giovedì, Giugno 30, 2022
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Denise Pipitone: 18 Anni di Speranze per tornare a riabbracciare “La Figlia di Tutti gli Italiani”

Sono trascorsi 18 Anni dal giorno in cui Denise Pipitone è scomparsa per sempre.
Sua madre, Piera Maggio, non ha mai perso le speranze di poterla riabbracciare e non ha mai smesso di cercarla e di fare appelli per poterla rintracciare.
Denise aveva 4 anni e viveva a Mazara del Vallo, dal giorno in cui è scomparsa le vicende che si sono annidate dentro ed intorno a questa storia rappresentano uno dei più grandi misteri della storia di cronaca del paese.

Sono state tantissime le notizie di avvistamenti e segnalazioni che spesso hanno acceso la speranza di ritrovare Denise viva e cresciuta in salute. Nessuna di queste è mai stata una pista concreta che ha riportato ad un lieto fine.

Sul Caso di Denise Pipitone Troppe False Speranze e Errori nelle Indagini

Alla fine di Novembre il gip di Marsala Sara Quittino si è riservato di decidere sulla richiesta di archiviazione dell’inchiesta per la scomparsa di Denise. All’istanza si è opposto il legale di Piera Maggio. A chiedere l’archiviazione era stata la Procura di Marsala

“Oggi vado davanti al Gip a dare voce e rappresentare la Figlia di tutti gli Italiani, Denise Pipitone, certamente più sereno”, aveva detto  l’avvocato Frazzitta. L’ultima inchiesta sul caso di Denise aveva visto coinvolti Anna Corona, Giuseppe Della Chiave e due coniugi accusati di false dichiarazioni al pm. L’opposizione alla richiesta di archiviazione era stata presentata solo per Anna Corona. Il nome di Giuseppe Della Chiave si legava alla testimonianza di Battista Della Chiave, lo zio sordomuto che aveva detto di aver visto il nipote su uno scooter con una bambina in braccio che poteva essere la figlia di Piera Maggio. Per i coniugi Antonella Allegrini, 63 anni, e Paolo Erba, 71, l’archiviazione è stata chiesta perché, dopo essere stati smascherati dalla Procura di Marsala, hanno ammesso di essersi inventati tutto. Allegrini aveva contattato l’avvocato Frazzitta raccontando di aver visto Denise Pipitone il giorno del sequestro nell’albergo di Mazara in cui lavorava Anna Corona.

Piera Maggio aveva dichiarato: “Temo l’oblio totale”

In seguito a questi ultimi risvolti nelle indagini la Mamma di Denise Pipitone aveva fatto uno degli ultimi appelli per la ricerca della verità: “Vogliamo la vera verità, quella che per qualche ragione fatica ad emergere nonostante ci siano elementi importanti e incontrovertibili.

Oggi alla luce dei fatti, ci sentiamo di dire che abbiamo paura per quello che potrebbe accadere in futuro al nostro caso, l’oblio totale”

Abbiamo bisogno dell’aiuto di persone rispettose, con il senso di coscienza, umanità e giustizia. Denise, non è scomparsa, non è andata via da sola ma è stata vigliaccamente rapita, privata dell’amore della sua famiglia e della sua identità. In uno Stato civile, i colpevoli del rapimento di una bambina, non possono rimanere impuniti, liberi. Non chiediamo giustizialismo ma vogliamo la vera verità. Rimaniamo rispettosi in attesa della decisione da parte del Gip

Dove la giustizia non è ancora giunta, per evitare quell’oblio temuto dalla mamma di Denise Pipitone, arriva una serie Tv, che racconterà la scomparsa e le indagini nella ricerca della bambina di Mazara del Vallo

La Storia di Denise Pipitone in Una Serie Tv in 4 puntate dal 12 Marzo sul Nove

ll ciclo d’attualità Nove Racconta – reportage e inchieste del canale Nove sui casi di cronaca più rilevanti degli ultimi trent’anni – si impreziosisce di un’opera importante che ricostruisce la vicenda familiare e giudiziaria di uno dei casi di scomparsa di minore più noti e “sentiti” del nostro Paese. “DENISE” è la docu-serie in quattro puntate, prodotta da Palomar DOC per Discovery, diretta da Vittorio Moroni, scritta con Simona Dolce, incentrata sulla storia di Denise Pipitone, la bambina scomparsa nel 2004 a Mazara del Vallo, in prima tv sul Nove da sabato 12 marzo alle 21:25 e già disponibile in anteprima sulla piattaforma streaming discovery+.

Grazie a un poderoso lavoro di ricerca negli archivi locali, nazionali e internazionali, a materiali inediti ricavati dalle oltre 500mila pagine degli atti processuali ed emersi dagli archivi familiari, la serie di Vittorio Moroni svela l’intreccio tra crime e saga familiare di una storia che “è abitata da personaggi e conflitti talmente potenti da ricordare una tragedia greca, una tragedia greca che si celebra in una sorta di Truman show”, ha raccontato Moroni. La serie può contare, tra le altre, anche sulle interviste esclusive a Kevin Pipitone (fratello della piccola Denise), alla nonna Francesca, ai due padri Toni Pipitone e Piero Pulizzi.

“Mi sono avvicinato a questa storia con il timore di poter essere assordato dal fracasso roboante che la vicenda è ancora in grado di provocare… e mi sono convinto che narrare ancora una volta questa storia fosse importante, a condizione di ricavare uno spazio che ospitasse la moltitudine dei punti di vista antagonisti e che mi permettesse di restituire il riverbero interiore che questi avvenimenti e questi anni hanno generato nell’animo delle persone coinvolte” – ha dichiarato Moroni.

Mazara del Vallo, provincia di Trapani, 1° settembre 2004. In una mattina assolata di fine estate una bambina di quasi 4 anni gioca in strada col cuginetto mentre la nonna prepara il pranzo. Un gomitolo di strade poco trafficate e sicure, dove i bambini sono da sempre abituati a giocare all’aperto. Ma quella mattina accade l’impensabile. Un istante e Denise non c’è più. Dov’è finita? Com’è possibile che una bambina scompaia in pieno giorno e che nessuno veda nulla? E se qualcuno ha visto, perché tace da quasi 20 anni? E soprattutto, dov’è Denise? È viva o è morta?

La complessità del caso emerge fin da subito, quando la mamma Piera Maggio confessa che il padre biologico della piccola non è il marito ma il suo amante, che a sua volta ha una moglie e due figlie (allora) adolescenti. Due nuclei familiari che si fronteggiano tra segreti e gelosie, falsi avvistamenti in tutto il mondo, test del Dna, processi giudiziari e mediatici, indagini parallele, smentite, depistaggi, intercettazioni e medium: questi gli elementi che hanno trasformato la dolorosa vicenda del rapimento di Denise in un mistero irrisolto che va avanti fino a oggi.

La serie Denise mostra anche il carosello mediatico che per quasi 20 anni, attraverso le tv, i giornali, i social italiani e stranieri, ha messo a nudo di fronte al grande pubblico i legami, i conflitti e i sentimenti intimi dei protagonisti, mamma Piera in primis. In un duello continuo, tra contraddizioni e chiaroscuri, per la ricerca di ciò che tutti vogliono trovare: la verità sul destino di Denise.

“Ci siamo lanciati in questa ambiziosa avventura – dice il producer Antonio Badalamenti – certi che si potesse offrire al pubblico un punto di vista diverso da quello proposto per vent’anni dal cancan mediatico, esplorando in profondità un dramma che ha suscitato emozioni in un’intera nazione. Ci ha guidati la visione di un regista come Vittorio Moroni, co-autore assieme a Simona Dolce (già autrice di un libro di ambientazione siciliana “La battaglia delle bambine”), e con la complicità di Andrea Romeo, creative producer di Palomar DOC, reduce dal successo della serie Sanpa, e grazie alla preziosa esperienza del producer Marco Cingoli.” Il poderoso lavoro d’archivio è coordinato da Guglielmo Parisani e le musiche sono firmate da Mario Mariani. Una squadra imponente che ha lavorato negli ultimi dodici mesi coinvolgendo numerosi talenti dal direttore della fotografia Nunzio Gringeri – ai montatori Corrado Iuvara e Alessandra Carchedi, sotto la guida della Line Producer Chiara Budano.

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