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	<title>Redazione Occhioche &#8211; Occhioche</title>
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	<description>Le ultime notizie dalla Capitale</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Oct 2026 17:02:58 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Redazione Occhioche &#8211; Occhioche</title>
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		<title>Animenta porta sui social “Apparenze” per distinguere Dca e obesità oltre lo stigma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Occhioche]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 17:02:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[La campagna digitale Apparenze di Animenta distingue disturbi alimentari e obesità e affronta lo stigma con testimonianze e contenuti social.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Dai social di Animenta, “Apparenze” affronta lo stigma che confonde Dca e obesità</h2>
<p>Una campagna digitale mette a confronto <strong>disturbi alimentari</strong> e <strong>obesità</strong>, condizioni cliniche diverse che, secondo <strong>Animenta</strong>, vengono spesso associate allo stesso pregiudizio. Si chiama <strong>“Apparenze. Non confondere ciò che vedi in ciò che vivo”</strong> ed è stata realizzata dalla no profit con il contributo non condizionato di <strong>Lilly</strong>.</p>
<p>L’iniziativa intende mostrare come il giudizio sull’aspetto fisico possa diventare un ostacolo alla richiesta di aiuto. Nella nota dell’associazione si afferma che il timore di essere giudicati, anche negli ambienti sanitari, può portare a evitare le cure, con il rischio di ritardare la diagnosi e aggravare la condizione della persona.</p>
<h2>Le differenze tra patologie e percorsi di cura</h2>
<p>Al centro della campagna ci sono le differenze tra i <strong>disturbi della nutrizione e dell’alimentazione</strong> e l’obesità. Animenta li descrive come condizioni con <strong>cause</strong>, trattamenti e vissuti differenti, benché possano essere associate tra loro e quindi confuse.</p>
<p>I disturbi alimentari, o <strong>Dca</strong>, sono presentati come condizioni psichiatriche caratterizzate da un’alterazione persistente delle abitudini alimentari e da una preoccupazione eccessiva per peso, forma del corpo o cibo. L’associazione sottolinea che non si tratta di mode o semplici scelte comportamentali, ma di patologie con basi <strong>psicologiche, biologiche e sociali</strong> complesse.</p>
<p>La campagna richiama inoltre la necessità di percorsi terapeutici <strong>specifici e multidisciplinari</strong>. Accanto alla prospettiva medico-clinica raccoglie le testimonianze di persone che convivono o hanno convissuto con queste patologie, con l’obiettivo dichiarato di contrastare lo <strong>stigma</strong> e restituire complessità a storie spesso semplificate.</p>
<h2>Il progetto sui canali social</h2>
<p>La comunicazione è stata promossa anche attraverso un <strong>esperimento sociale</strong> organizzato per le vie di Roma, dal quale, secondo quanto riportato nella nota, sono emersi pregiudizi e incomprensioni sul tema. I contenuti della campagna sono disponibili sui canali <strong>Instagram</strong>, TikTok e Facebook di Animenta e sul sito dedicato all’iniziativa.</p>
<p class="ai-transparency">Articolo generato o rielaborato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.</p>
<p class="article-source"><strong>Fonte originale:</strong> <a href="https://www.adnkronos.com/salute/disturbi-alimentari-e-obesita-al-via-campagna-social-apparenze-su-differenze-e-confini_66cotvtjLewaVKKy2tS49P" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Disturbi alimentari e obesità, al via campagna social &#039;Apparenze&#039; su differenze e confini</a></p>
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		<title>Ica, in Italia 500mila casi annui: un terzo legato a batteri resistenti</title>
		<link>https://www.occhioche.it/ica-in-italia-500mila-casi-annui-un-terzo-legato-a-batteri-resistenti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ica-in-italia-500mila-casi-annui-un-terzo-legato-a-batteri-resistenti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Occhioche]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 13:01:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[In Italia si stimano 500mila infezioni correlate all’assistenza l’anno: un terzo è legato a patogeni resistenti agli antibiotici.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia si stimano ogni anno circa <strong>500mila infezioni ospedaliere</strong>, oggi definite più ampiamente <strong>infezioni correlate all’assistenza</strong> (Ica). Secondo i dati presentati a Roma, circa <strong>un terzo dei casi</strong> è sostenuto da patogeni resistenti agli antibiotici. L’impatto economico sul <strong>Servizio sanitario nazionale</strong> è stimato in <strong>783 milioni di euro</strong> l’anno.</p>
<h2>I numeri delle infezioni correlate all’assistenza</h2>
<p>La prevalenza delle Ica nei reparti per acuti è indicata tra il <strong>6% e l’8%</strong>, mentre nelle terapie intensive raggiunge punte del <strong>20%</strong>. Gli esperti ricordano inoltre che l’Italia mantiene il primato europeo per incidenza e mortalità da microrganismi antibiotico-resistenti, con almeno <strong>11mila decessi annui</strong>, pari a un terzo del totale europeo.</p>
<p>I dati sono stati discussi durante il convegno <strong>“Le infezioni in sanità: prevenzione, terapia farmacologica e responsabilità”</strong>, organizzato a Roma all’auditorium Biagio D’Alba del ministero della Salute. Il sottosegretario alla Salute <strong>Marcello Gemmato</strong> ha richiamato la necessità di un cambio di rotta nelle politiche di sicurezza e prevenzione.</p>
<h2>Antibiotico-resistenza e prevenzione</h2>
<p>Per la farmacologa <strong>Francesca De Plato</strong>, responsabile di Farmacia ospedaliera all’Asl di Teramo, l’<strong>antimicrobico-resistenza</strong> è “la principale criticità” per il Ssn. Secondo la sua analisi, l’uso eccessivo o improprio degli antibiotici, insieme alla capacità evolutiva dei batteri, accelera la comparsa di <strong>super batteri</strong>.</p>
<p>Durante le tre sessioni del convegno è stato sottolineato che gran parte delle Ica “siano prevenibili” attraverso misure rigorose, attività di controllo e sorveglianza, oltre a una gestione corretta della terapia antibiotica. Tra gli elementi indicati come centrali figurano anche la diagnosi microbiologica, la disinfezione efficace e l’adozione dell’approccio <strong>One Health</strong>, che integra salute umana, animale e ambientale.</p>
<h2>Investimenti e Piano nazionale</h2>
<p>Gemmato ha ricordato che l’antibiotico-resistenza è un problema presente, associato a circa <strong>14mila morti annue</strong> dovute alla mancanza di alternative terapeutiche. Il governo ha attivato il meccanismo “push &amp; pull” per sostenere ricerca e accesso agli antibiotici “reserve”, con <strong>100 milioni di euro</strong> stanziati nella legge di Bilancio e ulteriori risorse per il <strong>Pncar</strong>, il Piano nazionale di contrasto all’antibiotico-resistenza.</p>
<p>Nel settore veterinario, ha aggiunto il sottosegretario, la ricetta elettronica è stata accompagnata da una riduzione del <strong>47% dell’uso di antibiotici</strong> negli allevamenti.</p>
<p class="ai-transparency">Articolo generato o rielaborato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.</p>
<p class="article-source"><strong>Fonte originale:</strong> <a href="https://www.adnkronos.com/salute/sanita/in-italia-500mila-infezioni-ospedaliere-lanno-di-cui-un-terzo-da-superbug-costi-per-783-mln_1cWtUXlVJEzjq5RegfcRGi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">In Italia 500mila infezioni ospedaliere l&#039;anno di cui un terzo da superbug, costi per 783 mln</a></p>
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		<title>Liste d’attesa, solo tre Regioni rispettano i tempi per le prime visite</title>
		<link>https://www.occhioche.it/liste-dattesa-solo-tre-regioni-rispettano-i-tempi-per-le-prime-visite/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=liste-dattesa-solo-tre-regioni-rispettano-i-tempi-per-le-prime-visite</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Occhioche]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 17:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[A settembre 2026 Basilicata, Marche e Lazio raggiungono il 90% per le prime visite; per gli esami diagnostici si aggiunge il Veneto.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A settembre 2026 sono <strong>Basilicata, Marche e Lazio</strong> le tre Regioni che raggiungono almeno il 90% di rispetto dei tempi massimi per le prime visite, considerando tutte le classi di priorità monitorate. Il dato proviene dall’elaborazione indipendente di Salutequità sui dati pubblici della Piattaforma nazionale liste di attesa gestita dall’Agenas. Per la Basilicata, però, non è disponibile il dato relativo alle urgenze.</p>
<p>Le tre Regioni rappresentano poco più di <strong>7,7 milioni di abitanti</strong>, pari al 13,1% della popolazione italiana. Per gli esami diagnostici, invece, il parametro è raggiunto da Basilicata e <strong>Veneto</strong>, per circa 5,4 milioni di abitanti, il 9,1% della popolazione. Anche in questo caso la Basilicata non riporta il dato della classe U.</p>
<h2>Il confronto con giugno</h2>
<p>Il confronto con giugno restituisce, secondo Salutequità, un quadro ancora preoccupante. Per le prime visite, comprese le urgenze, la percentuale media di rispetto dei tempi massimi migliora in <strong>12 territori</strong> e peggiora in 7, sui 19 confrontabili.</p>
<p>Per gli esami diagnostici si registrano 12 miglioramenti e 8 peggioramenti su 20 territori. Considerando insieme visite ed esami, migliorano 11 territori e arretrano 8, sui 19 confrontabili.</p>
<p>La diversa numerosità dei territori dipende dall’assenza dei dati sulle urgenze della Basilicata per visite ed esami e della <strong>Provincia autonoma di Bolzano</strong> per le sole visite. Per gli esami, pertanto, i territori confrontabili sono 20.</p>
<p>Il nuovo bollettino Agenas ha documentato un miglioramento delle liste d’attesa rispetto al 2025. Salutequità, tuttavia, considera questo risultato non sufficiente per parlare di un’inversione di tendenza. Il presidente <strong>Tonino Aceti</strong> osserva che sette territori peggiorano per le prime visite e che, sommando le due tipologie di prestazione, i progressi riguardano soltanto undici Regioni.</p>
<h2>Personale, risorse e informazioni incomplete</h2>
<p>Aceti afferma che i dati di settembre potrebbero risentire anche della disponibilità di personale, che durante l’estate tende a peggiorare. La <strong>Corte dei conti</strong> ha indicato inoltre carenze di personale, difficoltà organizzative, informazioni regionali incomplete e fondi non utilizzati per intero.</p>
<p>Tra il 2022 e il 2025 sono stati stanziati circa <strong>1,845 miliardi di euro</strong>, mentre le somme utilizzate risultano pari a circa 1,580 miliardi, con le cautele dovute alla disomogeneità delle rendicontazioni. Salutequità quantifica in circa 300 milioni di euro le risorse rimaste inutilizzate.</p>
<p>Secondo l’associazione, i dati disponibili non consentono di vedere tutte le persone che non riescono a prenotare o che rinunciano alle cure. Salutequità chiede quindi che la piattaforma renda disponibili almeno a livello regionale i numeri delle <strong>prescrizioni che non si trasformano in prenotazioni</strong>, insieme alle informazioni sui percorsi di tutela e sul loro effettivo funzionamento.</p>
<h2>Le richieste di Salutequità</h2>
<p>L’associazione propone anche la pubblicazione dei dati per ciascuna <strong>Asl</strong>, Cup con tutte le agende integrate, personale adeguato e controlli tempestivi ed efficaci sull’utilizzo dei fondi. Chiede inoltre responsabilità effettive, sanzioni e l’esercizio concreto dei poteri sostitutivi nei casi previsti.</p>
<p>Per Aceti, le liste d’attesa devono diventare un banco di prova per la garanzia dei <strong>Livelli essenziali di assistenza</strong>. I dati dovrebbero essere impiegati anche per la valutazione, oltre che per l’informazione. Salutequità sollecita quindi il rafforzamento degli indicatori del nuovo sistema di garanzia, che oggi prevede un solo indicatore core sulle attese, e verifiche efficaci e tempestive.</p>
<p class="ai-transparency">Articolo generato o rielaborato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.</p>
<p class="article-source"><strong>Fonte originale:</strong> <a href="https://www.adnkronos.com/salute/salutequita-su-liste-dattesa-solo-3-regioni-garantiscono-rispetto-tempi-massimi-visite_2XBe1xZEN2DQXCkVpEtbJ7" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Salutequità: &quot;Su liste d’attesa solo 3 Regioni garantiscono rispetto tempi massimi visite&quot;</a></p>
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