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venerdì, Gennaio 21, 2022
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Il Parco Archeologico Del Colosseo – Non solo Storia

Il Parco archeologico del Colosseo non è solo un sito archeologico, ma anche una grande area verde che si estende per più di 40 ettari (considerando solo il territorio del Foro Romano e del Palatino) nel cuore della città di Roma. Un “parco naturale” in cui la vegetazione spontanea, tipica dell’area mediterranea, convive con i grandi alberi piantati negli ultimi secoli, allo scopo di far rivivere lo spirito dei giardini imperiali e dei rinascimentali Horti Farnesiani che, in fasi successive, hanno abbellito la sommità dell’antico colle. Quest’area verde è stata scelta come habitat da una nutrita fauna di piccoli mammiferi, rettili, insetti e uccelli.

Per valorizzare al massimo l’eccezionale ambiente naturale che ci è stato affidato e per dare un contributo allo sviluppo dell’economia sostenibile nei suoi diversi aspetti, il Parco archeologico del Colosseo ha lanciato il progetto “Parco Green”.

Il progetto prende spunto dal concetto molto ampio di “Green Economy” o “Economia Verde” e comprende molte iniziative differenti, accomunate dallo scopo di ridurre l’impatto ambientale, quindi di diminuire l’inquinamento, di conservare l’ecosistema e la biodiversità, promuovendo un modo di vivere maggiormente “in accordo” con il nostro ambiente naturale, utilizzandone le risorse in maniera corretta e senza danneggiarlo. Le nostre attività spaziano dal riciclo dei rifiuti e dei materiali alla realizzazione di progetti pilota di restauro ecosostenibile; dalla raccolta delle piante e dei frutti spontanei del Parco alla messa a dimora di essenze antiche e rinascimentali legate alla storia del nostro sito, e ancora molto altro. In collaborazione con il Servizio Educazione Didattica e Formazione abbiamo inoltre realizzato progetti di educazione alla green economy, rivolti ai nostri visitatori di tutte le età… e oggi più che mai anche ai nostri visitatori virtuali.

l’Ambrosia del Palatino

Con il progetto GRABees – Il Miele di Roma sono state posizionate lungo il percorso sul versante meridionale del Colle Palatino all’interno del PArCo, le arnie da cui è stato possibile ricavare il miele “Ambrosia del Palatino”.Il punto prescelto riprende le “linee guida” suggerite dalle fonti antiche; Varrone, Columella, Plinio e, seppur all’interno del contesto poetico, Virgilio, illustrano, concordemente, un identico paesaggio ideale per l’allevamento delle api: sono prescritti luoghi ampi, asciutti e ventilati, ed è bene che le arnie siano collocate in zone isolate, lontane da altri animali e dall’uomo; che ci siano abbondanti piante bottinabili e disponibilità d’acqua nelle immediate vicinanze.Le arnie sono state posizionate ai piedi delle capanne romulee, dove ha inizio la storia arcaica di Roma, in uno dei punti più tranquilli e più suggestivi del PArCo, ricchissimo di vegetazione mediterranea. Questo ha facilitato l’ambientamento delle api e la riuscita del progetto; è stato possibile avere una produzione di buona quantità e di notevole pregioTutte le produzioni agricole del Colosseo raccontate dal direttore

Il “suono dell’acqua” e il progetto di rifunzionalizzazione delle fontane antiche

Il tempo scorre incessantemente come l’acqua” “Instar aquae tempus”: questo il titolo per l’inaugurazione dell’installazione che ha recuperato la funzione idraulica della “Fontana a pelte”, riportando l’acqua nella fontana imperiale collocata al piano inferiore della Domus Augustana. L’acqua è stata inserita in un’installazione in acciaio, totalmente removibile, con una camera d’aria di rispetto in modo di tutelare il manufatto archeologico su cui non è stato operato alcun tipo di intervento o alterazione. L’impianto idraulico per il funzionamento degli schizzi e giochi d’acqua è completamente a ricircolo; è stato alloggiato all’interno, nel canale ipogeo scavato nel tufo nell’antichità, per movimentare proprio i flussi di adduzione e smaltimento della fontana e dei ninfei presenti nel peristilio inferiore della Domus Augustana.
Questo restauro rientra nel percorso di recupero e rifunzionalizzazione delle fontane antiche e rinascimentali ancora presenti nel Parco archeologico del Colosseo: dall’antichissima Fonte di Giuturna, legata al mito dei Dioscuri Castore e Polluce, che lì abbeverarono i loro cavalli dopo la prima vittoriosa battaglia romana sul lago Regillo, alle molte fontane del periodo imperiale, fino ad arrivare a quelle rinascimentali negli Horti Farnesiani, fastose e suggestive ad imitazione delle grotte popolate dai geni e dalle ninfe delle acque. In particolare il progetto ha già coinvolto il “Ninfeo degli Specchi” agli Horti Farnesiani, così chiamato per la presenza di statue di satiri che tenevano in mano degli specchi, nei secoli distrutto ed interrato e riportato alla luce nel 1914 da Giacomo Boni.
Anche qui il principio cardine della progettazione è stato il rispetto del manufatto storico e la messa in opera di un sistema idraulico per il ricircolo totale dell’acqua, evitando il dispendio di un bene così prezioso: gli zampilli che fuoriescono da una corona di tubi adagiati sulla sommità, a ricreare la sottile pioggia d’acqua che cadeva dalla perduta copertura, vengono raccolti nell’invaso in acciaio corten della fontana e da qui rimessi costantemente in circolo.
I progetti di restauro delle fontane del Parco sono l’eco, forse la più suggestiva, dell’attenzione e dello studio verso sistemi sempre più attenti per attuare il risparmio e l’utilizzo virtuoso del bene acqua, elemento prezioso e sacro fin dall’antichità, portatrice di vita, bene primario dell’umanità. Il recupero dell’acqua piovana, insieme a quello dell’acqua delle varie fontanelle che offrono ai fruitori del Parco la buona acqua di Roma, si inseriscono a pieno titolo nell’ambito degli obiettivi del Parco Green.
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