domenica, Maggio 29, 2022
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I Nostri Figli Vivono un Lockdown Infinito: Scatta L’Allarme Dell’Unicef sul Mondo Degli Adolescenti

I Nostri Figli Vivono un Lockdown Infinito: Scatta L’Allarme Dell’Unicef sul Mondo Degli Adolescenti

Mentre ci interroghiamo sulla fruizione di Squid Game da parte degli adolescenti, il dato più preoccupante arriva invece dall’Unicef

I nostri figli vivono un lockdown infinito. Secondo il rapporto dell’Unicef, infatti, dalla fine delle maggiori restrizioni durante la pandemia ad oggi  i casi di disagio giovanile stanno diventando una vera e propria piaga sociale e continuano ad essere in aumento.

Se ci spostiamo dall’analisi acchiappaclick di come venga adattata alla vita una serie tv potremmo renderci conto di quanto la salute mentale degli adolescenti sia legata ad un filo molto sottile

Se sembra chiaro quanto basterebbe non lasciare un bambino solo davanti alla tv per accompagnarlo anche nella visione di contenuti non facilmente decifrabili, la soluzione per il problema denunciato dall’unicef è invece ben più grave, perchè al punto in cui siamo non è più solo la famiglia a potersene occupare

Il 5 Ottobre il sito ufficiale dell’Unicef ha riportato uno studio sull’adoloscenza; il rapporto La Condizione dell’infanzia nel mondo- Nella mia mente: promuovere, tutelare e sostenere la salute mentale dei bambini e dei giovani”, che ci porta alla luce un dato allarmante: più di 1 adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni convive con un disturbo mentale diagnosticato; tra questi 89 milioni sono ragazzi e 77 milioni sono ragazze. 86 milioni hanno fra i 15 e i 19 anni e 80 milioni hanno tra i 10 e i 14 anni

L’ansia e la depressione rappresentano il 40% dei disturbi mentali diagnosticati. I tassi in percentuale di problemi diagnosticati sono più alti in Medio Oriente e Nord Africa, in Nord America e in Europa Occidentale.

Quasi 46.000 adolescenti muoiono a causa di suicidio ogni anno – più di uno ogni 11 minuti –una fra le prime cinque cause di morte per la loro fascia d’età. Per le ragazze fra i 15 e i 19 anni è la terza causa di morte più comune, mentre per i ragazzi nella stessa fascia di età è la quarta più comune. In Europa occidentale diventa la seconda causa di morte fra gli adolescenti fra i 15 e i 19 anni, con 4 casi su 100.000, dopo gli incidenti stradali (5 casi su 100.000).

A fare davvero paura non sono però solo i numeri che descrivono questa vera e propria emergenza sociale, ma sopratutto i dati che indicano quanto poco si stia investendo per combattere il fenomeno del disagio giovanile, in tutte le sue sfaccettature. In particolare modo riguardo alla salute mentale degli adolescenti sempre secondo il rapporto Unicef, agli interventi per la salute mentale viene destinato circa il 2% dei fondi governativi per la salute

Sono stati 18 lunghi mesi per tutti noi, specialmente per i bambini. Con i lockdown i bambini hanno trascorso anni indelebili della loro vita lontano dalla famiglia, dagli amici, dalle aule, dal gioco – elementi chiave dell’infanzia stessa“, parla così il direttore generale dell’UNICEF Henrietta Fore. “L’impatto è significativo, ed è solo la punta dell’iceberg. Anche prima della pandemia, troppi bambini erano gravati dal peso di problemi non affrontati di salute mentale. I governi stanno investendo troppo poco per affrontare questi bisogni fondamentali. Non viene data abbastanza importanza alla relazione tra la salute mentale e le conseguenze future sulla vita

Secondo gli ultimi dati disponibili dell’UNICEF, in tutto il mondo, almeno 1 bambino su 7 è stato direttamente colpito dai lockdown, mentre più di 1,6 miliardi di bambini hanno perso parte della loro istruzione

Forse non ci rendiamo conto, figli, noi, di una società in cui la cura della salute mentale era considerato un lusso, che i disturbi di cui parliamo sono delle vere e proprie patologie, con conseguenze a carico del futuro del paese. Non solo ma la mancata prevenzione e l’intervento tardivo sulle problematiche legate alla salite mentale rappresentano dei futuri costi che poi dovrà sostenere il sistema sanitario nazionale.

Le problematiche di salute mentale diagnosticate, tra cui ADHD, ansia, autismo, disturbo bipolare, disturbo della condotta, depressione, disturbi alimentari, disabilità intellettiva e schizofrenia, possono danneggiare significativamente la salute dei bambini e dei giovani, l’istruzione, i risultati nella vita e la capacità di guadagno.

Sebbene l’impatto sulla vita dei bambini sia incalcolabile, una nuova analisi della London School of Economics presente nel rapporto indica che il mancato contributo alle economie a causa dei problemi di salute mentale che portano a disabilità o morte tra i giovani è stimato in quasi 390 miliardi di dollari all’anno

La salute mentale è una parte della salute fisica – non possiamo permetterci di continuare a vederla in altro modo“, ha dichiarato Fore. “Per troppo tempo, sia nei paesi ricchi che in quelli poveri, abbiamo visto troppo poca comprensione e troppo pochi investimenti in un aspetto essenziale per massimizzare il potenziale di ogni bambino. Tutto questo deve cambiare

Serena Basciani
Serena Bascianihttp://www.serenabasciani.it
Appassionata di Letteratura, critica letteraria e affascinata da tutti i Mass media a partire dalla smemoranda passando per la tv e arrivando ai social network. Giornalista. Content Editor e Consulente in Comunicazione per piccole e grandi aziende e per i liberi professionisti che vogliono investire nel lavoro di Personal Branding. Per 15 anni ufficio stampa di Annalisa Minetti ed al suo fianco in tutte le imprese sportive e musicali come Sanremo 2005, le paralimpiadi di Londra e la maratona di New York, Tale e Quale Show e Ora o Mai Più (trasmissioni di punta della prima serata Raiuno). Il lavoro in cui c’è tutta la sua anima è il libro di medicina narrativa, Prendersi Cura di Sè con le Parole di Simona Amorese, curato per Edizioni Gribaudo. Oggi al timone di Occhio Che come Direttore Editoriale e di altri portali tematici. Nel 2012, quando era Direttore del mensile Vivessere, è stata premiata come Direttore Responsabile più giovane in Italia dal circolo della stampa di Milano. Oggi studia e si aggiorna continuamente per applicare la passione della scrittura al mondo digitale.
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