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Denise Pipitone: ecco cosa succede a 18 anni dalla sua scomparsa

Sono passati 18 lunghissimi anni dalla scomparsa della piccola Denise Pipitone, avvenuta il 1° settembre 2004. Da allora nessuna pista né indizio hanno portato alla soluzione di uno dei casi di cronaca che resta tutt’oggi uno dei più seguiti in Italia.

Denise Pipitone: la scomparsa

Denise Pipitone ha quasi 4 anni quando scompare da Mazara del Vallo in provincia di Trapani. Sono le 11.45, la bimba è a casa della nonna materna e gioca sull’uscio della porta con il cuginetto, lo rincorre ma ad un certo punto rimane da sola. La zia Giacoma, sorella di Piera Maggio, sarà l’ultima persona a vedere la bambina. Da quel momento in poi  Denise scompare nel nulla senza lasciare tracce. La piccola viveva con la mamma, Piera Maggio, e con Tony Pipitone, il padre che l’ha riconosciuta. In quel paese sperduto in provincia di Trapani, iniziano a cercarla ovunque. Giornalisti ed inviati assediano vicoli e case e si sollevano immediatamente maldicenze, insinuazioni e sospetti. Si parla del padre biologico di Denise, Piero Pulizzi, e delle gelosie di Jessica, sorellastra di Denise. Questo porta gli inquirenti a concentrarsi fin da subito sulla pista familiare.

Caso Pipitone: la pista familiare

Una delle ipotesi fatte è che a rapire Denise Pipitone sia stata la sorellastra Jessica Pulizzi con l’aiuto della mamma Anna Corona e dell’ex fidanzato Gaspare Ghaleb. Il movente? La gelosia di Jessica nei confronti della sorellastra perché figlia dello stesso padre. Jessica Pulizzi è stata così accusata di concorso in sequestro di minore e rinviata a giudizio dal Gup di Marsala il 18 gennaio 2010. Un processo durato 7 anni ma concluso in via definitiva in Cassazione con l’assoluzione di Jessica per mancanza di prove.

Denise: gli avvistamenti

Nel corso degli anni si sono fatti strada numerosi avvistamenti. Milano, 18 ottobre 2004. Una guardia giurata nota una bambina somigliante a Denise in compagnia di una famiglia rom davanti ad un istituto bancario. Egli riuscirà a trattenere per poco il gruppo e a filmare la bambina. Nel filmato la bambina viene chiamata Danas ed ha un graffio sotto l’occhio proprio come la piccola Denise nel giorno della sua scomparsa.  Grecia, settembre 2008. Un’infermiera italiana in vacanza nell’isola greca di Kos vede una bambina che le ricorda Denise. La bambina è con la madre, una donna albanese. Il 12 settembre 2008 il test del DNA esclude definitivamente che la bambina possa essere Denise Pipitone. E’ Il 31 marzo 2021. Un’infermiera russa residente in Val Seriana segnala al programma televisivo Chi l’ha visto? di aver notato una forte somiglianza tra Piera Maggio e una ragazza ventenne russa partecipante alla trasmissione televisiva Pust’ govoryat (Lasciali parlare, in onda sul primo canale russo Pervyj kanal). La ragazza è Olesya Rostova e sostiene di essere stata rapita dai rom da bambina e di essere in cerca della madre. Qui scoppia l’ennesimo caso mediatico. Partecipano ad una successiva puntata di Chi l’ha visto? l’avvocato della madre di Denise, Giacomo Frazzitta, e il corrispondente Rai Marco Innaro: all’avvocato viene comunicato privatamente il gruppo sanguigno di Olesya Rostova, tuttavia egli annuncia che non è compatibile con quello di Denise. Ed anche questa segnalazione, dunque, si è rivelata un grande buco nell’acqua. La grancassa mediatica che è scaturita dalla scomparsa di Denise, infatti, ha portato con sé una quantità enorme di scambi di persona, fake news, conferme e smentite che anziché aiutare gli inquirenti li hanno portati fuori strada.

Denise Pipitone: le nuove indagini

Il 3 maggio 2021, la Procura di Marsala torna ad indagare sul caso. Dopo 17 anni finiscono nel registro degli indagati Anna Corona, madre di Jessica Pulizzi la cui posizione all’epoca venne archiviata, e Beppe della Chiave. I Ris perquisiscono nuovamente l’abitazione della donna. Lo scopo è quello di trovare nuovi elementi utili a dare risposte a un caso che ha ancora tante domande. Troppe. Dopo 7 ore di perquisizioni, i Ris non trovano nulla. Ma la riapertura del caso aiuta a mettere in luce errori importanti commessi nel corso delle indagini fatte finora.

Caso Denise: una nuova pista

Nelle ultime settimane c’è una uova pista sul caso e sembrerebbe la più plausibile secondo l’avvocato di Piera Maggio, Giacomo Frazzitta: quella della Valtellina. La storia risale all’aprile del 2005: Gijlia, una ragazza kosovora, che all’epoca aveva mostrato alla signora Susanna la foto di una bambina, Danas, e della sua presunta madre, Shakira. Una bambina somigliante a Denise Pipitone, con una cicatrice sulla guancia e che parla italiano, pur essendo in una comunità kosovara. Il riferimento è all’immagine ripresa dalla guardia giurata di Milano che ho citato prima. Di Gijlia si sono perse le tracce: la sua famiglia probabilmente si trova in Germania da cinque anni. E a tal proposito Frazzitta spiega

Stiamo cercando la bambina di Milano. Se non fosse stata Denise, non riesco a capire il motivo per il quale non si fa trovare, ma non sappiamo se è lei. Non riusciamo a rintracciarla. Le verifiche comunque andavano fatte all’epoca, quando arriva la segnalazione, questa indagine è rimasta monca

L’avvocato ha ammesso di essere stupito dal fatto che questa pista non è stata battuta all’epoca. Trattasi dell’ennesimo depistaggio o di un errore giudiziario? Lo scopriremo nel corso delle indagini.

Piera Maggio: la battaglia di una madre che non trova risposte

Piera Maggio, la mamma di Denise, non ha mai perso la speranza di riabbracciare sua figlia. Porta avanti una battaglia incessante spinta dalla forza dell’amore materno e ciò ha fatto sì che le indagini non si fermassero

Per me Denise è viva, ho una forte speranza. Io ci credo. La paura che abbiano fatto del male a mia figlia c’è, ma io ho sempre detto che la cercherò fino a prova contraria. Sono un incurabile sognatrice.

La sua forza e la sua resilienza, di cui ci parla la dott.ssa Cusimano sono di enorme ispirazione per tutti noi e soprattutto per i genitori che stanno vivendo lo stesso dramma.

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