giovedì, Giugno 30, 2022
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Morti in Carcere. Antonio Raddi: Altra Vittima Senza Giustizia. Le Parole della Sorella, alla Ricerca della Verità

Morti in Carcere. Antonio Raddi. Altra Vittima Senza Giustizia. Le Parole della Sorella, alla Ricerca della Verità

E’ Morto due anni fa Antonio Raddi. Aveva 28 anni ed era venuto al carcere Lurosso e Cutugno a Torino. Era entrato in carcere con un peso di 80 chili. E’ morto, dopo una lunga agonia, in ospedale, per sepsi. Al momento del decesso pesava 49 Chili.

“Il suo corpo sembrava quello di Stefano Cucchi. Dicevano che facesse finta di stare male per ottenere benefici, invece aveva un’infezione che lo ha ucciso”

“A settembre mio fratello ha iniziato a scrivermi lettere in cui diceva di stare male, fisicamente e moralmente. Lettere così non me ne aveva mai mandate. Di solito quando mi scriveva dal carcere diceva che non vedeva l’ora di uscire, di salutare mio marito e i miei figli… Adesso invece chiedeva aiuto: era entrato in carcere ad aprile che pesava 80 chili, quando è morto ne pesava 49…”.
Natascia Raddi è la sorella. E non solo per questo il caso di Antonio Raddi riporta alla memoria quella di Stefano Cucchi e della battaglia sostenuto dalla sorella Ilaria. L’intervista di della sorella di Antonio Raddi è stata pubblicata da Repubblica lo scorso 28 Dicembre e ripercorre i mesi la salute di Antonio ha cominciato a complicarsi.

“Ad agosto ha iniziato a non mangiare e a deperire. I miei genitori hanno capito che qualcosa non andava e hanno iniziato ad andare più assiduamente alle visite. Prima magari andavano 2-3 volte al mese, poi hanno iniziato ad andare una volta a settimana o anche due. Lui chiedeva di aiutarlo e mio padre si è esposto, ha parlato con tante persone. Anche nelle lettere a me mio fratello diceva di andare a parlare con i magistrati di sorveglianza. Ma non è servito a nulla” dichiara sempre a Repubblica Natascia Raddi

“Dal carcere dicevano che il fatto di non mangiare era strumentale, che lo faceva per ottenere dei benefici e che la situazione era sotto controllo. Invece era proprio lui che non riusciva a ingoiare più niente perché stava male. L’ultima volta che i miei lo hanno visto era sulla sedia a rotelle perché non si reggeva più in piedi”

L’omertà della vita in carcere è diventato un problema che non si può più ignorare. Per uno Stefano Cucchi che ottiene giustizia ce ne sono migliaia che muoiono in carcere senza cura e nell’indifferenza generale

Nel 2020 il ministero della Giustizia conta e dichiara 154 decessi: 61 si sono tolti la vita (apparentemente) e altri 93 sono morti per cause naturali
Per il 2021 non ci sono ancora dati ufficiali per le morti in carcere ma le cronache hanno registrato già i nomi di Yassine Missri, 28 anni, faceva il barbiere. Morto a Gennaio. Ambra Berti 28 anni, due figli piccoli, morta a Marzo. Alberto Pastore, 24 anni. Si è suicidato a Marzo. Emanuele Polizzi, 41 anni. Inizialmente “bollato” come suicida. In seguito sono risultati indagati due detenuti per omicidio volontario.

Quanti Stefano Cucchi, Antonio Raddi e Emanuel Polizzi vogliamo conoscere nel 2022 prima di chiedere giustizia?

Serena Basciani
Serena Bascianihttp://www.serenabasciani.it
Appassionata di Letteratura, critica letteraria e affascinata da tutti i Mass media a partire dalla smemoranda passando per la tv e arrivando ai social network. Giornalista. Content Editor e Consulente in Comunicazione per piccole e grandi aziende e per i liberi professionisti che vogliono investire nel lavoro di Personal Branding. Per 15 anni ufficio stampa di Annalisa Minetti ed al suo fianco in tutte le imprese sportive e musicali come Sanremo 2005, le paralimpiadi di Londra e la maratona di New York, Tale e Quale Show e Ora o Mai Più (trasmissioni di punta della prima serata Raiuno). Il lavoro in cui c’è tutta la sua anima è il libro di medicina narrativa, Prendersi Cura di Sè con le Parole di Simona Amorese, curato per Edizioni Gribaudo. Oggi al timone di Occhio Che come Direttore Editoriale e di altri portali tematici. Nel 2012, quando era Direttore del mensile Vivessere, è stata premiata come Direttore Responsabile più giovane in Italia dal circolo della stampa di Milano. Oggi studia e si aggiorna continuamente per applicare la passione della scrittura al mondo digitale.
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