sabato, Dicembre 10, 2022
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3 Ottobre: Giornata nazionale della memoria e dell’accoglienza

Oggi è la Giornata nazionale della memoria e dell’accoglienza, nove anni passati dal naufragio lungo le coste di Lampedusa. In quella giornata l’allora sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, aveva definito “un tappeto di carne umana” i 368 corpi di donne, uomini e bambini che riempivano inermi una delle spiagge dell’isola. Da quel naufragio tra il 2014 e il 2021, secondo i dati pubblicati dall’UNHCR, Agenzia Onu per i Rifugiati,  hanno perso la vita nel mediterraneo circa 25.000 migranti e rifugiati. Solo nel 2022, sono già 1.400 le persone morte o disperse in mare. Persone partite con la speranza di un futuro migliore, fuggite dalla guerra, dalla miseria e da paesi in cui i diritti umani vengono spesso e volentieri violati. Gli ultimi naufragi nel Mediterraneo ci ricordano, infatti, quanto sia necessario rafforzare la capacità di ricerca e soccorso a livello regionale. 

È inaccettabile che bambini, donne e uomini, persone in fuga da guerre, violenze e persecuzioni, continuino a perdere la vita nel Mediterraneo 

sottolinea Chiara Cardoletti, rappresentante dell’UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. E aggiunge:

L’Europa deve dotarsi di un meccanismo più prevedibile e efficiente guidato dagli Stati per la ricerca e il salvataggio in mare e fare in modo che chi arriva in cerca di protezione possa trovarla e ricostruire la propria vita in dignità

Ad Aprile, infatti, l’UNHCR, ha pubblicato un appello che chiede di intensificare ed aumentare l’assistenza umanitaria, il sostegno, e le soluzioni per le persone che necessitano di protezione internazionale. L’appello esorta anche gli Stati Europei ad ampliare i canali sicuri e regolari di asilo e migrazione per garantire alternative valide alle lunghe traversate pericolose. Resta inoltre necessario continuare ad assicurare un sistema in grado di identificare tempestivamente le categorie più vulnerabili che arrivano in Italia, tra cui minori stranieri non accompagnati, sopravvissute/i alla violenza di genere e vittime di tratta, e garantire che chi ha subito maltrattamenti e abusi venga indirizzato verso un’assistenza specializzata.

Ancora oggi tra rifugiati e migranti che attraversano il Mediterraneo Centrale contiamo molti minorenni, tra cui tante ragazze, spesso tra i soggetti più esposti al rischio di sfruttamento e violenza. Un’accoglienza adeguata, la presa in carico dei casi più vulnerabili, il reinserimento scolastico e l’inclusione sociale, compreso il contrasto alla discriminazione, restano la chiave per consentire loro un nuovo percorso nella società d’accoglienza 

Queste le parole di Sarah Martelli, coordinatrice Unicef per la risposta in Italia ad interim.

La Giornata del migrante: il 3 ottobre a Lampedusa

Nel 2016 il Senato ha proclamato il 3 ottobre la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione; di tutte le vittime dell’immigrazione: donne, uomini, bambini e bambine che hanno perso la vita cercando di oltrepassare un confine e che ancora oggi sono vittime di viaggi rischiosi in cerca di una vita migliore. Se la terra di queste persone fosse sicura nessuno rischierebbe la vita in una traversata disperata, nessun genitore metterebbe a rischio la vita del proprio bambino se il luogo da cui proviene non offrisse alcun tipo di speranza futura. 

Ogni anno, il 3 ottobre, si celebra a Lampedusa. Oggi l’ Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), l’UNHCR e il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF)  parteciperanno con più di 60 scuole alle attività del progetto Welcome Europe volte a  sensibilizzare i giovani e l’opinione pubblica ad una cultura di solidarietà fondata  sull’inclusione, sulla diversità e sul dialogo.

In occasione di questa giornata l’UNHCR, l’OIM e l’UNICEF accolgono e rilanciano la proposta del Comitato 3 ottobre che chiede alle istituzioni europee che il 3 ottobre diventi Giornata europea della memoria e dell’accoglienza. La proposta di legge per l’istituzione del 3 ottobre quale Giornata Europea della Memoria e dell’Accoglienza è stata sottoscritta anche da: Comune di Lampedusa e Linosa, Medici Senza Frontiere Arising Africans, Festival Divercity, U.N.I.R.E. L’Europa non può più rimanere inerme di fronte a tutto questo ma deve agire, nella convinzione che non ci sia futuro senza memoria. 

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