Altro giro altro direttore creativo, perché nel fascio system che si rispetti non ci possono essere sedie vuote a lungo. Pochi giorni fa Kim Jones, nuovo direttore creativo di Dior Homme, ha infatti lasciato vacante il ruolo di head designer della divisione uomo di Louis Vuitton, ma c’è già qualcun altro pronto a prendere il suo posto. Virgil Abloh, designer americano con genitori ghanesi, è stato nominato ufficialmente come il nuovo capitano dell’ufficio stile man del marchio di lusso.

Il giovane afroamericano, il primo nella storia del brand francese, ha dichiarato che si tratta per lui di “un’opportunità e un sogno”. La sua prima collezione verrà presentata a Parigi durante la prossima fashion week uomo dedicata alla FW 18/19 il prossimo giugno. Micheal Burke, chairman e chief executive officer Louis Vuitton ha dichiarato: “avendo seguito con grande interesse la crescita di Virgil, da quando ha iniziato a lavorare con me nel 2006 da Fendi, sono davvero felice di vedere come la sua creatività e il suo approccio innovativo lo abbiano reso così influente”.

Virgil Abloh nasce a Rockford in Illinois, ma non ha una vera formazione nell’ambito moda, in quanto ha conseguito prima una laurea in ingegneria e successivamente un master in architettura. E’ proprio durante quel periodo che si interessa al mondo del fashion grazie alla collaborazione tra Miuccia Prada e l’architetto Anisk Kapoor, avendo comunque acquisito qualche rudimento dalla nonna sarta. Il suo stile, divenuto così distintivo, è il risultato di un oculato frullato di ciò che vede nel mondo pop, di internet e tra le celebrità, rispettando i gusti dei più giovani, ma che purtroppo lo porta ad essere spesso accusato di poca originalità. Il suo successo è figlio di numerose collaborazioni azzeccate fin dalla giovanissima età. Prima tra tutte la nomina come consulente creativo per il think thank di Kanye West, con cui tuttora lavora essendo artefice della collezione Pastelle e Yeezy per Adidas.

Successivamente il suo nome viene affiancato da marchi come Jimmy Choo, Levi’s, Moncler, Ikea per una collezione di tappeti e Nike con la riproposta di dieci modelli iconici (Ten Icons, ndr). Il primo progetto in solitaria risale ad un periodo abbastanza recente e porta il nome di Pyrex Vision, ossia un brand streetwear che portava la moda dei grandi, come Raff Simons, riletta dai ragazzi di Harlem direttamente sul mercato. Una sovversione  delle regole e una prepotente proposta dello stile di strada, ma che purtroppo dura solo un anno. La nuova proposta non si fa di certo attendere, grazie alla fondazione nel 2013 di Off-White a Milano, marca streetwear ma di lusso indossato dalle più grandi celebrità pop internazionali.

Con un profilo così non potevano di certo mancare i riconoscimenti, come la finale per il premio LVMH per i giovani talenti e la conquista del Urban Luxe ai British Fashion Awards. Insomma chi più ne ha più ne metta, come il suo stile, che siamo certi caricherà i cannoni monogram di un ricco quantitativo di subculture e pop fashion, ma a prezzi non proprio popolari. Virgil si è già detto intenzionato a proseguire la collaborazione con il marchio Supreme e desideroso di rileggere tutti i codici targati LV.

Noi aspettiamo tra una giornata di primavera e l’altra non solo l’inizio dell’estate ma il taglio di nastro di una nuova promessa.