giovedì, Ottobre 6, 2022
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Bella Ciao: Che cos’è e qual’è la storia della canzone che Laura Pausini non ha voluto cantare

Si tratta di canto politico o no? Ha fatto bene e meno Laura Pausini a rifiutarsi di cantare Bella Ciao?
Durante la puntata di El Hormiguero che la vedeva ospite, Laura Pausini si è rifiutata di cantare Bella Ciao, dichiarando che lei non canta canzoni politiche.
Da quel momento in poi la rete e l’opinione pubblica si sono scatenate dibattendo su quanto fosse stata giusta questa sua scelta e quanto invece l’artista di Solarolo sia scivolata su una buccia di banana.

Bella Ciao: La storia del Canto per la Libertà

Perché moltissimi giornalisti ed opinion leader sono insorti quando Laura Pausini ha definito Bella Ciao una canzone politica?
“Nei venti mesi della guerra partigiana non ho mai sentito cantare Bella Ciao”, dichiarò al Corriere della Sera nel 2018 Giorgio Bocca, partigiano ed ex storico inviato speciale de Il Giorno. Anche altri, come Giampaolo Pansa, Antonio Virgilio Savona e Michele Straniero, sostennero quella tesi, sottolineando che Bella Ciao non fu mai cantata o fu cantata poco solo da alcune brigate durante la guerra. Bella Ciao, infatti non è presente nei più importanti canzonieri dei partigiani, dal ‘Canzoniere Italiano’ di Pasolini ai ‘Canti Politici’ di Editori Riuniti del 1962.

Quando è nata Bella Ciao

I primi documenti che ci aiutano a risalire alla nascita del brano risalgono al 1953. Si tratta della rivista La Lapa che fu la prima a tenere traccia del canto.
Secondo Cesare Bermani, storico, “era cantata dalla Brigata Maiella che operava in Abruzzo. Nel giugno del 1944 il canto risuonava anche in Emilia, al Nord è arrivata tardi, negli ultimi mesi prima della Liberazione” da qui è poi arrivata in tutto il mondo fino ad oggi, ed al successo rinnovato ottenuto con la serie “La Casa di Carta“. Anche la stessa Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) la riconosce solo in parte perché fu scarsamente utilizzata nel periodo della dittatura nazifascista e finì per identificare le idee dei partigiani solo a guerra finita, circa vent’anni dopo!
Un’altra versione in merito alla nascita di Bella Ciao la riconduce, per la musica, al ritrovamento di una melodia Yiddish, quindi ebrea, registrata da un fisarmonicista di origini ucraine, Mishka Ziganoff nel 1919 a New York. Addirittura si dovrebbe andare ancora più indietro nel tempo, a metà dell’Ottocento, perché il testo del brano partigiano riprende quello di un canto popolare piemontese, ‘Fior di tomba‘.

Perché si Pensa che sia un Canto Politico

Sicuramente il testo di Bella Ciao parla di liberazione e libertà, prima gli invasori protagonisti del testo erano i nazifascisti e i partigiani i salvatori. Poi, dopo la grande diffusione di massa durante le manifestazioni operaie e studentesche del Sessantotto, Bella Ciao è stata adottato come canto simbolico di ogni movimento in cui la libertà era centrale. Bella Ciao è una canzone che unisce, che si canta in coro e che ha avuto anche un significato storico-sociale a livello mondiale, comparendo in diversi momenti della storia politica di paesi diversi dall’Italia: dalla Rivoluzione cubana alla guerra in Vietnam.

Bella Ciao In TV tra Italia ed Europa

Yves Montand è stato il primo a portare in Televisione alla conoscenza di tutti la Bella Ciao che conosciamo, seguito poi da Giorgio Gaber, Maria Monti e Margot al Canzoniere minimo e dopo da Manu Chao, Woody Allen, Tom Waits. Nel 2013 è stata cantata ad Istanbul dai manifestanti contro il premier turco Erdogan, nel 2015 è stata cantata in occasione delle commemorazioni delle vittime di Charlie Hebdo ed è diventata l’inno dei Fridays for future. E’ stata cantata dai balconi il 25 aprile 2020 anche durante il lockdown per la pandemia, fino ad essere colonna sonora de ‘La casa di Carta” e simbolo, in diverse versioni, della precedente e dell’attuale resistenza ucraina.

Laura Pausini, Bella Ciao, Matteo Salvini. Chi Sta con La Pausini e Chi “Contro”

Oggi Bella Ciao è al centro delle polemiche, si sono schierati contro la scelta di Laura Pausini di non interpretarla: l’ex iena Pif, Andrea Scanzi ed il giornalista e critico musicale Michele Monina. I complimenti per la scelta di Laura Pausini sono arrivati invece da Simone Cristicchi e Matteo Salvini, su tutti.
Nonostante la presa di posizione dell’artista era stata soprattutto voluta per non entrare in merito alla politica, la sua scelta ha generato una bagarre che tutto sembra, tranne che una questione NON politica!

Serena Basciani
Serena Bascianihttp://www.serenabasciani.it
Appassionata di Letteratura, critica letteraria e affascinata da tutti i Mass media a partire dalla smemoranda passando per la tv e arrivando ai social network. Giornalista. Content Editor e Consulente in Comunicazione per piccole e grandi aziende e per i liberi professionisti che vogliono investire nel lavoro di Personal Branding. Per 15 anni ufficio stampa di Annalisa Minetti ed al suo fianco in tutte le imprese sportive e musicali come Sanremo 2005, le paralimpiadi di Londra e la maratona di New York, Tale e Quale Show e Ora o Mai Più (trasmissioni di punta della prima serata Raiuno). Il lavoro in cui c’è tutta la sua anima è il libro di medicina narrativa, Prendersi Cura di Sè con le Parole di Simona Amorese, curato per Edizioni Gribaudo. Oggi al timone di Occhio Che come Direttore Editoriale e di altri portali tematici. Nel 2012, quando era Direttore del mensile Vivessere, è stata premiata come Direttore Responsabile più giovane in Italia dal circolo della stampa di Milano. Oggi studia e si aggiorna continuamente per applicare la passione della scrittura al mondo digitale.
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