Ammettiamolo, ormai il caro vecchio bucatino lo abbiamo tutti un po’ tradito con l’esotico e, si narra, afrodisiaco sushi.

Una cucina cruda, essenziale, ma a tratti piccante proprio come una storia clandestina, ma il matrimonio tra Roma e la sua tradizione culinaria vacilla profondamente solo davanti alle porte di Palazzo Fendi. Tra quelle mura, precisamente agli ultimi due piani, viene ospitato, infatti, il ristorante contemporaneo di cucina giapponese Zuma, che dopo le principali città di tutto il mondo da Marzo 2016 è approdato anche nella Capitale.

Qui la principale cucina giapponese, l’arte del sushi e la griglia robata seguono le regole dello stile izakaya con piatti da condividere al tavolo e nessun protocollo impostato sull’ordinazione dal menù. Un’esperienza completa e seducente, fondata su una presentazione d’eccezione dei piatti e una qualità superiore delle materie prime, accompagnata dalla selezione di sake, vino, whiskey giapponese e cocktail d’autore dello “Zuma bar, lounge and terrace”. E’ proprio la terrazza, con vista suggestiva sulla Città eterna, a fare da tetto a questo monumento alla modernità, progettato dal designer giapponese Noriyoshi Muramatsu.

Lui e il suo Studio Glitt con base a Tokyo hanno creato uno spazio raffinato, contemporaneo e realizzato in materiali naturali, rispettando l’equilibrio dei quattro elementi. Esclusività, futuro e autenticità questo Fendi tramite la sua sede storica ha portato a Roma e questo Zuma lascia uscire dall’uscio di Via della Fontanella di Borghese, attraendo anche i romani più fedeli e scrupolosi. Dimenticate pecorino e puntarelle, le nozze del gusto si celebrano con una punta di wasabi.