Dopo i saluti primaverili e l’attesa estiva, l’autunno sta per far spazio all’inverno, stagione per eccellenza degli amanti del binomio perfetto, divano e tv. Dunque, risulta piuttosto strategica la scelta di lanciare la nuova serie di due produzioni che devono il loro successo anche alla studiata programmazione dei due colossi televisivi, e non solo, quali Sky e TIMVision.A distanza di una decina di giorni, infatti, tornano a farci compagnia Gomorra- la serie e Vikings, rispettivamente alla loro terza e quinta stagione. Sulla prima è stato già detto, ma anche fatto, tutto. Tormentone indiscusso degli ultimi due anni, ha animato conversazioni al bar, chiacchiere al lavoro, confronti domestici. Chiunque abbia visto il capolavoro di Cattleya ha certamente provato almeno una volta a replicare una delle più penetranti espressioni dialettali pronunciate da Ciro o da Jenny. La formula che ha consacrato il successo della serie è, infatti, data dalla storia dei personaggi che crescono, in termini di potere, e poi muoiono, per essere sostituiti, il più delle volte, dai loro stessi carnefici. Il modo aggressivo non cede il passo a nessuna forma di morbidezza e così spietatamente muoiono donne e bambini innocenti.

Analogamente, potere e battaglie non mancano in Vikings, una serie televisiva che si è fatta notare nel 2013 sul canale canadese “History” e che non ha dovuto attendere molto per diventare popolare anche in Italia. Si tratta un romanzo storico ambientando nel decimo secolo, quando il Nord dell’Europa occidentale vantava popoli del calibro di Ragnar Lotbrock. Questo il nome del guerriero vichingo, protagonista della saga che intreccia storia e leggenda. In molti hanno atteso il ritorno del vichingo che diventa re, dopo essersi spinto oltre i confini noti al popolo di Odino, conquistando l’attuale Scozia, Inghilterra. La quarta fortunata serie si era conclusa con il desiderio di conquistare Parigi e con una molto precaria condizione di salute del re, mentre al suo fianco non mancano personaggi insoliti rispetto a quelli che la cultura occidentale propina. Dunque, conquistano la scena fior fior di donne guerriere, costruttori in contatto con le divinità pagane, stregoni. La morte è all’ordine del giorno, o dell’episodio, e non mancano scene piccanti, battaglie sanguinolenti, muscoli ostentati e tatuaggi ancestrali.

Ma non sarà Netflix, che avere detenuto l’esclusiva della serie canadese a centrare il colpo, bensì TIMVision, che strappa questo primato e riesce a mandare in onda la quinta seria in contemporanea con gli Stati Uniti. In ogni caso, Vikings conferma il suo grande seguito registrato nelle stagioni precedenti, e il 29 di novembre, quando, per recuperare le spese folli del Black Friday, gli appassionati di Vikings sono rimasti incollati sul divano, davanti a uno degli schermi su cui potevano tornare indietro nel tempo, immedesimandosi nei cristiani a difesa dei propri territori o nei barbari vichinghi, famelici e valorosi conquistatori.

Ancora una volta la sfida tra i serie tv di successo, ripartono nello stesso mese, ottenendo significativi share di ascolto.
Gomorra, nonostante la stimolazione della curiosità a cui Sky non ha saputo rinunciare a suon di servizi speciali mandati in onda con contenuti sui retroscena della produzione, piccole scene del backstage e instillando fragili dubbi circa i nuovi personaggi che sarebbero entrati a far parte della trama camorristica, non ha ottenuto il successo tanto atteso, e un po’ fabbricato, sui canali Sky Cinema, Sky Atlantic e Sky On Demand. Ma questo dato è stato smentito dal grande movimento registrato sui social e dalle scommesse collezionate presso i SISAL Matchpoint. Resta il fatto che i dati registrati, però, sono significativamente più bassi rispetto alle previsioni, ma ancor più rispetto al successo delle prime puntate delle due serie precedenti, nonostante il cospicuo aumento delle interazioni social, a suon di ashtag quali #gomorra #gomorra3 #stammturnann.

Fonti Sky si lasciano andare in ottimistici commenti che vogliono una rimonta dei risultati, già eccellenti ma minori rispetto alle aspettative, grazie all’on demand e alla “febbre da serie” che nel corso degli episodi aumenta. Con un esordio a lutto, dato dal funerale del capofamiglia don Pietro Savastano, e il ritorno tanto atteso di Ciro, rientrato dalla Bulgaria, la trama certamente si fa più intrigante e i colpi di scena non mancheranno. Altrettanto prevedibile sarà il recupero degli episodi mancati di chi per rimettersi al passo con la storia che avanza, sfruttando il clima natalizio che incombe, non tarderà a organizzare serate tour de forse, tra amici. Solo così si potranno continuare a capire le battute che ormai circolano al bar, in ufficio e anche in casa, in un malconcio dialetto napoletano, in attesa di carpirne di nuove e di invadere il web con sketch su youtube, Facebook e in ogni dove.

L’effetto saga, invece, si è mantenuto costante sul piccolo schermo e, nonostante sui social si faccia un rumore più esiguo e abbia subito un cambio di “dispositivo”, si è comunque registrato quell’importante traffico di utenti che lascia presagire una nuova incoronazione, senza colpi di asce, per il popolo dei norreni, alla loro quinta e onorata stagione.