vita quotidiana”.

 

Valeria Minieri