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giovedì, Agosto 5, 2021
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Orietta Berti: Capolavoro Pop tra Autoironia e Bel Canto

Orietta Berti sta vivendo un momento d’oro dopo la partecipazione all’ultimo Festival Di Sanremo. Una performance, la sua, acclamata da critica e pubblico.

In un Festival costellato di successi radiofonici e di vendite come mai negli ultimi anni, Orietta Berti è la pietra preziosa che si incastona sulla corona di Amadeus, re indiscusso dei Sanremo contemporanei.


Contro ogni tipo di pregiudizio che poteva relegare la partecipazione di Orietta Berti ad una passerella di fine carriera, l’artista si è presa la scena a suon di esibizioni ineccepibili, autoironia e partecipazioni a trasmissioni scelte e mirate che la rendono un personaggio amato da grandi e giovani influencer.

Ad oggi, quello di Orietta Berti si può sicuramente conclamare come un successo decisamente Pop, frutto di una sapiente commistione tra gestione di una carriera lunghissima, e adattamento ai nuovi fenomeni e ai nuovi media.

Le scelte di Orietta Berti sono sostenute da un management ed un entourage di livello assoluto; l’artista è rappresentata dalla Star Point di Pasquale Mammaro che negli ultimi anni ha conquistato come editore ben due primi posti al Festival di Sanremo: con il Volo prima e con Diodato poi.

Per chi non lo sapesse Pasquale Mammaro è una vera super star tra gli agenti delle star, a lui si devono molte partecipazioni storiche e discusse negli ultimi Reality tra cui quella di Riccardo Fogli all’isola dei famosi e la recente di Fausto Leali al Grande Fratello Vip. 
Anche grazie a questo sodalizio granitico tra artista e manager possiamo ammirare oggi una brillante carriera televisiva di Orietta Berti

La scelta di mettersi in gioco con al fianco le Deva nella serata cover a Sanremo ha di fatto reso palpabile la voglia di questo monumento musicale italiano di avvicinarsi al pubblico giovane senza pregiudizio. 

 

Orietta Berti e Le Deva hanno interpretato insieme, nella serata delle cover al Festival Di Sanremo scorso, il brano “Io Che Amo Solo Te”

In questo specifico caso ha anche regalato alle Deva la possibilità di calcare l’Ariston quindi facendo doppio servizio alla musica giovane

La sua “gaffe” durante la kermesse Sanremese, quando sbagliò a pronunciare il nome del gruppo che ha poi portato a casa il primo posto, chiamandoli naziskin invece che maneskin ha già fatto storia, servendole poi su un piatto d’argento il botta e risposta con il gruppo, fino a regalare uno storico playback del brano “zitti e buoni” che è diventato un cult in rete

 

La carriera della Berti comincia di fatto nel 1961 e da allora è sempre stata a livelli altissimi; un successo, il suo, mai spocchioso e sempre a servizio del pubblico.

Dal 1966 al 1992 ha partecipato per ben undici volte al Festival di Sanremo. Ha preso parte dieci volte a Un Disco per l’Estate ottenendo sempre ottimi piazzamenti grazie anche ai grandissimi consensi di pubblico.
Dal ’68 al ’74 è stata una delle protagoniste di Canzonissima riuscendo sempre ad entrare nella finalissima, spesso unica cantante donna rimasta in gara grazie ad un corposo apporto di cartoline voto.
Negli anni 1972, 73 e 74 ha inciso tre album di successo dedicati al repertorio folk. Nella sua carriera sperimenta anche il cinema accanto a mostri sacri del calibro di Ugo Tognazzi (I Nuovi Mostri – episodio L’Uccellino della Val Padana – regia di Ettore Scola) e di Paolo Villaggio (Quando c’era lui caro lei).
Nei primi anni ’80 incide una serie di canzoni per i bambini, da Barbapapà a La Balena (sigla di Domenica In).
Nel 1984 la sua carriera artistica ha una svolta con l’album Le Mie Nuove Canzoni e inizia a prodursi da sola. Da quel momento comincia la collaborazione con Umberto Balsamo e Cristiano Malgioglio che firmeranno per lei intensi brani d’amore che la cantante interpreta con grande tensione emotiva.

Dopo tanti anni nel mondo della musica negli anni 2000 inizia il  piccolo capolavoro televisivo di Orietta Berti che si inserisce con intelligenza ed eleganza nel mondo del piccolo schermo.
Programmi popolari ma senza mai scendere nel trash o nelle dinamiche dei reality, la Berti ricomincia da Fabio Fazio e da Masterchef per arrivare ai giorni nostri con il fortunato e divertentissimo show di Enrico Papi: Name That Tune – Indovina La Canzone

La sua storia musicale è stata per anni viziata dal discusso biglietto lasciato da Tenco prima dell’ipotetico suicidio: «Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi.»

La Berti ha rotto il silenzio recentemente durante la trasmissione Verissimo, di Canale 5  «Nel biglietto c’erano due errori di ortografia che non avrebbe mai fattoha detto a Silvia Toffanine il fratello disse che quella non era la sua grafia.
La gente dell’ambiente mi salutava a mala pena. I giornalisti non mi volevano intervistare, come se avessi la peste. Ma la colpa è anche loro se la canzone di Tenco non vinse. Quel periodo era così. Ne sono venuta fuori grazie a mio marito e all’amore del mio pubblico. È stata dura. Arrivavo alle manifestazioni e mi dengravano. Dissero che mio marito aveva perso 80 milioni al casinò, ma non era vero»

Si deve quindi anche al coraggi di Orietta Berti, dopo così tanto tempo, la luce di nuovo accesa sul suicidio di Luigi Tenco che gli amici ed i famigliari hanno sempre rifiutato cercando di incentivare nuove indagini sul caso

 

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