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	<title>Emiliano Belmonte &#8211; Occhioche</title>
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	<description>Le ultime notizie dalla Capitale</description>
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	<title>Emiliano Belmonte &#8211; Occhioche</title>
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		<title>Templari, il mistero della bolla Vox in excelso: da Roma l&#8217;appello al Papa per la riabilitazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 14:23:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notize Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[Un&#8217;indagine storico-giuridica riapre il caso della soppressione dei Cavalieri del Tempio. L&#8217;originale della bolla del 1312 non risulta&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un&#8217;indagine storico-giuridica riapre il caso della soppressione dei Cavalieri del Tempio. L&#8217;originale della bolla del 1312 non risulta conservato e le trascrizioni presentano anomalie. Ferretti (Templari Oggi APS): nessuna rivendicazione sui beni, l&#8217;obiettivo è restituire dignità e memoria ai Cavalieri.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ROMA, 14 ottobre 2026</strong> – E se uno dei provvedimenti più controversi della storia medievale meritasse di essere riesaminato proprio a partire dai documenti che lo hanno tramandato? A oltre settecento anni dalla fine dell&#8217;Ordine dei Cavalieri Templari, una nuova ricerca accademica riporta l&#8217;attenzione sulla <strong>bolla papale Vox in excelso del 1312</strong>, con cui Clemente V dispose la soppressione dell&#8217;Ordine del Tempio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione è tornata al centro del dibattito durante una conferenza svoltasi il 13 ottobre a Roma, presso la Fondazione Ernesta Besso, dove è stato presentato il volume <em>Una interpretazione giuridica dei differenti testi della presunta Bolla papale “Vox in excelso” del 1312</em>, pubblicato da Aracne e firmato dal professor Daniele Mattiangeli dell&#8217;Università di Salisburgo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;incontro hanno preso parte anche Johannes Michael Rainer dell&#8217;Università di Salisburgo e Mario Ascheri dell&#8217;Università Roma Tre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto centrale dell&#8217;indagine riguarda <strong>l&#8217;assenza dell&#8217;originale della Vox in excelso e le differenze riscontrate tra le versioni storiche del documento</strong>. Una questione che, secondo l&#8217;interpretazione proposta nello studio, merita un approfondimento non soltanto filologico, ma anche giuridico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La bolla Vox in excelso e i dubbi sulla soppressione dei Templari</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Era il 22 marzo 1312 quando papa Clemente V, durante il Concilio di Vienne, dispose la soppressione dell&#8217;Ordine del Tempio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il provvedimento, noto come <em>Vox in excelso</em>, rappresenta uno dei passaggi decisivi della vicenda templare, iniziata con gli arresti ordinati nel 1307 dal re di Francia Filippo IV il Bello.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca presentata a Roma si concentra sulle testimonianze documentali attraverso le quali il testo pontificio è arrivato fino ai nostri giorni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall&#8217;esame delle fonti emergerebbero discrepanze linguistiche, differenze strutturali e presunte irregolarità formali che, secondo lo studio, non sarebbero tutte riconducibili alle normali varianti di copiatura dei manoscritti medievali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le fonti esaminate figurano una testimonianza manoscritta attribuita a De Thérines, conservata a Digione, e le successive edizioni pubblicate da Philippe Labbé nel 1671, Giovanni Mansi nel 1782 e Villanueva nel 1806.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ipotesi avanzata è che alcune redazioni tramandate possano riflettere fasi preparatorie del provvedimento, piuttosto che un testo definitivo riprodotto integralmente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un documento originale mai ritrovato: cosa cambia per la storia dei Templari?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli elementi su cui si è concentrata la conferenza è la mancata disponibilità di un esemplare originale della <em>Vox in excelso</em> completo del sigillo pontificio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli studiosi di diplomatica medievale, la forma dei documenti, le formule utilizzate e gli elementi di autenticazione costituiscono strumenti essenziali per ricostruirne la provenienza e la funzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;assenza dell&#8217;originale non comporta automaticamente l&#8217;invalidità di un atto medievale. Tuttavia, secondo l&#8217;interpretazione presentata, l&#8217;insieme delle anomalie riscontrate nelle versioni della bolla potrebbe giustificare un ulteriore riesame del quadro documentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante l&#8217;incontro è stata richiamata anche la <em>Ad providam</em>, la bolla con cui Clemente V dispose nel maggio 1312 il trasferimento di gran parte dei beni templari agli Ospitalieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il confronto tra le diverse disposizioni pontificie e la loro tradizione documentale rappresenta uno degli aspetti più significativi dell&#8217;indagine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla Pergamena di Chinon al rogo di Jacques de Molay</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La storia dei Templari è segnata da uno dei processi più discussi del Medioevo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accusati di eresia e di pratiche contrarie alla dottrina cristiana, numerosi Cavalieri furono arrestati, interrogati e sottoposti a torture. Le vicende giudiziarie si intrecciarono con le pressioni esercitate dalla monarchia francese sulla Santa Sede.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un elemento fondamentale per ricostruire il contesto ecclesiastico è rappresentato dalla <strong>Pergamena di Chinon del 1308</strong>, conservata nell&#8217;Archivio Apostolico Vaticano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento attesta l&#8217;assoluzione dalle censure ecclesiastiche concessa ai principali dignitari templari dai cardinali incaricati da Clemente V.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa testimonianza non equivale alla riabilitazione dell&#8217;intero Ordine, ma contribuisce a chiarire la complessità della vicenda e il rapporto tra le accuse formulate, le decisioni ecclesiastiche e gli interessi politici del tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1314, due anni dopo la soppressione dell&#8217;Ordine, il gran maestro Jacques de Molay e Geoffroy de Charnay furono condannati al rogo a Parigi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mauro Giorgio Ferretti: la battaglia per la memoria dei Cavalieri del Tempio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A sostenere la necessità di un riconoscimento morale è anche <strong>Mauro Giorgio Ferretti, magister di Templari Oggi APS</strong>, che ha ribadito l&#8217;assenza di qualsiasi interesse verso il patrimonio appartenuto all&#8217;antico Ordine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta, dunque, di chiedere la restituzione di beni, di avanzare rivendicazioni economiche o di ricostituire l&#8217;istituzione soppressa nel XIV secolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione sollevata riguarda la memoria storica dei Cavalieri e la possibilità di riconoscere le ingiustizie subite durante le persecuzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Ferretti, la molteplicità delle versioni documentali, l&#8217;assenza degli originali e le anomalie individuate meritano una valutazione approfondita, senza essere considerate automaticamente semplici imperfezioni della documentazione medievale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro dell&#8217;iniziativa vi è il desiderio di restituire dignità a uomini che avevano dedicato la propria vita alla fede e al servizio della Chiesa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;appello al Pontefice: riabilitare i Templari dopo oltre 700 anni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla conferenza romana è emersa una richiesta rivolta al Pontefice: <strong>valutare un percorso di riconoscimento morale e storico dei Cavalieri Templari</strong>, anche alla luce delle nuove analisi documentali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;appello non punta alla rinascita dell&#8217;Ordine del Tempio, né alla riapertura di questioni patrimoniali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo è favorire una riflessione sul significato storico della persecuzione dei Cavalieri e sulla possibilità di rendere giustizia alla loro memoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca di Mattiangeli non rappresenta una decisione ecclesiastica né una dimostrazione definitiva dell&#8217;invalidità della soppressione del 1312. Propone, piuttosto, una rilettura delle fonti che potrebbe contribuire ad approfondire uno dei capitoli più controversi della storia della Chiesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dopo oltre sette secoli, la vicenda dei Templari torna così a interrogare la storia e il diritto: non per reclamare antichi privilegi, ma per chiedere verità, memoria e un riconoscimento morale per i Cavalieri del Tempio.</strong></p>
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		<item>
		<title>Papa Leone XIV, un busto a Ostia Antica: il progetto presentato in Campidoglio il 17 ottobre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 13:48:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notize Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Premio Sant’Agostino 2026 unisce cultura, memoria storica e dialogo tra religioni. Sabato 17 ottobre a Palazzo Senatorio&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Premio Sant’Agostino 2026 unisce cultura, memoria storica e dialogo tra religioni. Sabato 17 ottobre a Palazzo Senatorio la presentazione dell&#8217;opera dedicata al Pontefice e del progetto del Cammino della pace. Coinvolte anche 20 Università delle Tre Età del Lazio.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Roma, 14 ottobre 2026</strong> – Un busto dedicato a Papa Leone XIV, un percorso di pace che unirà idealmente Ostia Antica a Roma e un premio culturale dedicato al ruolo educativo della donna nella società. Sono i principali progetti che saranno presentati <strong>sabato 17 ottobre 2026, alle ore 16, nella Sala “Laudato Si’” di Palazzo Senatorio, in Campidoglio</strong>, in occasione del lancio dell&#8217;edizione 2026 del Premio Sant’Agostino Patrono di Ostia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa, promossa dall&#8217;Associazione Sant’Agostino Patrono di Ostia APS, presieduta da Alessandro Paltoni, punta a valorizzare il patrimonio storico e spirituale del territorio ostiense, promuovendo al tempo stesso un messaggio di dialogo, solidarietà e convivenza tra culture differenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;appuntamento nella sede istituzionale di Roma Capitale rappresenta una nuova tappa di un percorso avviato oltre vent&#8217;anni fa, che vede nella figura di Sant’Agostino e nella memoria di Santa Monica un punto di riferimento per iniziative culturali, sociali e artistiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Papa Leone XIV e Ostia Antica: un busto per celebrare il legame con la tradizione agostiniana</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli elementi di maggiore rilievo dell&#8217;incontro figura la presentazione del busto raffigurante <strong>Papa Leone XIV</strong>, realizzato e donato dall&#8217;artista fiorentino Carlo Ciucchi, noto come “Picchio”, presidente dell&#8217;Antica Compagnia del Paiolo di Firenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;opera, completa di basamento, è destinata al progetto di valorizzazione del Cammino di Sant’Agostino e Santa Monica e rappresenta un simbolo del dialogo culturale tra Roma e Firenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta di dedicare un&#8217;opera al Pontefice è legata anche alla storia dell&#8217;associazione promotrice e ai rapporti consolidati con l&#8217;Ordine di Sant’Agostino.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il legame storico tra Robert Francis Prevost e l&#8217;associazione di Ostia</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Prima della sua elezione al soglio pontificio, Robert Francis Prevost aveva ricoperto l&#8217;incarico di Priore generale dell&#8217;Ordine di Sant’Agostino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio durante il suo mandato, il 24 aprile 2004, venne formalizzata l&#8217;affiliazione dell&#8217;Associazione Sant’Agostino Patrono di Ostia all&#8217;Ordine agostiniano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un rapporto che si inserisce nel percorso avviato nel 2003 e culminato, il 21 febbraio 2004, nel riconoscimento ufficiale di Sant’Agostino quale patrono di Ostia da parte della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il busto dedicato a Papa Leone XIV intende richiamare questa continuità storica e spirituale, collegando la memoria agostiniana a un progetto contemporaneo di promozione culturale e territoriale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A Ostia Antica nasce il progetto del Cammino della pace</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla presentazione dell&#8217;opera dedicata al Pontefice, l&#8217;incontro in Campidoglio offrirà l&#8217;occasione per illustrare il progetto del <strong>Cammino della pace di Sant’Agostino e Santa Monica</strong>, un&#8217;iniziativa che punta a valorizzare Ostia Antica come luogo di incontro tra popoli, religioni e tradizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto, promosso in collaborazione con la Direzione del Parco archeologico di Ostia Antica, prevede la realizzazione di un agrumeto lungo il percorso pedonale presso l&#8217;ingresso del Parco.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Due alberi dalla Terra Santa per un messaggio di dialogo</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;agrumeto sarà simbolicamente inaugurato attraverso due esemplari provenienti dalla Terra Santa, donati rispettivamente dalla comunità palestinese e da quella israeliana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta assume un particolare significato: trasformare uno spazio verde in un simbolo concreto di pace e dialogo, valorizzando la vocazione storica di Ostia come luogo di incontro tra culture e civiltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto intende inoltre creare un punto di accoglienza e partenza del Cammino nei pressi dell&#8217;area storicamente collegata alla morte e alla sepoltura di Santa Monica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il primo Cammino della pace previsto per aprile 2027</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso prevede la valorizzazione del Sentiero Pasolini e dei collegamenti verso Roma, con la prospettiva di raggiungere il Vaticano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo Cammino della pace di Sant’Agostino e Santa Monica è previsto per il <strong>24 aprile 2027</strong>, in occasione del 1640° anniversario del battesimo di Sant’Agostino, impartito da Sant’Ambrogio a Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo è dare vita a un itinerario capace di unire spiritualità, storia, paesaggio e partecipazione sociale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Premio Sant’Agostino 2026: al centro il ruolo educativo della donna</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;edizione 2026 del Premio Sant’Agostino è dedicata al tema <strong>“Sant’Agostino e Santa Monica: ruolo materno e funzione educativa della Donna nella Società”</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso sezioni artistiche e letterarie, l&#8217;iniziativa intende approfondire il contributo femminile alla crescita culturale e sociale delle comunità, richiamando il ruolo storico e spirituale di Santa Monica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;attenzione particolare sarà rivolta al valore dell&#8217;educazione, della solidarietà, della cura e dell&#8217;impegno sociale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Coinvolte 20 Università delle Tre Età del Lazio</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il Premio coinvolge 20 Università delle Tre Età del Lazio, chiamate a favorire la partecipazione di docenti e iscritti alle attività culturali e alle sezioni del concorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una sezione speciale sarà dedicata alle donne che si sono distinte nel campo dell&#8217;educazione, della solidarietà e del volontariato, attraverso esperienze significative di impegno civile e sociale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I riconoscimenti del Premio Sant’Agostino 2026</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i riconoscimenti annunciati figura il Premio Sant’Agostino destinato alla sindaca di Firenze, <strong>Sara Funaro</strong>, attraverso il suo concittadino Carlo Ciucchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Premio speciale Santa Monica sarà attribuito a <strong>Berenice Franca Vilardo</strong>, già viceconsole a Bruxelles e presidente dell&#8217;Associazione Calabresi in Europa di Bruxelles, per il contributo offerto nel campo della solidarietà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono inoltre previsti riconoscimenti per Loredana Russo e Nelda De La Cruz, della Croce Rossa Italiana, nell&#8217;ambito della sezione dedicata a Santa Monica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Campidoglio, gli interventi previsti per la presentazione del Premio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;incontro del 17 ottobre vedrà il coinvolgimento di esponenti delle istituzioni, del mondo religioso, culturale, accademico e associativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli interventi previsti figurano il presidente dell&#8217;associazione promotrice Alessandro Paltoni, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma, il deputato Roberto Speranza e Giovanni Zannola, capogruppo del Partito Democratico in Campidoglio e presidente della Commissione Mobilità di Roma Capitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Annunciati inoltre padre Gheorghe Militaru, vicario generale della Diocesi Ortodossa Romena d&#8217;Italia, padre Nicodemus Anthony Pam OSA, il dottor Maurizio Misitano, responsabile dei progetti internazionali della Fondazione Agostiniani nel Mondo, l&#8217;artista Carlo Ciucchi, il professor Vito Giannini e la professoressa Maria Ruffino Aprile, coordinatrice delle UNITRE del Lazio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A moderare l&#8217;incontro sarà il giornalista <strong>Carlo Senes</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, il Premio si avvale del patrocinio della Regione Lazio, del Municipio X di Roma Capitale, dell&#8217;Ordine degli Agrotecnici del Lazio, di Coldiretti, dell&#8217;Ordine di Sant’Agostino – Provincia Agostiniana d&#8217;Italia e della Fondazione Agostiniani nel Mondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Premio Sant’Agostino, la cerimonia di premiazione il 23 ottobre a Ostia Antica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La presentazione in Campidoglio anticiperà la cerimonia ufficiale del Premio Sant’Agostino 2026, prevista per <strong>venerdì 23 ottobre alle ore 16</strong>, presso la Sala Cardinale Riario, nell&#8217;Episcopio della Basilica di Sant’Aurea, in Piazza della Rocca 13, a Ostia Antica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La manifestazione riunirà rappresentanti istituzionali, esponenti del mondo accademico, culturale e religioso e realtà associative impegnate nella valorizzazione del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Premio intende consolidare il ruolo di Ostia Antica come luogo di memoria, cultura e incontro, attraverso iniziative capaci di coniugare la tradizione agostiniana con i temi contemporanei dell&#8217;educazione, della solidarietà e della pace.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Premio Sant’Agostino 2026: quando e dove si svolge la presentazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Data:</strong> sabato 17 ottobre 2026</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Orario:</strong> ore 16.00</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sede:</strong> Sala “Laudato Si’”, Palazzo Senatorio, Campidoglio, Roma</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Organizzazione:</strong> Associazione Sant’Agostino Patrono di Ostia APS</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sito web:</strong> <a href="http://www.santagostinostia.it" target="_blank" rel="noopener">www.santagostinostia.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Contatti:</strong> <a href="mailto:info@santagostinostia.it">info@santagostinostia.it</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Automotive europeo, Bonometti (OMR): «Senza una politica industriale concreta rischiamo di perdere il settore»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 12:48:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notize Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal costo dell&#8217;energia alla concorrenza cinese, dalla transizione elettrica alla tutela dell&#8217;occupazione: il presidente del Gruppo OMR Automotive,&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dal costo dell&#8217;energia alla concorrenza cinese, dalla transizione elettrica alla tutela dell&#8217;occupazione: il presidente del Gruppo OMR Automotive, Marco Bonometti, interviene a #FORUMAutoMotive e chiede all&#8217;Europa un cambio di passo per difendere la produzione automobilistica.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Milano</strong> – L&#8217;industria automobilistica europea è a un bivio e, senza interventi concreti, rischia di perdere competitività, stabilimenti produttivi e posti di lavoro. È l&#8217;allarme lanciato da <strong>Marco Bonometti, Cavaliere del Lavoro e presidente del Gruppo OMR Automotive</strong>, durante il Tavolo di <strong>#FORUMAutoMotive</strong>, ospitato il 13 ottobre nella sede dell&#8217;Automobile Club Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro dell&#8217;intervento, la necessità di ripensare le politiche industriali europee attraverso misure capaci di sostenere le imprese, garantire una transizione tecnologica sostenibile anche dal punto di vista economico e contrastare la crescente concorrenza dei produttori asiatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«In Europa servono scelte concrete per salvare l&#8217;automotive. Non lo dico per pessimismo, lo dicono i numeri», ha dichiarato Bonometti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Automotive in Europa, Bonometti: produzione in crisi e Cina sempre più forte</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il quadro delineato dal presidente di OMR Automotive evidenzia le difficoltà strutturali del settore. Rispetto al 2019, la produzione europea ha registrato una contrazione di <strong>3,7 milioni di veicoli</strong>, mentre in Italia i volumi produttivi si sono quasi dimezzati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello stesso periodo, secondo i dati richiamati da Bonometti, la quota di mercato dei marchi cinesi è cresciuta dal 2% al 10%, confermando il progressivo rafforzamento dei concorrenti extraeuropei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Si è deciso dove arrivare senza chiedersi con quale energia, con quali fabbriche e con quali lavoratori», ha osservato Bonometti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una critica rivolta soprattutto a un modello di transizione che, secondo il presidente di OMR, ha fissato obiettivi ambiziosi senza creare le condizioni industriali necessarie per raggiungerli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Energia e competitività: il costo dell&#8217;elettricità penalizza l&#8217;automotive italiano</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le priorità indicate da Bonometti figura la riduzione del costo dell&#8217;energia, considerato uno dei principali fattori di svantaggio competitivo per le aziende italiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il confronto con la Francia è significativo: <strong>115 euro al megawattora in Italia contro 61 euro in Francia</strong>, secondo i valori riportati nel corso dell&#8217;incontro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Non si può chiedere all&#8217;industria di elettrificare e poi venderle l&#8217;elettricità più cara d&#8217;Europa», ha sottolineato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il presidente di OMR Automotive, la competitività energetica rappresenta una condizione indispensabile per sostenere gli investimenti, preservare la produzione e consentire alle imprese di affrontare la trasformazione tecnologica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Transizione elettrica, il rischio di obiettivi lontani dal mercato</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La questione energetica si lega direttamente alle politiche europee per la mobilità elettrica. Bonometti non mette in discussione la necessità di ridurre le emissioni, ma contesta le modalità con cui Bruxelles sta guidando il cambiamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«L&#8217;obiettivo ambientale non è in discussione, il metodo sì. Le regole le ha scritte Bruxelles e le quote di mercato le ha prese la Cina».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo le valutazioni citate durante #FORUMAutoMotive, per rispettare gli obiettivi del 2030 sarebbe necessaria una quota di auto elettriche pari all&#8217;80%, mentre le previsioni indicano un livello del 40%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una distanza che, secondo Bonometti, rischia di trasformarsi in un problema economico per i costruttori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Così non si guida una transizione: si programmano le multe», ha affermato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Neutralità tecnologica e ciclo di vita delle auto: la proposta di OMR Automotive</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per evitare che la transizione ecologica comprometta la competitività industriale, Bonometti chiede all&#8217;Unione europea di adottare un principio di <strong>neutralità tecnologica effettiva</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;impatto ambientale dei veicoli, secondo questa impostazione, dovrebbe essere valutato considerando tutte le fasi del ciclo di vita, anziché concentrarsi esclusivamente sulle emissioni durante l&#8217;utilizzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una prospettiva che consentirebbe di confrontare le diverse soluzioni tecnologiche sulla base dei risultati ambientali complessivi, senza imporre percorsi industriali rigidi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Altrimenti non è una transizione: è una dismissione», ha avvertito il presidente del Gruppo OMR.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dazi alla Cina e componenti europei: come tutelare la filiera automotive</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro tema centrale dell&#8217;intervento riguarda la necessità di rafforzare la produzione europea e garantire condizioni di concorrenza equilibrate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bonometti sostiene l&#8217;introduzione di un <strong>requisito del 70% di componenti europei per l&#8217;accesso agli incentivi</strong>, purché la percentuale venga calcolata sul valore effettivo dei componenti e applicata a tutti gli operatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Non è protezionismo, è buon senso», ha spiegato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La misura, secondo il presidente di OMR Automotive, rappresenterebbe uno strumento per valorizzare le imprese che mantengono investimenti, stabilimenti e occupazione all&#8217;interno dell&#8217;Unione europea.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Concorrenza cinese, i dazi non bastano senza una strategia industriale</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte delle importazioni dalla Cina, Bonometti considera i dazi uno strumento necessario, ma insufficiente se non accompagnato da una politica industriale più ampia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Servono, ma da soli non sono una politica industriale. Chi vuole vendere e produrre in Europa deve avere gli stessi obblighi».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto centrale è quindi la reciprocità delle condizioni competitive, affinché le aziende europee non debbano confrontarsi con operatori soggetti a regole e costi differenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lavoro nell&#8217;automotive, Bonometti: meno tasse e più formazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La difesa dell&#8217;industria automobilistica passa anche dalla tutela dei lavoratori e dalla riduzione del costo del lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il problema non sono i salari, è quello che ci sta sopra», ha evidenziato Bonometti, chiedendo un <strong>taglio strutturale del cuneo fiscale</strong> per alleggerire il peso degli oneri che gravano sulle imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla leva fiscale, il presidente di OMR Automotive propone l&#8217;istituzione di un fondo dedicato alla riqualificazione professionale degli addetti alla produzione di motori tradizionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Riqualificazione professionale per difendere i posti di lavoro</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La trasformazione del settore richiederà competenze nuove e percorsi formativi in grado di accompagnare il passaggio verso differenti tecnologie produttive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Quelle persone vanno formate e accompagnate, non lasciate a casa», ha ribadito Bonometti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo è evitare che la transizione si traduca in una perdita di occupazione e di competenze industriali, due risorse fondamentali per il futuro dell&#8217;automotive italiano ed europeo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Regole certe e meno burocrazia per rilanciare gli investimenti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le condizioni necessarie per sostenere la competitività del settore, Bonometti ha richiamato anche l&#8217;esigenza di maggiore stabilità normativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il costo vero è l&#8217;incertezza. Con regole che cambiano a ogni legislatura non investe nessuno».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le imprese dell&#8217;automotive, caratterizzate da investimenti di lungo periodo, la prevedibilità delle norme è essenziale per pianificare nuove produzioni, innovazione e assunzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una politica industriale efficace, secondo la visione espressa dal presidente di OMR, deve quindi offrire alle aziende certezze e strumenti concreti, superando interventi frammentati e cambiamenti normativi continui.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro dell&#8217;automotive europeo si decide oggi: l&#8217;appello di Bonometti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Energia a costi competitivi, neutralità tecnologica, contenuto locale europeo, dazi, riduzione del cuneo fiscale, formazione e stabilità normativa. Sono queste le direttrici indicate da Marco Bonometti per evitare un ulteriore indebolimento della filiera automobilistica europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Queste non sono richieste di parte. Sono le condizioni minime per continuare a investire, produrre e assumere in Europa», ha concluso il presidente di OMR Automotive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rischio, secondo Bonometti, è che l&#8217;Europa perda progressivamente la propria capacità manifatturiera, trasformandosi da protagonista industriale a semplice mercato di destinazione dei veicoli prodotti altrove.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Se queste scelte si fanno, l&#8217;Europa resta un continente che le auto le produce. Se non si fanno, diventerà un mercato dove le auto si comprano soltanto».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un monito che riporta al centro del confronto politico ed economico la necessità di <strong>difendere la competitività dell&#8217;automotive europeo</strong>, salvaguardando insieme industria, innovazione e occupazione.</p>
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		<title>Roma, “La voce dei luoghi”: dal 20 al 22 ottobre laboratori, incontri e performance tra arte e comunità</title>
		<link>https://www.occhioche.it/roma-la-voce-dei-luoghi-dal-20-al-22-ottobre-laboratori-incontri-e-performance-tra-arte-e-comunita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=roma-la-voce-dei-luoghi-dal-20-al-22-ottobre-laboratori-incontri-e-performance-tra-arte-e-comunita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 12:58:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notize Roma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.occhioche.it/?p=129447</guid>

					<description><![CDATA[Roma, 12 ottobre 2026 – Dal 20 al 22 ottobre 2026 Roma ospita “La voce dei luoghi. Laboratori&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Roma, 12 ottobre 2026</strong> – Dal 20 al 22 ottobre 2026 Roma ospita <strong>“La voce dei luoghi. Laboratori di comunità nei paesaggi umani”</strong>, tre giornate di laboratori, conversazioni e performance dedicate al rapporto tra persone, luoghi e comunità attraverso voce, parola e segno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto, promosso da <strong>Roma Capitale</strong>, è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa è realizzata dall’Associazione culturale <strong>“cento giovani”</strong>, presieduta da Giovanni Rizzi, ed è curata da <strong>Monica Marziota</strong>, musicista, musicologa e ideatrice di ACANTO project.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La voce dei luoghi” nasce dall’idea che i luoghi siano parte della nostra esperienza: agiscono sulla memoria, sulla percezione, sui desideri, sul linguaggio e sulle relazioni, mentre le persone, a loro volta, li interpretano, li raccontano e li trasformano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto mette in relazione arte, musica, letteratura, linguistica, storia e neuroscienze, facendo incontrare studenti, docenti, famiglie, studiosi e artisti. L’obiettivo è produrre un impatto non soltanto culturale, ma anche educativo e sociale: favorire espressione e ascolto, creare occasioni di relazione tra generazioni e contribuire a rafforzare il rapporto tra scuola, famiglie, territorio e comunità educante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo percorso si inserisce anche il coinvolgimento del <strong>Municipio XIII</strong>, nel cui territorio si svolgono le attività.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Laboratori a Roma: dalla voce alla parola, fino al segno</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 20 al 22 ottobre, dalle <strong>10.00 alle 15.30</strong>, il <strong>Polo Culturale Montespaccato – Ex Fabbrica Campari</strong>, in via Gaetano Mazzoni 85, ospiterà i laboratori rivolti agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso si sviluppa nell’arco delle tre giornate, dalla voce alla parola fino al segno, facendo dialogare progressivamente ascolto, espressione, immaginazione, racconto e immagine.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il 20 ottobre</strong>, con Monica Marziota, il lavoro partirà dalla voce come strumento di espressione, ascolto e relazione, attraverso respirazione, emissione vocale, corpo, postura, presenza e rapporto con l’ambiente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il 21 ottobre</strong>, con Silvia Andreoli, scrittrice ed esperta di fiabe, e Monica Marziota, la voce incontrerà la parola, l’immaginazione e il racconto. Gli studenti lavoreranno sulla narrazione, sui luoghi reali e immaginati e sulla capacità di raccontare e raccontarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il 22 ottobre</strong>, con Carita Lupattelli, illustratrice e fumettista, e Monica Marziota, entrerà nel percorso il segno: parole e racconti prenderanno forma attraverso immagini, disegno e linguaggi visivi, completando il passaggio dalla voce alla parola e dalla parola all’immagine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Roma, incontri gratuiti con Giorgio Vallortigara, Andrea Carandini, Lucia Ronchetti e Federigo Bambi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Alle attività laboratoriali si affiancheranno ogni sera, dalle <strong>18.30 alle 21.00</strong>, presso l’<strong>Auditorium Albergotti</strong>, conversazioni aperte gratuitamente a studenti, docenti, famiglie e cittadinanza, condotte da Monica Marziota.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il 20 ottobre</strong>, Silvia Andreoli e il neuroscienziato <strong>Giorgio Vallortigara</strong>, professore al Centro Interdipartimentale Mente/Cervello dell’Università di Trento, attraverseranno desiderio, percezione, voce e racconto, mettendo in relazione mente, memoria, esperienza, immaginazione e luoghi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il 21 ottobre</strong>, l’archeologo e storico <strong>Andrea Carandini</strong> affronterà il rapporto tra luoghi, storia e memoria e il significato nel presente delle tracce del passato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La compositrice <strong>Lucia Ronchetti</strong>, già direttrice della Biennale Musica di Venezia, porterà invece la riflessione sul linguaggio musicale, tra ascolto, spazio, memoria ed esperienza dei luoghi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il 22 ottobre</strong>, il linguista e accademico della Crusca <strong>Federigo Bambi</strong> parlerà della lingua e della dimensione civile delle parole, tra memoria, appartenenza, relazioni e comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A chiudere il percorso sarà la performance <strong>“Il suono dei luoghi. Improvvisazione, memoria, geografie sonore e visive”</strong>, con Martino Onorato, pianista, Matteo Pezzolet, bassista, Carita Lupattelli, illustratrice, e Monica Marziota, voce e organetto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Eventi gratuiti a Roma dal 20 al 22 ottobre: come partecipare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La partecipazione a tutte le attività è <strong>gratuita</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I laboratori sono rivolti principalmente agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado; le conversazioni e le performance serali sono aperte anche a docenti, famiglie e cittadinanza, indipendentemente dalla partecipazione alle attività diurne.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Informazioni e adesioni</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Email: <a href="mailto:info@centogiovani.it">info@centogiovani.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sito web: <a href="http://www.centogiovani.it" target="_blank" rel="noopener">www.centogiovani.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Telefono: 06.66030599</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La voce dei luoghi. Laboratori di comunità nei paesaggi umani</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Roma | 20–22 ottobre 2026</p>



<p class="wp-block-paragraph">Laboratori: Polo Culturale Montespaccato – Ex Fabbrica Campari</p>



<p class="wp-block-paragraph">Conversazioni e performance: Auditorium Albergotti</p>
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		<title>Ordini cavallereschi, il Vaticano fa chiarezza: oltre le investiture, il servizio dei laici riapre le chiese</title>
		<link>https://www.occhioche.it/ordini-cavallereschi-il-vaticano-fa-chiarezza-oltre-le-investiture-il-servizio-dei-laici-riapre-le-chiese/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ordini-cavallereschi-il-vaticano-fa-chiarezza-oltre-le-investiture-il-servizio-dei-laici-riapre-le-chiese</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 09:31:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notize Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[La Santa Sede ribadisce i limiti del riconoscimento degli ordini cavallereschi e mette in guardia da investiture e&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La Santa Sede ribadisce i limiti del riconoscimento degli ordini cavallereschi e mette in guardia da investiture e titoli privi di valore ecclesiale. L&#8217;esperienza di Templari Oggi APS valorizza invece volontariato, accoglienza dei fedeli, tutela delle chiese e impegno sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ROMA</strong> – Ordini cavallereschi non riconosciuti, investiture solenni, mantelli e titoli onorifici: la Santa Sede richiama l&#8217;attenzione sulla necessità di distinguere le realtà ufficialmente riconosciute dalla proliferazione di associazioni che si richiamano alla tradizione cavalleresca e religiosa senza possedere alcun riconoscimento ecclesiastico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La precisazione della Segreteria di Stato vaticana ribadisce un principio fondamentale: oltre ai cinque ordini equestri pontifici, la Santa Sede riconosce e tutela il Sovrano Militare Ordine di Malta e l&#8217;Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, senza attribuire analogo riconoscimento ad altre realtà, anche quando queste rivendicano origini medievali o continuità con antiche istituzioni cavalleresche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il richiamo vaticano intende tutelare i fedeli da possibili equivoci e abusi, chiarendo che diplomi, insegne e attestati conferiti da ordini non riconosciuti non possiedono valore agli occhi della Santa Sede. Viene inoltre ribadito il divieto di utilizzare chiese e cappelle per cerimonie di investitura organizzate da tali gruppi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una presa di posizione che riporta al centro del dibattito il rapporto tra tradizione religiosa, autenticità della testimonianza cristiana e rischio di trasformare titoli e simboli cavallereschi in strumenti di prestigio personale o di interesse economico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ordini cavallereschi e investiture: il nodo dei contributi economici</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti più controversi del fenomeno riguarda le somme richieste per ottenere ammissioni, titoli, mantelli e insegne. In alcune realtà che si presentano come ordini cavallereschi, l&#8217;accesso può essere accompagnato da contributi economici particolarmente elevati, talvolta nell&#8217;ordine di migliaia di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una dinamica che solleva interrogativi sulla natura di queste organizzazioni e sulla distanza tra l&#8217;ostentazione di simboli religiosi e il significato autentico del servizio cristiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto emerge la differenza con associazioni cattoliche di laici come <strong>Templari Oggi APS</strong>, che non conferiscono titoli nobiliari, non rilasciano patenti cavalleresche e non prevedono corrispettivi economici per investiture o riconoscimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;associazione indica come unico contributo ordinario la quota associativa annuale di 60 euro, destinata alla partecipazione alla vita associativa e alle attività statutarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La distinzione non riguarda soltanto l&#8217;aspetto economico, ma soprattutto la finalità dell&#8217;impegno: da una parte la ricerca di un riconoscimento formale o simbolico, dall&#8217;altra un&#8217;attività di volontariato fondata sulla presenza quotidiana nei luoghi di culto e sul sostegno alle comunità ecclesiali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Templari Oggi APS, il volontariato che contribuisce a tenere aperte le chiese</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro dell&#8217;esperienza di Templari Oggi APS si colloca un modello di partecipazione laicale che privilegia l&#8217;azione concreta rispetto alla rappresentazione cerimoniale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;associazione riferisce di essere impegnata nella custodia, nell&#8217;accoglienza e nella valorizzazione di chiese e luoghi di culto, contribuendo a preservare un patrimonio religioso, artistico e architettonico diffuso sul territorio nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;attività che si è rafforzata nel contesto del Giubileo del 2025 e che prosegue nelle basiliche romane, lungo gli itinerari di pellegrinaggio e nelle comunità diocesane italiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo è offrire un supporto concreto alla vita delle parrocchie e delle realtà ecclesiali, attraverso la presenza di volontari impegnati nell&#8217;accoglienza dei fedeli, nel mantenimento del decoro degli edifici sacri e nella collaborazione con i responsabili dei luoghi di culto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In numerosi contesti territoriali, soprattutto nei piccoli centri e nelle aree caratterizzate da un ricco patrimonio ecclesiastico, la disponibilità di volontari può rappresentare una risorsa importante per favorire l&#8217;apertura e la fruizione di chiese che, in assenza di personale dedicato, rischierebbero di rimanere chiuse.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La differenza è nella quotidianità del servizio:</strong> non un titolo da esibire, ma un impegno da esercitare a beneficio dei fedeli, dei pellegrini e delle comunità locali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le convenzioni con i Ministeri e il valore sociale della custodia dei luoghi sacri</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attività di Templari Oggi APS si estende, secondo quanto riferito dall&#8217;associazione, anche alla collaborazione istituzionale attraverso convenzioni e protocolli d&#8217;intesa con il Ministero della Giustizia e il Ministero dell&#8217;Interno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul versante della giustizia, l&#8217;impegno riguarda iniziative di pubblica utilità e percorsi di reinserimento sociale, attraverso attività di manutenzione, cura e valorizzazione dei luoghi di culto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un ambito nel quale il patrimonio religioso può assumere anche una funzione sociale, diventando spazio di responsabilizzazione personale, partecipazione civica e restituzione alla collettività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La collaborazione indicata con il Ministero dell&#8217;Interno si inserisce invece nelle attività di presidio, attenzione e tutela del patrimonio religioso e architettonico, nel rispetto delle competenze delle autorità preposte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un modello che punta a coniugare volontariato cattolico, valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici e utilità sociale, mostrando come la presenza organizzata dei laici possa offrire un contributo concreto alla conservazione e alla fruibilità degli edifici sacri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Papa Leone XIV e il ruolo dei laici nella Chiesa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema del servizio trova un riferimento significativo nel magistero ecclesiale e nella riflessione sul ruolo dei fedeli laici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La costituzione dogmatica <em>Lumen gentium</em> del Concilio Vaticano II riconosce la partecipazione di tutti i battezzati alla vita e alla missione della Chiesa, valorizzando la pluralità dei carismi e la corresponsabilità del popolo di Dio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un principio che si inserisce nella prospettiva ecclesiale richiamata anche da Papa Leone XIV: una Chiesa nella quale la partecipazione dei fedeli non si esaurisce nelle appartenenze formali, ma si manifesta attraverso la testimonianza, la responsabilità e il servizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È in questa prospettiva che l&#8217;esperienza del volontariato laicale assume un significato particolare. La custodia di una chiesa, l&#8217;accoglienza di un pellegrino, la cura di un edificio storico o il sostegno a un percorso di reinserimento sociale diventano espressioni concrete di partecipazione alla vita ecclesiale e civile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla simbologia cavalleresca al servizio concreto: la distinzione richiamata dalla Santa Sede</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La precisazione della Segreteria di Stato vaticana offre dunque l&#8217;occasione per una riflessione più ampia sul significato dell&#8217;appartenenza religiosa e sull&#8217;uso dei simboli cavallereschi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto non è negare il valore storico delle tradizioni, ma distinguere le organizzazioni prive di riconoscimento ecclesiastico dalle associazioni laicali che operano concretamente nelle comunità, senza rivendicare uno status cavalleresco riconosciuto dalla Santa Sede.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;esperienza di Templari Oggi APS si colloca in questa seconda dimensione, presentando il proprio impegno come attività associativa e di volontariato, non come esercizio di prerogative cavalleresche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un tempo in cui molte chiese storiche necessitano di attenzione, manutenzione e presenza umana, la testimonianza più significativa può arrivare proprio da chi contribuisce a mantenerne aperte le porte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perché il valore del servizio alla Chiesa non si misura attraverso un mantello, un titolo o una cerimonia d&#8217;investitura, ma attraverso ciò che ogni giorno viene concretamente fatto per i fedeli e per il bene comune.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>SIS Roma, prima sfida casalinga contro la Vela Nuoto Ancona: le giallorosse cercano il bis</title>
		<link>https://www.occhioche.it/sis-roma-prima-sfida-casalinga-contro-la-vela-nuoto-ancona-le-giallorosse-cercano-il-bis/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sis-roma-prima-sfida-casalinga-contro-la-vela-nuoto-ancona-le-giallorosse-cercano-il-bis</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 10:06:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
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					<description><![CDATA[La SIS Roma torna protagonista nel campionato di Serie A1 femminile di pallanuoto. Dopo il travolgente successo per&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La SIS Roma torna protagonista nel campionato di Serie A1 femminile di pallanuoto. Dopo il travolgente successo per 25-8 contro il Bogliasco, la squadra di Marco Capanna si prepara a ospitare la Vela Nuoto Ancona sabato 10 ottobre alle ore 18:00 al Polo Natatorio di Ostia. Ingresso gratuito per il pubblico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">SIS Roma, cresce l&#8217;attesa per il debutto davanti ai tifosi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La SIS Roma è pronta a riabbracciare il proprio pubblico. Sabato 10 ottobre, alle ore 18:00, le giallorosse scenderanno in acqua al Polo Natatorio di Ostia per affrontare la Vela Nuoto Ancona, nella gara valida per la seconda giornata del campionato di pallanuoto femminile di Serie A1 2026/27.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un appuntamento importante per la formazione capitolina, che vuole dare seguito all&#8217;ottimo avvio di stagione e conquistare il primo successo davanti ai propri sostenitori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;esordio in campionato ha già regalato indicazioni positive alla squadra allenata da Marco Capanna, capace di imporsi con un netto 25-8 sul campo dell&#8217;AGN Energia Bogliasco 1951. Una vittoria convincente, caratterizzata da una notevole efficacia offensiva e da una prestazione collettiva che ha permesso alle romane di iniziare il torneo con il piede giusto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adesso, però, l&#8217;attenzione è tutta rivolta alla prima partita casalinga, con l&#8217;obiettivo di trasformare l&#8217;entusiasmo della giornata inaugurale in una nuova prestazione di qualità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Contro la Vela Nuoto Ancona per confermare il buon avvio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida contro la Vela Nuoto Ancona rappresenta un&#8217;altra tappa nel percorso della SIS Roma, impegnata a costruire partita dopo partita la propria identità di squadra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il largo successo ottenuto all&#8217;esordio non deve infatti distogliere l&#8217;attenzione dal lavoro quotidiano. Per le giallorosse sarà fondamentale mantenere alta la concentrazione, trovare maggiore continuità nelle diverse fasi di gioco e perfezionare gli automatismi su cui lo staff tecnico sta lavorando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda giornata offre dunque alla formazione romana la possibilità di conquistare altri tre punti e consolidare le certezze emerse nella prima uscita stagionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rendere ancora più significativo l&#8217;incontro sarà il fattore campo. Il sostegno dei tifosi potrà rappresentare una spinta importante per una squadra desiderosa di inaugurare nel migliore dei modi gli impegni casalinghi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Marco Capanna chiama a raccolta i tifosi della SIS Roma</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Alla vigilia della partita, il tecnico giallorosso Marco Capanna ha evidenziato la volontà di proseguire sulla strada intrapresa, senza perdere di vista gli aspetti da migliorare.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">«È il nostro esordio casalingo e ci teniamo a fare bene. Vogliamo dare continuità a quanto fatto nella prima giornata, cercando di migliorare alcuni aspetti della prestazione precedente. Siamo ancora all&#8217;inizio della stagione e ogni partita è importante per crescere e trovare i giusti equilibri. Aspettiamo il nostro pubblico sugli spalti, pronti a condividere insieme questo primo appuntamento casalingo della stagione. Il loro sostegno sarà importante per noi».</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Un messaggio chiaro quello dell&#8217;allenatore della SIS Roma: entusiasmo per la partenza positiva, ma anche consapevolezza della necessità di continuare a lavorare per raggiungere i migliori equilibri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">SIS Roma-Vela Nuoto Ancona: sabato 10 ottobre a Ostia, ingresso gratuito</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo appuntamento casalingo della stagione sarà anche una festa per gli appassionati di pallanuoto, chiamati a sostenere le giallorosse dagli spalti del Polo Natatorio di Ostia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">SIS Roma-Vela Nuoto Ancona si giocherà sabato 10 ottobre alle ore 18:00, presso l&#8217;impianto di Via delle Quinqueremi 100, a Ostia. L&#8217;ingresso sarà gratuito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;occasione per vivere da vicino le emozioni della Serie A1 femminile e accompagnare la squadra capitolina in una nuova sfida di campionato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo i primi tre punti conquistati in trasferta, la SIS Roma vuole continuare a vincere e regalare una soddisfazione al proprio pubblico. L&#8217;obiettivo è il bis, ma soprattutto un&#8217;altra prova di crescita e maturità per affrontare con fiducia il prosieguo della stagione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Moda, Columbia debutta nello streetwear: l&#8217;abbigliamento outdoor incontra lo stile urbano</title>
		<link>https://www.occhioche.it/moda-columbia-debutta-nello-streetwear-labbigliamento-outdoor-incontra-lo-stile-urbano/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=moda-columbia-debutta-nello-streetwear-labbigliamento-outdoor-incontra-lo-stile-urbano</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:43:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.occhioche.it/?p=129427</guid>

					<description><![CDATA[Il marchio americano presenta Street Tech, una nuova linea che trasferisce tecnologie e materiali dell&#8217;abbigliamento tecnico nel guardaroba&#8230;]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il marchio americano presenta Street Tech, una nuova linea che trasferisce tecnologie e materiali dell&#8217;abbigliamento tecnico nel guardaroba cittadino</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Roma, 8 ott. (Adnkronos) &#8211; Il confine tra abbigliamento outdoor e moda urbana diventa sempre più sottile. A inserirsi in questa evoluzione è Columbia, marchio statunitense specializzato nell&#8217;abbigliamento tecnico, che fa il suo ingresso nel segmento streetwear con Street Tech, una collezione che reinterpreta l&#8217;esperienza maturata nel settore dell&#8217;outdoor attraverso capi pensati per la vita quotidiana in città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Presentata a Londra il 15 settembre, la nuova linea segna un ampliamento della proposta del brand, tradizionalmente associato alle attività all&#8217;aria aperta. Al centro del progetto c&#8217;è il trasferimento di soluzioni tecniche sviluppate per affrontare condizioni atmosferiche variabili verso un contesto urbano, dove funzionalità, comfort ed estetica assumono un ruolo sempre più integrato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa si inserisce nel più ampio dialogo tra moda e abbigliamento tecnico, caratterizzato dalla contaminazione tra linguaggi sportivi e stili metropolitani. Materiali impermeabili, tessuti traspiranti, sistemi di isolamento termico e trattamenti idrorepellenti vengono così applicati a silhouette e volumi riconducibili allo streetwear.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La collezione comprende giacche imbottite, capispalla impermeabili, felpe, pantaloni cargo e accessori. Tra gli elementi che caratterizzano il progetto figurano l&#8217;impiego di tessuti ripstop, strutture multistrato e materiali elasticizzati, insieme a dettagli funzionali come cappucci protettivi e passamontagna integrati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ruolo centrale è affidato alle tecnologie già utilizzate da Columbia nell&#8217;abbigliamento outdoor, tra cui Omni-Tech per l&#8217;impermeabilità e la traspirabilità, Omni-Shield per il trattamento idrorepellente, Thermarator per l&#8217;isolamento termico e Omni-Wick per la gestione dell&#8217;umidità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;operazione rappresenta per il marchio, fondato nel 1938 e parte della Columbia Sportswear Company con sede a Portland, in Oregon, un&#8217;estensione del proprio linguaggio stilistico oltre l&#8217;ambito tradizionale dell&#8217;abbigliamento per le attività all&#8217;aperto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con Street Tech, disponibile dal 15 settembre, Columbia punta dunque a declinare il proprio patrimonio tecnico in una dimensione metropolitana, evidenziando come la distinzione tra capi progettati per l&#8217;outdoor e abbigliamento destinato alla quotidianità urbana sia sempre meno netta.</p>
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		<title>Farfa celebra la sua storia: “C’era un Tessuto” riconosciuta Bottega Storica del Lazio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:40:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 10 ottobre la posa della targa alla presenza del sindaco Roberta Cuneo e dell’assessore Pamela Martini. Un&#8230;]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sabato 10 ottobre la posa della targa alla presenza del sindaco Roberta Cuneo e dell’assessore Pamela Martini. Un riconoscimento per l’attività di Elisabetta Scipioni e del marito Fabio, custodi dell’antica tradizione tessile.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>FARA IN SABINA</strong> – Un pezzo di storia e di tradizione artigianale della Sabina riceve il riconoscimento ufficiale della Regione Lazio. Sabato 10 ottobre 2026, nel cuore del borgo di Farfa, sarà scoperta la targa che identifica <strong>“C’era un Tessuto”, la bottega di Elisabetta Scipioni, come Bottega Storica del Lazio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cerimonia si svolgerà in mattinata davanti all’attività, in via di Porta Montopoli 13, alla presenza del sindaco di Fara in Sabina, <strong>Roberta Cuneo</strong>, e dell’assessore <strong>Pamela Martini</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un appuntamento significativo per Elisabetta e il marito Fabio, che portano avanti l’attività di famiglia con l’obiettivo di custodire e tramandare un patrimonio di conoscenze, tecniche e tradizioni legate alla lavorazione dei tessuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Botteghe Storiche del Lazio, il riconoscimento all’attività di Farfa</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’inserimento di “C’era un Tessuto” nell’elenco regionale delle <strong>Botteghe Storiche del Lazio</strong> rappresenta un importante traguardo per una realtà che negli anni ha saputo coniugare tradizione, artigianato e valorizzazione del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La bottega è stata riconosciuta nelle sezioni <strong>“Botteghe d’Arte e di Antichi Mestieri” e “Attività Storiche e Tradizionali”</strong>, riservate alle attività che contribuiscono a preservare la memoria e l’identità culturale delle comunità locali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel borgo di Farfa, l’attività della famiglia Scipioni continua a rappresentare un punto di riferimento per chi desidera conoscere l’antica arte della tessitura e scoprire il valore delle lavorazioni artigianali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un telaio dell’Ottocento ancora funzionante nella bottega di Farfa</h3>



<p class="wp-block-paragraph">A rendere particolarmente preziosa la bottega è anche la presenza di <strong>un raro telaio dell’Ottocento tuttora funzionante</strong>, custodito all’interno dei locali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno strumento che racconta la storia di un mestiere antico e che permette ancora oggi di osservare da vicino le tecniche tradizionali di tessitura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“C’era un Tessuto”, specializzata nella produzione, confezione e vendita di tessuti, non è soltanto un’attività commerciale, ma anche uno spazio dedicato alla conoscenza e alla trasmissione dei saperi artigianali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Elisabetta Scipioni: «Un riconoscimento che porta con sé la storia della nostra famiglia»</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La cerimonia del 10 ottobre avrà un valore profondamente personale per Elisabetta e Fabio. La targa rappresenta infatti anche un tributo alla memoria di <strong>Gustavo Scipioni, padre di Elisabetta</strong>, e all’eredità umana e professionale che ha lasciato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Vedere questa targa davanti alla nostra bottega sarà per noi una grande emozione. È un riconoscimento che ci riporta anche a mio padre, Gustavo Scipioni, alla sua storia e a quello che ci ha trasmesso. C’è tanto di lui in ciò che facciamo ancora oggi e sapere che questa attività viene riconosciuta come parte del patrimonio del territorio rende questo momento ancora più speciale”, dichiarano Elisabetta e Fabio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Dietro questa targa ci sono la storia della nostra famiglia, tanti anni di lavoro e la volontà di continuare a far vivere e conoscere un mestiere al quale siamo profondamente legati. Ringraziamo l’Amministrazione comunale di Fara in Sabina per il sostegno e per l’attenzione che ha dedicato alla nostra realtà”, proseguono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’auspicio è che il riconoscimento possa contribuire a far conoscere ulteriormente la bottega e ad attirare nuovi visitatori nel borgo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Ci piacerebbe che sempre più persone venissero a Farfa per entrare nella nostra bottega, vedere il telaio in funzione e scoprire da vicino un’arte che ha ancora moltissimo da raccontare”, aggiungono.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Farfa, in arrivo una scuola di tessitura per tramandare gli antichi mestieri</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il riconoscimento regionale non rappresenta soltanto un traguardo, ma anche un punto di partenza per nuovi progetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le iniziative in programma figura infatti <strong>l’apertura di una scuola di tessitura nel borgo di Farfa</strong>, pensata per avvicinare adulti e bambini a una delle più antiche forme di artigianato.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Laboratori per bambini, adulti e scolaresche</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La futura scuola offrirà laboratori pratici, attività per singoli e gruppi e percorsi dedicati agli istituti scolastici, con l’obiettivo di far conoscere strumenti, tecniche e lavorazioni tradizionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’iniziativa che punta a mantenere viva la cultura della tessitura, creando nuove opportunità di formazione e incontro nel territorio di Fara in Sabina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La posa della targa di sabato 10 ottobre sarà quindi un momento di festa non soltanto per la famiglia Scipioni, ma anche per il borgo di Farfa, che vede riconosciuto e valorizzato un altro tassello del proprio patrimonio storico e artigianale.</p>
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		<title>Federico Fashion Style festeggia 37 anni a Roma: oltre 150 ospiti vip al Blume e annuncia il nuovo programma tv</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:37:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notize Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[Compleanno tra glamour e spettacolo per Federico Fashion Style. Da Manuela Arcuri ad Aida Yespica, tanti volti noti&#8230;]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Compleanno tra glamour e spettacolo per Federico Fashion Style. Da Manuela Arcuri ad Aida Yespica, tanti volti noti alla festa romana. Presentato anche il nuovo format “Sotto il casco… nessuna è santa”, in arrivo su Canale Dieci.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ROMA</strong> – Oltre 150 invitati, numerosi personaggi del mondo dello spettacolo e un nuovo progetto televisivo pronto al debutto. <strong>Federico Fashion Style ha festeggiato il suo 37° compleanno a Roma</strong>, trasformando la serata in un evento che ha riunito volti noti della televisione, influencer e protagonisti della nightlife della Capitale. Una festa all&#8217;insegna del glamour, durante la quale l&#8217;hair stylist ha anche presentato ufficialmente il suo nuovo programma televisivo, <strong>“Sotto il casco… nessuna è santa”</strong>, in onda da domenica 18 ottobre alle ore 21.00 su Canale Dieci.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Federico Fashion Style, compleanno vip a Roma: dalla passerella a Piazza di Spagna alla festa al Blume</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I festeggiamenti sono iniziati con una speciale passerella in <strong>Piazza di Spagna</strong>, nel cuore di Roma, per poi proseguire al <strong>Blume</strong>, dove Federico Fashion Style ha accolto oltre 150 invitati tra personaggi dello spettacolo, volti televisivi, influencer e protagonisti della nightlife romana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il suo ingresso, l&#8217;hair stylist ha scelto un look scenografico e ricercato, confermando il suo stile inconfondibile e la capacità di trasformare ogni appuntamento in un momento di spettacolo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Manuela Arcuri, Aida Yespica e Sara Tommasi: i vip presenti alla festa di Federico Fashion Style</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Numerosi i personaggi del mondo dello spettacolo presenti alla serata. Tra gli ospiti <strong>Manuela Arcuri, Aida Yespica, Sara Tommasi, Amedeo Goria con la figlia Guenda, Maria Monsè accompagnata dal marito Salvatore Paravia e dalla figlia Perla Maria, Rita De Crescenzo e Antonello Lauretti</strong>, insieme ad altri protagonisti del mondo televisivo e dell&#8217;intrattenimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Presente anche <strong>Sophie Maelle, figlia di Federico Fashion Style</strong>, che ha condiviso con il padre questo momento speciale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Federico Fashion Style torna in televisione con “Sotto il casco… nessuna è santa”</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La festa di compleanno è stata anche l&#8217;occasione per annunciare un nuovo capitolo professionale. <strong>Federico Fashion Style torna sul piccolo schermo con “Sotto il casco… nessuna è santa”</strong>, il nuovo format televisivo destinato al digitale terrestre su <strong>Canale Dieci</strong>, con debutto previsto per <strong>domenica 18 ottobre alle ore 21.00</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma nasce dall&#8217;idea di portare personaggi del mondo dello spettacolo e persone comuni sotto il casco del salone di bellezza, trasformando uno spazio legato alla professione dell&#8217;hair stylist in un luogo di conversazione informale e senza filtri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro delle puntate ci saranno racconti di carriera, vita privata, curiosità e aspetti meno conosciuti delle personalità degli ospiti, in un format che unisce il mondo della bellezza a quello dell&#8217;intrattenimento televisivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">“Sotto il casco… nessuna è santa”: 35 puntate con Rita De Crescenzo, Flavia Vento e Aida Yespica</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La prima stagione del programma sarà composta da 35 puntate</strong> e vedrà tra le protagoniste annunciate <strong>Rita De Crescenzo, Flavia Vento, Floriana Secondi, Aida Yespica e la Principessa Conny Caracciolo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un progetto dal carattere glamour e provocatorio, attraverso il quale Federico Fashion Style punta a raccontare i suoi ospiti in modo diretto, ironico e senza troppi filtri, portando davanti alle telecamere conversazioni e storie personali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Federico Fashion Style, tra festa e nuovi progetti: il compleanno diventa un evento a Roma</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra musica, brindisi, fotografie e incontri, la serata al Blume ha rappresentato un momento significativo nel percorso professionale di Federico Fashion Style, ormai volto riconoscibile del mondo della bellezza, della televisione e dello spettacolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo <strong>37° compleanno a Roma</strong> è diventato così un appuntamento capace di riunire televisione, moda, beauty e social, anticipando il ritorno dell&#8217;hair stylist sul piccolo schermo con un progetto che mette al centro le persone e le loro storie.</p>
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		<title>Giovanni Angeletti, l’arte dell’ospitalità tra Assisi, il vino e la memoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 13:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
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					<description><![CDATA[Una vita dedicata all’accoglienza, alla valorizzazione dell’Umbria e alla cultura enologica. Per vent’anni alla guida dell’Associazione italiana sommelier&#8230;]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una vita dedicata all’accoglienza, alla valorizzazione dell’Umbria e alla cultura enologica. Per vent’anni alla guida dell’Associazione italiana sommelier dell’Umbria, Giovanni Angeletti ha lasciato un’eredità che oggi continua attraverso la famiglia, il Fontebella Palace Hotel e un vino che porta il segno della sua storia.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono eredità che non si misurano soltanto attraverso ciò che è stato costruito. Vivono piuttosto nel modo di affrontare le difficoltà, nelle relazioni coltivate nel tempo e nella capacità di immaginare una strada anche quando il futuro appare incerto. È in questa dimensione che si inserisce la storia di <strong>Giovanni Angeletti</strong>, figura profondamente legata all’Umbria, alla sua cultura dell’ospitalità e al mondo del vino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uomo determinato e rigoroso, ma anche padre affettuoso e presenza costante per la propria famiglia, Angeletti ha attraversato alcune delle stagioni più complesse dell’economia regionale. Crisi e terremoti hanno segnato il territorio e le sue attività, senza però modificare il principio che ne guidava le scelte: <strong>trasformare le difficoltà in occasioni per ripartire</strong>, affidandosi alla concretezza, alla tenacia e a uno sguardo sempre rivolto al futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo modo di intendere il lavoro ha trovato una delle sue espressioni più significative nel <strong>Fontebella Palace Hotel</strong> di Assisi. Nel tempo l’albergo è diventato qualcosa di più di un’impresa familiare: una realtà costruita intorno alle persone, dove il rapporto con i collaboratori si è consolidato attraverso fiducia, rispetto e senso di appartenenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza di dipendenti che hanno accompagnato la famiglia per decenni racconta meglio di qualsiasi formula manageriale una concezione dell’impresa fondata sulla continuità dei rapporti e sulla capacità di sostenersi nei passaggi più difficili. Un’idea di accoglienza che Giovanni Angeletti portava anche fuori dalla dimensione strettamente professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La tavola era infatti uno dei suoi luoghi prediletti.</strong> Amava riunire amici e ospiti, scegliere personalmente le bottiglie da condividere e raccontare attraverso piatti e vini la ricchezza dell’Umbria. Non era soltanto convivialità, ma una vera cultura dell’ospitalità, alimentata da una conoscenza profonda del vino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per <strong>vent’anni Angeletti ha guidato l’Associazione italiana sommelier dell’Umbria</strong>, accompagnandola in una stagione di forte crescita. Durante la sua presidenza, la realtà regionale divenne un importante punto d’incontro per protagonisti della sommellerie italiana e internazionale e per personalità che hanno segnato la cultura gastronomica del Paese, tra cui <strong>Gualtiero Marchesi</strong> e <strong>Luigi Veronelli</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo impegno nel settore vitivinicolo si tradusse anche in un’attività istituzionale. In sede di commissione agricola regionale contribuì infatti al percorso che portò al <strong>riconoscimento della DOCG del Sagrantino di Montefalco</strong>, uno dei vini che più di altri avrebbe finito per identificare l’Umbria nel panorama enologico italiano.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un vino per trasformare il ricordo in continuità</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi quella storia prosegue anche attraverso la figlia <strong>Elena Angeletti</strong>, che ha scelto di racchiudere parte dell’eredità paterna in una bottiglia dal nome emblematico: <strong>“Impronta”</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vino nasce dall’incontro in parti uguali tra <strong>Sagrantino, presente al 50 per cento, e Cabernet Sauvignon</strong>. Da una parte il vitigno profondamente radicato nel territorio umbro, dall’altra una varietà internazionale: due identità che si incontrano in un’etichetta pensata per raccontare memoria, appartenenza e apertura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la veste grafica richiama direttamente Giovanni. L’immagine di un’impronta digitale racchiude al centro un piccolo cuore: un segno semplice, scelto per rappresentare una presenza che non appartiene soltanto al passato, ma continua idealmente ad accompagnare le scelte della famiglia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dalla cantina alla cucina, il racconto dell’Umbria</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa continuità si ritrova nella cucina del <strong>ristorante Il Frantoio</strong>, dove il legame con la tradizione passa attraverso ricette, gesti e materie prime. I <strong>cappelletti al tartufo fatti a mano</strong>, per esempio, diventano parte di una memoria condivisa, mentre l’attenzione dedicata agli ingredienti mantiene saldo il rapporto con il territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un modo di custodire la tradizione senza trasformarla in qualcosa di immobile. L’identità viene preservata facendola vivere nel presente, attraverso l’ospitalità, il vino e una cucina capace di riconoscere le proprie radici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando arriva la sera e le luci del ristorante si accendono, mentre <strong>Assisi si disegna contro il cielo del crepuscolo</strong>, il paesaggio sembra completare il racconto. Dalla collina, lo sguardo si allunga sulla pianura umbra e restituisce il senso di una storia costruita intorno a un principio tanto semplice quanto impegnativo: accogliere significa prendersi cura delle persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È forse questa l’eredità più riconoscibile lasciata da Giovanni Angeletti: <strong>un’idea di ospitalità fatta di attenzione, territorio e relazioni</strong>, capace di far sentire chi arriva non semplicemente ospite, ma parte, almeno per qualche momento, di una casa.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Info</h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Struttura:</strong> Fontebella Palace Hotel<br><strong>Ristorante:</strong> Il Frantoio<br><strong>Indirizzo:</strong> Via Fontebella, 25 – 06081 Assisi (PG)<br><strong>Contatti e prenotazioni:</strong> sito ufficiale del Fontebella Palace Hotel</p>
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