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domenica, Giugno 20, 2021
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Essere Donne e Imprenditrici al tempo del Covid

Sono state le donne imprenditrici la vera Resistenza in tempo di Covid.
Quante categorie di Donne e Imprenditrici al tempo del Covid sono state toccate dal lockdown senza aver ricevuto sostegno?
Quante richieste di aiuto da Donne e Imprenditrici al tempo del Covid sono state archiviate senza risposta tra bonus troppo standardizzati e futuri compromessi.
Apriamo il microfono delle madri, delle future madri. Delle donne imprenditrici.
Delle giovani che sono in attesa di una ripartenza, e chissà se questa volta si ripartirà davvero.

La prima: Anna Chiatto, Wedding ed event Planner incinta di quattro mesi, che vede i suoi progetti bloccati dpcm dopo dpcm, e che non sa che futuro darà a suo figlio.

Anna Chiatto: Event e Wedding Planner, Imprenditrice, Donna e Futura Mamma

Sono una wedding planner. Che tradotto significa che organizzo matrimoni. 
Ho dovuto dire a molte coppie innamorate e in attesa di realizzare quello che per alcuni è il giorno più bello della vita, che avrebbero dovuto rimandare le celebrazioni e festeggiamenti del loro matrimonio. 

All’inizio della pandemia ho compreso come il mio settore non fosse tra le priorità dell’emergenza, perché era una situazione drammatica che viveva il mondo intero.  Ricordavo a chi era sospeso come me, che aspettavamo SOLO di festeggiare mentre tanti altri intorno a noi morivano.
Oggi, a distanza di un anno, nozze posticipate, e attività lavorative che non sono sopravvissute, il mio settore, che conta 80.000 aziende e il 2% del pil nazionale, non ha ancora una data di ripartenza e una speranza di ricominciare. 
Ho riposto nel mio lavoro gli ultimi dieci anni di sacrifici, investimenti e sogni. Tengo duro. Ma un intero comparto rischia essere spazzato se le istituzioni non si impegnano a farci ritornare a fare il nostro lavoro come è successo per quasi tutte le altre realtà lavorative. 

C’è Patrizia, presidente della Cooperativa “A piccoli passi”.
Quest anno la sua scuola dell’infanzia festeggia dieci anni e dopo la chiusura dello scorso anno cerca di resistere alla forte crisi generata dalla pandemia, scegliendo di investire nella scuola e creando nuove opportunità per i bambini e le famiglie 

Patrizia Petix, Presidente della Cooperativa Sociale a Piccoli Passi Onlus che ha aperto la scuola Progetto Infanzia 10 anni fa

Il dramma dei nidi e delle scuole dell’infanzia non ha avuto voce, eppure quello delle scuole private è stato un settore devastato dalla pandemia. Le famiglie, con le strutture chiuse,  hanno giustamente smesso di pagare le rette, e molte scuole non hanno riaperto dopo il lockdown.
Progetto Infanzia non sa se ce la farà, ma stringe i denti. Noi non molliamo.
La nostra scuola ha scelto di reagire investendo tanto, tutto quanto ci era possibile, perché era l’unica possibilità per ripartire senza sentire di aver perso questa battaglia.
Scegliendo di lavorare con i bambini si fa una scelta di vita precisa: investire sul futuro del paese. Perciò contro le nostre stesse possibilità abbiamo voluto dare un messaggio importante per le famiglie e i bambini che sono tornati a Settembre: ‘la vostra scuola non si arrende, lavoriamo per darvi un futuro migliore’.
Questo ha voluto dire che noi socie fondatrici lavoriamo a stipendio zero da settembre scorso. 
Si, come dici tu, siamo donne e imprenditrici al tempo del Covid, e questo è il prezzo che dobbiamo pagare: un anno senza percepire stipendio.
Abbiamo anche scelto di non ricorrere in nessun modo alla Dad, ma abbiamo mandato a casa delle famiglie un pò di scuola, sia nel primo lungo lockdown, che in questa ultima zona rossa di Aprile scorso

Il kit degli esploratori che la scuola Progetto Infanzia ha fatto recapitare a casa degli alunni durante la zona rossa di Aprile

Qui a Progetto Infanzia, anche grazie al potenziamento dell’outdoor education, da sempre punto di forza del nostro progetto educativo, abbiamo avuto zero casi di Covid, anche nei momenti di ondate peggiori.
Oggi le nostre educatrici, la cuoca, l’ausiliaria e tutto il nostro staff è vaccinato. 
Vediamo la luce, e speriamo di ricominciare a guadagnare con il nostro lavoro, per poter continuare a garantire ai bambini la vita della loro scuola

Il settore dello spettacolo, poi, che conta tantissimi operatori e tantissime professioni che non sono state mai citate dal mondo della politica e sui media.
Tantissime donne. 
Vi raccontiamo quella di Giorgia Pipino, 34 anni, innamorata del suo lavoro. Imbarazzata per l’intervista. La prima cosa che mi ha detto quando l’ho chiamata è stata ‘Se vuoi ti metto in contatto con qualcuno che fa questo lavoro a livelli importanti’ . E io invece volevo proprio lei.

Giorgia Pipino, addetta ai lavori nel settore del live tour e della produzione televisiva

E’ di poche parole ma ha negli occhi la luce che serve per fare quel lavoro fino in fondo, come si fosse sempre dalla parte di chi si gode lo spettacolo, anche se contribuisce ad allestirlo e realizzarlo.

Sono un’assistente di produzione. Lavoro in produzione tra Tv ed Eventi Musicali dal 2015.
Il 26 febbraio stavo per partire per un tour che sarebbe durato un anno e invece sono stata a casa fino ad agosto. Il mio lavoro è rendere felice la gente .. mi sento totalmente inutile.
Avevo davanti a me un anno di tour quando tutto si è fermato. Vado avanti con forza e coraggio aspettando di nuovo di sentire il pubblico urlare

Sempre nel settore degli addetti ai lavori, tra musica e spettacolo, c’è l’ultima imprenditrice che abbiamo incontrato in questo breve viaggio nella pandemia al femminile.
Una tra le figure professionali più toccate e di cui si è meno parlato in questo anno: l’Ufficio Stampa.
Quando un settore si ferma, quando un paese è chiuso dentro casa, la prima cosa che le aziende fermano è la comunicazione. Ci racconta come lei: collega ed amica Valentina Milano attualmente segue la promozione di Kadebostany sul piano internazionale e di Riccardo Fogli e Shel Shapiro in Italia.
𝗨𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗼 𝘀𝘁𝗮𝗺𝗽𝗮 𝗲 𝗣𝗿𝗼𝗺𝗼𝘁𝗲𝗿 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗮 dal 2002, romana, cresciuta a pane e musica d’autore

Valentina Milano, Ufficio Stampa e Promoter Discografica dal 2002

Ho lavorato con grandi nomi della musica italiana (cominciando con i progetti discografici di Ennio Morricone, Bruno Lauzi, Sergio Endrigo, Rossana Casale, Edoardo De Angelis) e internazionale (dai primi anni di attività con Noa & Solis String Quartet, Ian Anderson, Gustavo Llima, PSY con Gangnam Style solo per citarne alcuni)
La pandemia mi ha insegnato a lavorare e pensare “giorno per giorno”. Sono stata comunque molto fortunata perché occupandomi di promozione sui Media non ho avuto lo stesso stop categorico che invece hanno purtroppo ricevuto i road manager, le agenzie di Booking e quindi i concerti e tutti gli artisti che soprattutto vivono e comunicano attraverso il live.
E’ stata dura dover gestire tutto il mio lavoro da casa, anche perché in contemporanea nel ruolo di donna imprenditrice di se’ stessa e mamma, c’è stato il rischio di far diventare tutto “un grande minestrone”, non potendo staccare mai tra lavoro gestito tra le quattro mura, figlio da crescere e seguire dalla scuola al pranzo fino agli impegni sportivi e, non per ultimo, il fatto di non poter accompagnare gli artisti che seguo per gli appuntamenti promozionali in Radio e in Tv da me ottenuti … A malincuore, perché poi si tratta della parte più bella e divertente del mio lavoro.
Ho anche un’agenzia di comunicazione che si occupa di Food e dintorni
Con altri professionisti gestisco l’ufficio stampa, gestione pagine social, realizzazione foto e video professionali, organizzazione eventi, show cooking, ideazione immagine coordinata e press dinner per lanciare nuovi locali o realtà enogastronomiche. Purtroppo qui la pandemia ha complicato molto le cose, molti dei nostri clienti ristoratori non hanno più potuto investire nella comunicazione per le chiusure forzate che tutti conosciamo.
Da qualche giorno sembra che anche qui ci sia un piccolo segnale di ripresa , alcuni clienti stanno tornando e speriamo di poter tornare presto ad occuparci anche di questa importantissima realtà. Dove anche per quel che riguarda la comunicazione c’è tanto da creare lavorando con passione e soddisfazione per tutti

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