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venerdì, Gennaio 21, 2022
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Draghi: “Scuola resta aperta”, queste le parole di Draghi su DAD

Draghi: «Scuola cauti ma basta chiusure, Dad crea disuguaglianze. Problemi dovuti ai no vax»

Lunedì 10 gennaio conferenza stampa del premier Draghi sulle nuove misure anti-pandemia con i ministri della Salute Speranza e dell’Istruzione Bianchi e il coordinatore del Cts Locatelli. «Gran parte dei problemi che abbiamo oggi dipende dal fatto che ci sono dei non vaccinati. Ennesimo invito a tutti gli italiani che non si sono vaccinati a farlo, anche con la terza dose».
«Un anno che dobbiamo affrontare con realismo, prudenza ma anche fiducia e soprattutto con unità» . Lo ha detto il presidente del consiglio, Mario Draghi, nella conferenza stampa del 10 gennaio sulle nuove misure anti Covid con i ministri della Salute Speranza e dell’Istruzione Bianchi e il coordinatore del Cts Locatelli. «La scuola è fondamentale per la democrazia e va tutelata, protetta, non abbandonata. Grazie» al ministro, gli insegnanti, i genitori, «per gli sforzi di oggi e delle prossime settimane e mesi», ha aggiunto il premier.
«Non dobbiamo ma perdere di vista una costatazione, gran parte dei problemi che abbiamo oggi dipende dal fatto che ci sono dei non vaccinati. Quindi c’è l’ennesimo invito a tutti gli italiani che non si sono vaccinati a farlo, anche con la terza dose», ha detto ancora il presidente del Consiglio.

«Ad oggi i docenti assenti perché positivi o in quarantena sono il 6%, gli studenti il 4,5%. Stiamo controllando la situazione perché abbiamo operato con attenzione, non siamo stati fermi», ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi , in conferenza stampa a Palazzo Chigi, aggiungendo che i docenti sospesi perché non vaccinati sono lo 0,72%. «Il 3,07% dei Comuni ha disposto ordinanze di chiusura: una situazione che non è, quindi, dilagata». « Non ci stiamo affidando al caso ma le scelte prese stanno pagando. Stiamo agendo in maniera responsabile regolando anche la dad che è uno strumento utile e deve essere integrato nei piani educativi della scuola», ha detto il ministro dell’Istruzione.

In conferenza stampa anche il ministro della Salute, Roberto Speranza: «L’ultimo decreto è per far fare un passo avanti importante al nostro paese: oggi siamo all’89,40% di over12 con prima dose , quindi sono non vaccinati poco più del 10% over12 che occupa i due terzi di posti in intensiva e 50% in area medica, quindi vogliamo ridurre i non vaccinati per ridurre la pressione sugli ospedali». «Obiettivo essenziale del governo è provare a ridurre ancora l’area dei non vaccinati , una minoranza, per ridurre la pressione sui nostri ospedali».

«Nel Cts non c’è stata nessuna voce dissonante rispetto alle misure che sono state adottate dal Governo. Vi è stata una riunione il 7 e di fatto si è analizzata la situazione epidemiologica del Paese senza che si levasse una sola voce dissonante rispetto alle misure». Così il coordinatore del Comitato, Franco Locatelli, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. «Anche sulla scuola – ha aggiunto – ho letto di voci critiche nel Cts sulla riapertura lamentando la mancata discussione, ma la tematica è stata affrontata in 7 riunioni diverse e ogni volta la posizione è stata unanime». «Nell’ultima riunione del Cts – ha proseguito Locatelli – si sottolineava la priorità della didattica in presenza ed il danno in termini di percorso didattico e del rischio di deprivazione psico-affettiva che si ha quando non si hanno momenti di socializzazione determinanti per il futuro dei ragazzi».

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