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	<title>Notizie &#8211; Occhioche</title>
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	<description>Le ultime notizie dalla Capitale</description>
	<lastBuildDate>Wed, 23 Sep 2026 08:22:39 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Notizie &#8211; Occhioche</title>
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		<title>Al via a Vicenza SSEC &#8211; Storage &#038; Solar Expo Conference</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 08:22:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Veneto è terzo in Italia per nuova potenza fotovoltaica. E secondo per nuovi accumuli abbinati al fotovoltaico&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Veneto è terzo in Italia per nuova potenza fotovoltaica. E secondo per nuovi accumuli abbinati al fotovoltaico nel primo semestre 2026</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Vicenza. Ha aperto questa mattina al Quartiere Fieristico di Vicenza SSEC – Storage &amp; Solar Expo Conference, appuntamento B2B su fotovoltaico, accumulo e gestione dell&#8217;energia organizzato da IEG – Italian Exhibition Group in collaborazione con Meneghini&amp;Associati e con il supporto di Italia Solare. Oggi e domani expo, convegni e networking metteranno in relazione aziende della filiera, associazioni, istituzioni, analisti ed esperti, facendo luce sulle nuove esigenze energetiche del sistema produttivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un format compatto e altamente specializzato che a Vicenza trova un terreno fertile e significativo per densità industriale oltre che per sviluppo e sensibilità al tema delle rinnovabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«IEG – Italian Exhibition Group è leader nell’organizzazione di eventi presidiando al contempo alcune filiere strategiche per il Made in Italy, compresa quella sulla transizione energetica. Per essere leader in Europa su questo ambito era naturale e strategico declinare un evento, in continuità con KEY – The Energy Transition Expo, su Vicenza. Non è un caso essere qui con SSEC – Storage &amp; Solar Expo Conference a fine settembre 2026. Infatti, poche settimane fa abbiamo inaugurato a Vicenza Expo Centre il nuovo padiglione che ha visto un investimento da parte del Gruppo di 60 milioni di euro – dichiara Marco Carniello, Chief Business Officer di IEG – Italian Exhibition Group –. Non solo questo, però. Vicenza è infatti, con il Veneto, la zona più densamente industriale e manifatturiera d’Italia e quindi era necessario portare qui una manifestazione che potesse supportare il territorio nel processo di accelerazione verso l’autonomia energetica. Sappiamo quanto i costi energetici incidano sulle aziende, quindi SSEC è a Vicenza per supportare il Veneto e le imprese del Nordest nell’essere più competitive, nell’avere più autonomia energetica e maggiore velocità nella propria crescita».</p>



<h2 class="wp-block-heading">LO SCENARIO: IL VENETO E IL MERCATO ITALIANO</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I numeri, come emerge dai dati elaborati da Italia Solare, raccontano una regione già protagonista della trasformazione del sistema energetico italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fotovoltaico.</strong> Nel primo semestre 2026 il Veneto è la terza regione italiana per nuova potenza fotovoltaica installata, con 306 MW, dietro Lombardia e Sicilia, e la seconda per numero di nuovi impianti, alle spalle della sola Lombardia. Il dato regionale si inserisce in un mercato nazionale che continua a crescere e, allo stesso tempo, sta cambiando struttura. Al 30 giugno 2026 in Italia risultavano connessi 2,25 milioni di impianti fotovoltaici per 46,6 GW, con 3.093 MW di nuova potenza nel primo semestre, in aumento del 10%. A cambiare è soprattutto la composizione della domanda: rispetto allo stesso periodo del 2025, il segmento residenziale registra una contrazione del 23%, mentre il Commercial &amp; Industrial cresce del 22%, segnalando il peso sempre maggiore assunto dal fotovoltaico nelle strategie energetiche e di competitività delle imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Storage.</strong> La stessa dinamica riguarda i sistemi di accumulo, sempre più centrali nella capacità di gestire e utilizzare in maniera efficiente e flessibile l&#8217;energia prodotta da fonti rinnovabili. Al 30 giugno 2026 l&#8217;Italia contava 943.797 sistemi di accumulo, per una capacità complessiva di 19.334 MWh e una potenza di 7.983 MW. Nel solo primo semestre dell&#8217;anno sono stati connessi 60.076 nuovi sistemi, corrispondenti a 1.350 MWh di nuova capacità. Anche su questo fronte il Veneto si colloca nel gruppo di testa: nel segmento degli accumuli associati al fotovoltaico è secondo in Italia per numero di nuove installazioni, con 6.698 sistemi, e quarto per nuova capacità, con 97 MWh.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta di Vicenza si inserisce anche nel percorso di crescita delle rinnovabili che interessa l&#8217;intero Veneto. Alla regione è assegnato un obiettivo di 5.828 MW di potenza aggiuntiva da fonti rinnovabili al 2030. Nel 2026 la Regione ha inoltre portato avanti il Piano di individuazione delle Zone di Accelerazione Terrestri (PIZAT), adottato dalla Giunta il 28 luglio e orientato prioritariamente verso superfici artificiali ed edificate, aree industriali, infrastrutture, parcheggi e altri siti artificializzati. Parallelamente è stato approvato dalla Giunta un disegno di legge per l&#8217;individuazione di ulteriori aree idonee alle FER, trasmesso al Consiglio regionale per l&#8217;iter legislativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Quest’anno il fotovoltaico ha registrato a livello nazionale un record di installazioni con una crescita del 25% e anche lo storage ha segnato una accelerazione importante. Il Veneto è protagonista di questa transizione energetica: ha favorito l’adozione del fotovoltaico nelle attività commerciali e industriali presenti sul territorio – sottolinea Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director Green &amp; Technology Division di IEG – Italian Exhibition Group – SSEC – Storage &amp; Solar Expo Conference nasce proprio per mettere in relazione, imprese, stakeholder ed esperti, e offrire strumenti concreti per favorire i processi autorizzativi e migliorare l’efficienza energetica delle imprese manifatturiere».</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’AVVIO DEI LAVORI NELLA PRIMA GIORNATA DI FIERA</h2>



<p class="wp-block-paragraph">All’inaugurazione ha preso parte anche l’avv. Ettore de Conciliis de Iorio, Capo della Segreteria del Sottosegretario di Stato al Ministero dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), il Senatore Claudio Barbaro, che ha dichiarato: «Abbiamo inteso partecipare a SSEC innanzitutto tributando alla stessa una particolare rilevanza. Sono occasioni che mettono insieme opportunità commerciali con quelle di analisi, confronto, partecipazione e proposte. Tutti aspetti ai quali il Ministero dell’Ambiente guarda con attenzione. Il tema dell’energia è nevralgico e strategico e l’intera autorità politica lo guarda con premura, interesse e attenzione. Venendo a SSEC, che mette qui a Vicenza i migliori operatori del settore a confronto, un aspetto particolarmente rilevante è quello di riflessione di un paese che vuole partecipare in maniera attiva a un processo normativo e autorizzatorio complesso, eterogeneo, che mette a volte anche in conflitto diversi interessi pubblici rilevanti nello sforzo di trovare una sintesi che sia utile ai segmenti produttivi industriali, ma soprattutto al Paese, alla sua capacità di emanciparsi dalle necessità di approvvigionamento energetico, alla sua capacità di costruire un primato e un futuro. Abbiamo inteso farlo con un’alleanza fra pubblico e privato. Chiaramente, ci sono dei conflitti e dei contenziosi, ma una classe politica nella contemplazione di tutti gli interessi in gioco deve avere a cuore anche un senso profondo di prospettiva e di futuro. Credo che questo Ministero, che non ha particolari ideologie, si stia dimostrando all’altezza del compito, ma siamo tutti consapevoli che la sfida è complessa e che si possa fare sempre di più».</p>



<p class="wp-block-paragraph">È giunto in Fiera anche il Sindaco di Vicenza Giacomo Possamai che si è detto «felice che IEG abbia portato una manifestazione quale SSEC – Storage &amp; Solar Expo Conference nella sua giusta casa. Le energie rinnovabili – ha evidenziato il primo cittadino ­ non sono soltanto necessarie per la transizione ambientale ed energetica, ma sono una necessità per il nostro paese, uno dei paesi in cui l’energia costa di più e che non dispone di materie prime. Quindi, la transizione energetica rappresenta una straordinaria opportunità e l’investimento in pannelli solari e sistemi di accumulo è una delle leve più forti che abbiamo per accompagnare il sistema produttivo. E proprio per questo è importante avere a Vicenza, una città dalla forte vocazione produttiva, una fiera come SSEC».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una posizione confermata da Sara Baldinato, Assessore all&#8217;ambiente, alle politiche energetiche e al patrimonio del Comune di Vicenza: «In un’epoca in cui la parola che si sente di più è decarbonizzazione, ovviamente le aziende hanno bisogno di un riferimento forte. Il Comune lo deve essere non solo per le aziende, ma anche per i privati. È importante quindi che, oltre a KEY – The Energy Transition Expo, ci sia qui nel territorio, un’area fortemente industrializzata, SSEC – Storage &amp; Solar Expo Conference, un nuovo appuntamento dove le aziende possono raccontare quello che fanno e quello che si può fare in ottica di decarbonizzazione e politiche green».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;avvio dei convegni, a partire da SolarBuilding a cura di Italia Solare, la manifestazione è entrata nel vivo del programma. «La collaborazione con IEG – Italian Exhibition Group è ormai pluriennale e di successo e quando ci è stato proposto di supportare SSEC – Storage &amp; Solar Expo Conference non abbiamo avuto dubbi – ha sottolineato Paolo Rocco Viscontini, Presidente di Italia Solare­. Tra l’altro per noi rappresenta una continuità con KEY – The Energy Transition Expo ed è l’occasione, quindi, un po’ per tutti gli appassionati e gli operatori di riprendere il dialogo intrapreso a marzo e prepararsi per la prossima edizione. Ma allo stesso tempo è certamente un’opportunità per fare il punto su diversi temi del settore che, come Italia Solare, portiamo avanti. Quindi, ben venga un ulteriore momento di incontro e opportunità. Come Italia Solare siamo molto attenti all’integrazione del fotovoltaico e degli accumuli all’interno dell’edificio come produttore di energia, tanto che in questa edizione di SSEC abbiamo la nostra tappa di SolarBuilding che si concentra proprio sullo sviluppo dell’efficientamento energetico negli edifici con un focus particolare, lato nostro, a fotovoltaico e accumuli. Cerchiamo quindi di dare il nostro contributo alla transizione energetica negli edifici che rappresenta una parte importante dei consumi di tutti gli italiani».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volontà di stimolare un efficace quanto concreto networking è stata fin dall’inizio il DNA di SSEC, come ha confermato Vittoria Muraro, CEO di Meneghini&amp;Associati: «La strategicità e la criticità dell&#8217;energia sono ormai patrimonio comune di aziende di ogni dimensione e settore. SSEC nasce dall&#8217;ascolto di esigenze reali del mercato e porta questo confronto nel cuore di uno dei sistemi produttivi più importanti del Paese. Vicenza è una sede naturale per vocazione industriale, capacità di innovazione e centralità geografica. L&#8217;obiettivo è costruire qui un luogo nel quale aziende, professionisti e stakeholder possano incontrarsi, confrontarsi e trasformare esigenze energetiche concrete in nuove opportunità di sviluppo e investimento».</p>



<h2 class="wp-block-heading">IL PROGRAMMA DEL POMERIGGIO E DI DOMANI</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel pomeriggio, alle 17, si terrà il Tavolo tecnico promosso da Confindustria Vicenza, Confindustria Brescia e Confindustria Alto Adriatico (al termine seguirà una nota dedicata).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Domani, mercoledì 23 settembre, i convegni promossi da ANIE Rinnovabili, Elemens, AGICI e Prospecta Formazione saranno l’occasione per approfondire i temi degli accumuli, l’autonomia energetica e la competitività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">SSEC – Storage &amp; Solar Expo Conference è un evento patrocinato da: Provincia di Vicenza, Comune di Vicenza, Camera di Commercio di Vicenza, CNA Veneto Ovest, Confartigianato Imprese Vicenza, Confindustria Alto Adriatico, Confindustria Vicenza, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Vicenza.</p>
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		<item>
		<title>La custodia delle chiese di Roma diventa occasione di riscatto e reinserimento sociale: firmata la convenzione tra Tribunale e Prefettura</title>
		<link>https://www.occhioche.it/la-custodia-delle-chiese-di-roma-diventa-occasione-di-riscatto-e-reinserimento-sociale-firmata-la-convenzione-tra-tribunale-e-prefettura/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-custodia-delle-chiese-di-roma-diventa-occasione-di-riscatto-e-reinserimento-sociale-firmata-la-convenzione-tra-tribunale-e-prefettura</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 07:59:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[La custodia delle chiese di Roma diventa occasione di riscatto e reinserimento sociale Firmata la convenzione tra Tribunale&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading">La custodia delle chiese di Roma diventa occasione di riscatto e reinserimento sociale</h1>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Firmata la convenzione tra Tribunale e Prefettura che affianca la tutela dei beni culturali al reinserimento sociale. Progetto pilota nella Basilica di San Vitale al Quirinale. Affidata ai Templari la gestione quotidiana delle forze disponibili per la “messa alla prova”.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Roma</strong> – La custodia delle chiese di Roma si trasforma in uno strumento concreto di reinserimento sociale. È stata infatti firmata la convenzione che unisce il <strong>Tribunale Ordinario di Roma</strong>, la <strong>Prefettura di Roma</strong>, il <strong>Ministero della Giustizia</strong>, il <strong>Ministero dell’Interno</strong>, attraverso il <strong>Fondo Edifici di Culto (FEC)</strong>, e la <strong>Basilica Imperiale Paleocristiana dei Santi Vitale, Valeria, Gervasio e Protasio al Quirinale</strong>, dando vita a un progetto destinato a diventare un modello nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa rappresenta una novità significativa nel rapporto tra istituzioni civili ed ecclesiastiche: Stato e Chiesa collaborano, i ministeri dialogano tra loro, la società civile viene coinvolta e la giustizia riparativa diventa uno strumento di recupero per chi ha commesso un errore, privilegiando il reinserimento rispetto alla sola condanna.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Firmata la convenzione tra Tribunale e Prefettura</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’accordo è stato sottoscritto dal <strong>Presidente del Tribunale Ordinario di Roma, Lorenzo Pontecorvo</strong>, e dal <strong>Prefetto di Roma, Lamberto Giannini</strong>, consolidando una collaborazione istituzionale tra il Ministero della Giustizia, il Ministero dell’Interno – tramite il Fondo Edifici di Culto – e l’Autorità Giudiziaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è promuovere percorsi di responsabilizzazione, reinserimento sociale e giustizia riparativa attraverso i lavori di pubblica utilità previsti dagli articoli <strong>168-bis del Codice Penale</strong> e <strong>464-bis del Codice di Procedura Penale</strong>, che disciplinano l&#8217;istituto della <strong>messa alla prova</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Basilica di San Vitale al Quirinale diventa il progetto pilota</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’impianto operativo del progetto nasce dall’intesa tra i Ministeri e dalla successiva firma dell’accordo tra il parroco della Basilica di San Vitale, <strong>don Elio Lops</strong>, e il magister dell’<strong>Associazione Templari Oggi APS</strong>, <strong>Mauro Giorgio Ferretti</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel quadro della convenzione, la Basilica di San Vitale assume il ruolo di sede operativa e centro di coordinamento delle Chiese Rettorie del Fondo Edifici di Culto presenti sul territorio romano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un <strong>progetto pilota</strong>, destinato a essere replicato anche in altre realtà italiane qualora l’esperienza produca i risultati attesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Don Elio Lops: &#8220;Un progetto che unisce giustizia, patrimonio culturale e responsabilità sociale&#8221;</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La Basilica di San Vitale – ha detto il parroco di San Vitale, don Elio Lops – è particolarmente lieta di aver accolto l’indicazione del Ministero della Giustizia. Una scelta che trova il proprio fondamento nella consolidata esperienza maturata dall’Associazione nel servizio prestato a favore della tutela, della fruibilità, dell’accoglienza e del decoro di numerose chiese italiane. Un patrimonio di competenze – ha concluso don Elio – che oggi viene posto al servizio di un progetto capace di coniugare giustizia riparativa, valorizzazione del patrimonio culturale e responsabilità sociale&#8221;.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo operativo dell&#8217;Associazione Templari Oggi APS</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’intesa trova il proprio fondamento nell’indicazione del <strong>Ministero della Giustizia</strong> di affiancare all’amministrazione ecclesiastica l’<strong>Associazione Templari Oggi APS</strong>, individuata quale interlocutore di riferimento per il coordinamento delle convenzioni sul territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’associazione è stata scelta grazie all’esperienza già maturata nella custodia dei luoghi di culto, nell’accoglienza dei fedeli e dei visitatori, nel decoro e nella tutela del patrimonio ecclesiastico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Messa alla prova: come saranno impiegati i partecipanti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I soggetti ammessi alla <strong>messa alla prova</strong> saranno impiegati in attività di pubblica utilità dedicate:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>alla manutenzione degli immobili ecclesiastici;</li>



<li>alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico;</li>



<li>al supporto nell&#8217;accoglienza dei visitatori e dei fedeli.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività saranno svolte secondo i programmi predisposti dall&#8217;Autorità Giudiziaria e dall&#8217;<strong>Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna (UEPE)</strong>, nel pieno rispetto delle finalità rieducative previste dalla normativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sostegno dei Ministeri e l&#8217;avvio operativo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto, sostenuto dal <strong>Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi</strong> e dal <strong>Ministro della Giustizia Carlo Nordio</strong>, ha raggiunto il proprio completamento il <strong>18 luglio 2026</strong>, con la firma ufficiale della convenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presentazione pubblica era avvenuta il <strong>19 giugno 2026</strong>, in occasione del <strong>1624° anniversario della dedicazione della Basilica di San Vitale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa entrerà ufficialmente in funzione dal <strong>1° agosto 2026</strong>, trasformando la custodia delle chiese di Roma in un&#8217;opportunità concreta di utilità sociale, tutela del patrimonio culturale e riscatto umano.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sielte festeggia 100 anni: Turrisi: &#8220;Traguardo che ci consegna una grande responsabilità&#8221;</title>
		<link>https://www.occhioche.it/sielte-festeggia-100-anni-turrisi-traguardo-che-ci-consegna-una-grande-responsabilita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sielte-festeggia-100-anni-turrisi-traguardo-che-ci-consegna-una-grande-responsabilita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Cento anni di storia guardando al futuro. Sielte celebra il suo centenario con l&#8217;evento &#8220;Una storia che unisce&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Cento anni di storia guardando al futuro. Sielte celebra il suo centenario con l&#8217;evento <strong>&#8220;Una storia che unisce l&#8217;Italia&#8221;</strong>, ospitato a Villa Miani a Roma, rilanciando il proprio ruolo nello sviluppo delle infrastrutture digitali e nella transizione tecnologica del Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del confronto con Fabio Tamburini, direttore de <em>Il Sole 24 Ore</em>, Radio 24 e Radiocor, il presidente <strong>Salvatore Turrisi</strong> ha ripercorso l&#8217;evoluzione dell&#8217;azienda, fondata nel 1925, sottolineando come il traguardo dei cento anni rappresenti soprattutto un nuovo punto di partenza.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il centenario è certamente un traguardo importante, ma non lo interpretiamo come un punto di arrivo. Per noi è l&#8217;occasione per rileggere una storia industriale che si intreccia con alcune grandi trasformazioni del Paese&#8221;, ha dichiarato Turrisi.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Sielte celebra un secolo di innovazione e infrastrutture</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dal telefono alle reti in fibra ottica, fino alle infrastrutture digitali di ultima generazione, Sielte ha accompagnato l&#8217;evoluzione tecnologica italiana per un secolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il presidente dell&#8217;azienda, arrivare ai 100 anni significa avere solide radici, ma anche assumersi una responsabilità ancora maggiore verso il futuro.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Un&#8217;impresa con questa storia non può limitarsi a custodire il passato. Deve continuare a interpretare il cambiamento, investire sulle competenze e contribuire alla modernizzazione del Paese&#8221;, ha spiegato Turrisi.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Per il numero uno di Sielte, il centenario rappresenta quindi un&#8217;occasione per guardare ai prossimi decenni con una visione industriale orientata all&#8217;innovazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Meloni: &#8220;Le infrastrutture digitali sono un asset strategico&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">All&#8217;evento è arrivato anche il messaggio del presidente del Consiglio <strong>Giorgia Meloni</strong>, che ha definito il centenario dell&#8217;azienda un traguardo straordinario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo intervento, la premier ha evidenziato il ruolo delle imprese innovative nello sviluppo economico del Paese, sottolineando come lo sviluppo delle infrastrutture digitali rappresenti un elemento strategico per la competitività italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Meloni, investire in connettività e digitalizzazione significa favorire occupazione qualificata, attrarre investimenti e migliorare la qualità della vita dei cittadini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dopo il PNRR la sfida sarà gestire e valorizzare le infrastrutture</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i temi centrali affrontati durante il convegno c&#8217;è stato il futuro delle infrastrutture digitali dopo il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Turrisi il PNRR ha accelerato investimenti fondamentali sulla banda ultralarga e sulla riduzione del digital divide, ma ora si apre una nuova fase.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Bisogna entrare nella fase della gestione, della manutenzione evoluta, dell&#8217;integrazione e della valorizzazione delle infrastrutture realizzate.&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Il presidente di Sielte ha spiegato che la sfida non consiste più soltanto nel costruire nuove reti, ma nel renderle sicure, resilienti ed efficienti nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una trasformazione che riguarda non solo le telecomunicazioni, ma anche energia, trasporti, smart city, pubblica amministrazione digitale e infrastrutture critiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Connettività e sicurezza: le reti diventano strategiche</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo intervento, Turrisi ha evidenziato come oggi la connettività rappresenti molto più di un semplice servizio tecnologico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le reti digitali costituiscono infatti una componente essenziale per il funzionamento dell&#8217;industria, della sanità digitale, della pubblica amministrazione, dei trasporti e della gestione dei dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;In un contesto internazionale sempre più instabile – ha spiegato – proteggere le infrastrutture digitali significa tutelare una parte fondamentale della sicurezza nazionale e della sovranità tecnologica italiana.&#8221;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro di Sielte passa da giovani, formazione e innovazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando ai prossimi anni, il presidente di Sielte ha posto l&#8217;accento sulla necessità di investire nelle competenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Turrisi, la transizione digitale richiederà tecnici specializzati, progettisti e manutentori capaci di gestire infrastrutture sempre più evolute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il piano industriale dell&#8217;azienda si svilupperà lungo tre direttrici principali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>consolidamento delle attività nelle telecomunicazioni;</li>



<li>diversificazione verso energia, smart city, sicurezza e infrastrutture critiche;</li>



<li>innovazione attraverso cybersecurity, cloud, Internet of Things, gestione dei dati e piattaforme digitali.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Europa si gioca sulle reti la propria sovranità tecnologica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del dibattito, Turrisi ha affrontato anche il tema della competitività europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il presidente di Sielte, nell&#8217;economia digitale dominata dai grandi operatori internazionali, le reti di telecomunicazione rappresentano uno degli ultimi ambiti nei quali l&#8217;Europa può mantenere una leadership industriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario l&#8217;Italia, grazie alla sua posizione geografica e ai collegamenti terrestri e sottomarini, può diventare un hub strategico per i flussi di dati tra Europa, Africa e Asia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una prospettiva che richiede investimenti, competenze e una visione industriale di lungo periodo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sielte guarda ai prossimi cento anni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le celebrazioni del centenario segnano per Sielte l&#8217;avvio di una nuova fase di sviluppo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo è rafforzare la presenza nei settori del software, delle applicazioni ICT, della mobilità intelligente, dell&#8217;energia e delle soluzioni digitali, evolvendo da semplice realizzatore di reti a partner della transizione digitale italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come ha concluso Salvatore Turrisi, &#8220;i primi cento anni di Sielte rappresentano il punto di svolta per costruire i prossimi cento anni di innovazione, crescita e sviluppo del Paese&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gabriele Leonardi: l’artista contemporaneo che trasforma il mare in arte</title>
		<link>https://www.occhioche.it/dentro-il-mare-di-gabriele-leonardi-lartista-contemporaneo-che-trasforma-i-pesci-in-poesia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=dentro-il-mare-di-gabriele-leonardi-lartista-contemporaneo-che-trasforma-i-pesci-in-poesia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 07:41:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel panorama dell’arte contemporanea italiana, esistono artisti che non si limitano a rappresentare la realtà, ma la reinventano&#8230;]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Nel panorama dell’arte contemporanea italiana, esistono artisti che non si limitano a rappresentare la realtà, ma la reinventano attraverso un linguaggio personale, evocativo e immediatamente riconoscibile. <strong>Gabriele Leonardi</strong> appartiene a questa categoria: pittore autodidatta, profondamente legato alla Toscana, ha costruito nel tempo un universo visivo in cui il mare diventa racconto, simbolo e materia viva.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="648" height="777" src="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-093417.png" alt="Screenshot 2026 04 27 093417" class="wp-image-129134" title="Gabriele Leonardi: l’artista contemporaneo che trasforma il mare in arte 1" srcset="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-093417.png 648w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-093417-250x300.png 250w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-093417-332x398.png 332w" sizes="(max-width: 648px) 100vw, 648px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le sue opere non si osservano soltanto, si attraversano. Sono immersioni in un mondo sospeso tra sogno e memoria, dove pesci, creature marine e scenari surreali si accendono di colore e significato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un artista contemporaneo tra equilibrio e dualità</h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="836" height="673" src="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-092909.png" alt="Screenshot 2026 04 27 092909" class="wp-image-129135" title="Gabriele Leonardi: l’artista contemporaneo che trasforma il mare in arte 2" srcset="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-092909.png 836w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-092909-300x242.png 300w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-092909-768x618.png 768w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-092909-332x267.png 332w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-092909-664x535.png 664w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-092909-688x554.png 688w" sizes="(max-width: 836px) 100vw, 836px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Classe 1970, Gabriele Leonardi sviluppa il proprio percorso artistico lontano dai canoni accademici, seguendo una traiettoria autonoma e coerente. Il suo studio a Castiglioncello è un laboratorio creativo che lui stesso definisce un <strong>“caos ragionato”</strong>, uno spazio in cui ogni elemento contribuisce alla costruzione dell’opera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partecipazione a contesti espositivi internazionali, come il <strong>Carrousel du Louvre</strong> di Parigi, ha contribuito a consolidare la sua presenza in una scena artistica sempre più aperta e interconnessa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il mare come linguaggio: opere tra realtà e immaginazione</h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="570" height="673" src="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-093025.png" alt="Screenshot 2026 04 27 093025" class="wp-image-129136" title="Gabriele Leonardi: l’artista contemporaneo che trasforma il mare in arte 3" srcset="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-093025.png 570w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-093025-254x300.png 254w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-093025-332x392.png 332w" sizes="(max-width: 570px) 100vw, 570px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il mare, nelle opere di Gabriele Leonardi, non è mai semplice paesaggio. È una grammatica visiva, un sistema narrativo attraverso cui l’artista costruisce storie, emozioni e visioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pesci, sardine, polpi e creature ibride popolano le tele con una naturalezza sorprendente, muovendosi in scenari che oscillano tra il reale e il fantastico. La sua ricerca parte da un approccio realistico, ma evolve rapidamente verso una dimensione più libera, dove ogni forma può essere trasformata, alterata, reinterpretata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne nascono immagini inaspettate: animali che assumono comportamenti umani, situazioni volutamente improbabili, dettagli che rompono la logica per aprire uno spazio narrativo nuovo. È un linguaggio che richiama l’infanzia, la fiaba, ma che allo stesso tempo conserva una struttura consapevole e contemporanea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il colore come identità artistica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se il mare è il tema, il colore è la voce. Nelle opere di Gabriele Leonardi, la componente cromatica assume un ruolo centrale, diventando il principale veicolo espressivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il blu, declinato in infinite sfumature, costruisce profondità e ritmo, mentre il rosso introduce energia, calore, suggestioni lontane. Il verde, spesso legato a richiami naturali ed ecologici, emerge come elemento di equilibrio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le superfici pittoriche si sviluppano attraverso una stratificazione complessa, ottenuta con l’uso combinato di pennello e spatola. Il risultato è una materia vibrante, attraversata da reticoli cromatici che rendono ogni opera dinamica e in continuo movimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il colore, in questo contesto, non descrive: <strong>interpreta, amplifica, racconta</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una sensibilità ecologica che attraversa la tela</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="493" src="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-093247-1024x493.png" alt="Screenshot 2026 04 27 093247" class="wp-image-129137" title="Gabriele Leonardi: l’artista contemporaneo che trasforma il mare in arte 4" srcset="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-093247-1024x493.png 1024w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-093247-300x144.png 300w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-093247-768x369.png 768w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-093247-332x160.png 332w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-093247-664x319.png 664w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-093247-688x331.png 688w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-093247-1045x503.png 1045w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-27-093247.png 1289w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sotto la dimensione fantastica delle sue opere si muove una riflessione più profonda, legata al rapporto tra uomo e ambiente. Gabriele Leonardi inserisce nelle sue rappresentazioni una <strong>sensibilità ecologica</strong> che emerge senza retorica, ma con coerenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli ambienti marini diventano luoghi osservati da presenze silenziose, quasi testimoni delle trasformazioni e delle fragilità del nostro ecosistema. Le sue opere non denunciano in modo esplicito, ma suggeriscono, invitano, stimolano una consapevolezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mare, che ricopre oltre il 70% del pianeta, diventa così non solo soggetto artistico, ma simbolo universale di equilibrio e vulnerabilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra suggestioni pop e immaginazione contemporanea</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel linguaggio visivo di Gabriele Leonardi si riconoscono echi della <strong>Pop Art</strong>, soprattutto nella scelta di colori accesi e nell’intensità visiva delle composizioni. Tuttavia, l’artista non si limita a citarne i codici, ma li rielabora in funzione del proprio immaginario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sue opere si muovono tra quotidiano e straordinario, tra ironia e poesia, costruendo un equilibrio sottile tra leggerezza e profondità. Le immagini si ripetono, si trasformano, si amplificano, creando un ritmo visivo che rafforza il messaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una pittura che dialoga con la contemporaneità senza perdere autenticità, capace di parlare a un pubblico ampio mantenendo una forte identità autoriale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un racconto artistico in continua evoluzione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso di Gabriele Leonardi è segnato da una continua evoluzione, che parte dalle prime lavorazioni su legno — in particolare soggetti marini come balene e pesci — fino ad arrivare a una produzione pittorica matura e riconoscibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò che rimane costante è la volontà di raccontare storie attraverso le immagini, dando valore non solo alla forma, ma anche al contenuto emotivo delle opere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un tempo in cui l’arte si diffonde anche attraverso i social media, Leonardi ha saputo adattarsi ai nuovi linguaggi senza snaturare la propria ricerca, mantenendo una coerenza stilistica che oggi rappresenta il suo tratto distintivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sue opere continuano così a muoversi tra mare, colore e immaginazione, costruendo un universo visivo che invita a fermarsi, osservare e, soprattutto, lasciarsi trasportare.</p>
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		<title>JV International espande il team e rafforza la crescita globale nel settore footwear innovativo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 09:31:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Crescita internazionale e innovazione: la strategia di JV International JV International accelera il proprio percorso di crescita globale&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Crescita internazionale e innovazione: la strategia di JV International</h2>



<p class="wp-block-paragraph">JV International accelera il proprio percorso di crescita globale annunciando l’ingresso di quattro nuove figure strategiche all’interno dell’organizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’azienda italiana, punto di riferimento nell’innovazione per il settore footwear e licenziataria mondiale delle suole Michelin, continua così a investire nello sviluppo del business e nel rafforzamento delle competenze interne, con l’obiettivo di consolidare il proprio posizionamento sui mercati internazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa evoluzione si inserisce in una strategia più ampia che punta su tecnologia, design e sviluppo prodotto, con particolare attenzione alla piattaforma NexX4<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> e alle esigenze dei brand partner.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nuova leadership commerciale per sostenere l’espansione globale</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Stefano Madau guida la direzione commerciale</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i nuovi ingressi spicca Stefano Madau, che assume la guida della direzione commerciale di JV International.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con un background consolidato nella consulenza strategica e un’esperienza ai vertici di importanti realtà del settore sportivo e outdoor, Madau porta in azienda una visione trasversale del business.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sue competenze in vendite, marketing e sviluppo prodotto saranno fondamentali per rafforzare le strategie di crescita e valorizzare le partnership internazionali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Giovanni Girardi rafforza le vendite e le relazioni con i brand</h3>



<p class="wp-block-paragraph">A supporto dell’area commerciale entra Giovanni Girardi, nel ruolo di Sales Manager.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie alla sua esperienza nel settore sportivo e nei processi di internazionalizzazione, Girardi contribuirà a sviluppare nuove opportunità di business e a consolidare il rapporto con i partner globali, migliorando l’efficacia commerciale dell’azienda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Design e sviluppo prodotto: il cuore dell’innovazione JV International</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Vania Cadamuro: visione creativa e gestione integrata del prodotto</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il rafforzamento del team passa anche dall’area tecnico-creativa con l’ingresso di Vania Cadamuro, Designer Coordinator e Product &amp; Project Manager.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua esperienza multidisciplinare, maturata tra sport, moda, arredamento e settore infanzia, le consente di gestire in modo completo il ciclo di sviluppo del prodotto, dall’ideazione alla fase di industrializzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un contributo chiave per sostenere l’innovazione e migliorare la competitività delle soluzioni offerte ai brand partner.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Aramis Ziliotto: competenze tecniche per le suole outdoor</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Completa il potenziamento dell’area tecnica Aramis Ziliotto, Technical Coordinator con una specializzazione nella progettazione di suole per sport outdoor.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo know-how nella progettazione tecnica rappresenta un elemento strategico per lo sviluppo di prodotti ad alte prestazioni, in linea con gli standard qualitativi richiesti dal mercato internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guida di Luca Piani e la visione strategica dell’azienda</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Alla guida di JV International si conferma Luca Piani, General Director, protagonista del percorso di crescita e trasformazione dell’azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie alla sua esperienza nella gestione di organizzazioni complesse e nello sviluppo di modelli industriali e commerciali, Piani sta consolidando una struttura sempre più solida e orientata ai mercati globali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Investire su persone e know-how per crescere</h3>



<p class="wp-block-paragraph">“Rafforzare il team significa rafforzare la capacità dell’azienda di evolvere”, sottolinea Luca Piani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’inserimento di nuove competenze rappresenta infatti un passaggio strategico per affrontare un mercato internazionale in continua evoluzione, puntando su innovazione, organizzazione e valorizzazione del capitale umano.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">NexX4<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> e suole Michelin: tecnologia al servizio dei brand partner</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei punti di forza di JV International è la capacità di sviluppare tecnologie avanzate per il settore calzaturiero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La piattaforma NexX4<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> e la licenza globale delle suole Michelin rappresentano asset distintivi che consentono all’azienda di offrire soluzioni altamente performanti e innovative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi elementi permettono ai brand partner di differenziarsi sul mercato, combinando performance tecnica, design e identità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">JV International consolida il ruolo di leader nell’innovazione footwear</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con questi nuovi ingressi, JV International rafforza la propria struttura e conferma il proprio ruolo di protagonista nel panorama internazionale dell’innovazione footwear.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’integrazione di competenze commerciali e tecnico-creative consente all’azienda di affrontare le sfide globali con maggiore solidità, continuando a sviluppare soluzioni capaci di unire tecnologia, design e performance.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Artisti contemporanei italiani da collezionare nel 2026</title>
		<link>https://www.occhioche.it/artisti-contemporanei-italiani-da-collezionare-nel-2026/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=artisti-contemporanei-italiani-da-collezionare-nel-2026</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giordana Bellante]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 12:35:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Il mercato dell’arte contemporanea internazionale guarda sempre più all’Italia. Nel 2026 collezionisti, galleristi e fondazioni stanno riscoprendo la&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il mercato dell’arte contemporanea internazionale guarda sempre più all’Italia. Nel 2026 collezionisti, galleristi e fondazioni stanno riscoprendo la forza di una tradizione artistica capace di attraversare il Novecento fino ad arrivare alle nuove forme espressive digitali. Dalla scultura monumentale alle ricerche concettuali, fino all’arte virtuale e agli NFT, gli artisti italiani continuano a influenzare il panorama globale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="427" src="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/10.jpg" alt="10" class="wp-image-129010" title="Artisti contemporanei italiani da collezionare nel 2026 5" srcset="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/10.jpg 640w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/10-300x200.jpg 300w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/10-332x222.jpg 332w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto ai grandi maestri già consolidati nelle aste internazionali, emergono figure contemporanee e nuove generazioni di artisti che dialogano con tecnologia, metaverso e cultura digitale. Per chi desidera collezionare arte oggi, conoscere i nomi giusti significa anticipare le evoluzioni del mercato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno dell’arte contemporanea italiana nel mercato globale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni le case d’asta internazionali e le principali fiere d’arte hanno registrato una crescita significativa dell’interesse per l’arte italiana contemporanea. La ragione di questo rinnovato interesse risiede nella capacità degli artisti italiani di unire profondità culturale, innovazione formale e identità storica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le opere italiane vengono sempre più esposte nei grandi circuiti internazionali, da New York a Basilea, da Londra a Hong Kong. La combinazione tra tradizione artistica e sperimentazione contemporanea rappresenta un elemento distintivo che rende gli autori italiani particolarmente interessanti per collezionisti e investitori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Marco Manzo e l’ornamento contemporaneo</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="562" src="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/8007031_20150930_tatuatore-1024x562.jpg" alt="8007031 20150930 tatuatore" class="wp-image-129014" title="Artisti contemporanei italiani da collezionare nel 2026 6" srcset="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/8007031_20150930_tatuatore-1024x562.jpg 1024w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/8007031_20150930_tatuatore-300x165.jpg 300w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/8007031_20150930_tatuatore-768x421.jpg 768w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/8007031_20150930_tatuatore-332x182.jpg 332w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/8007031_20150930_tatuatore-664x364.jpg 664w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/8007031_20150930_tatuatore-688x377.jpg 688w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/8007031_20150930_tatuatore-1045x573.jpg 1045w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/8007031_20150930_tatuatore.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli artisti italiani contemporanei più interessanti del panorama attuale emerge Marco Manzo. Scultore e artista visivo, è considerato uno dei protagonisti della ricerca ornamentale contemporanea e uno dei primi artisti ad aver portato il linguaggio del tatuaggio all’interno delle istituzioni museali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sue opere esplorano il rapporto tra corpo, decorazione e spiritualità. Il suo lavoro è stato esposto in contesti prestigiosi come la Biennale di Venezia e il Metropolitan Museum of Art di New York. Le quotazioni delle sue opere risultano ancora accessibili rispetto al riconoscimento istituzionale già ottenuto, rendendolo uno degli artisti italiani più osservati dal mercato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Maurizio Cattelan e l’ironia dell’arte contemporanea</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Maurizio Cattelan è uno degli artisti italiani più celebri e controversi della scena contemporanea internazionale. Le sue opere, spesso provocatorie e ironiche, mettono in discussione il sistema dell’arte e le dinamiche del potere culturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Installazioni come il celebre banana tape “Comedian” o la scultura del Papa colpito da un meteorite hanno fatto il giro del mondo, rendendo Cattelan una delle figure più riconoscibili dell’arte globale. Il suo lavoro dimostra come l’arte contemporanea possa essere allo stesso tempo provocazione, riflessione e spettacolo mediatico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Michelangelo Pistoletto e l’arte come responsabilità sociale</h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="199" src="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/Pistoletto_Venere-degli-Stracci-300x199-1.png" alt="Pistoletto Venere degli Stracci 300x199 1" class="wp-image-129015" title="Artisti contemporanei italiani da collezionare nel 2026 7"></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Michelangelo Pistoletto è uno dei protagonisti dell’Arte Povera e una figura centrale nella storia dell’arte contemporanea europea. I suoi quadri specchianti hanno trasformato il rapporto tra opera e spettatore, coinvolgendo direttamente chi osserva nell’esperienza artistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni il progetto del “Terzo Paradiso” ha rafforzato la dimensione etica e sociale della sua ricerca. Le sue opere sono oggi presenti nei principali musei internazionali e rappresentano un punto di riferimento per molte nuove generazioni di artisti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La scuola di Piazza del Popolo e l’eredità dell’arte romana</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="536" src="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo-2-1024x536.jpg" alt="Senza titolo 2" class="wp-image-129011" title="Artisti contemporanei italiani da collezionare nel 2026 8" srcset="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo-2-1024x536.jpg 1024w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo-2-300x157.jpg 300w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo-2-768x402.jpg 768w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo-2-332x174.jpg 332w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo-2-664x348.jpg 664w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo-2-688x360.jpg 688w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo-2-1045x547.jpg 1045w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/Senza-titolo-2.jpg 1299w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Per comprendere l’arte contemporanea italiana è necessario partire da alcune radici fondamentali del secondo Novecento. Tra queste spicca la cosiddetta <strong>Scuola di Piazza del Popolo</strong>, un movimento informale che negli anni Sessanta animò la scena artistica romana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intorno alle gallerie e ai caffè di Piazza del Popolo si riunivano artisti destinati a diventare protagonisti della storia dell’arte contemporanea. Tra questi Mario Schifano, Franco Angeli e Tano Festa, che svilupparono una ricerca vicina alla Pop Art ma profondamente legata all’immaginario culturale italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo ambiente creativo rappresentò un laboratorio di idee che influenzò anche molti artisti delle generazioni successive, contribuendo a consolidare Roma come uno dei centri vitali dell’arte contemporanea europea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giuseppe Capogrossi e la rivoluzione del segno</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i grandi maestri del Novecento italiano, Giuseppe Capogrossi occupa una posizione centrale nella storia dell’astrazione europea. Il suo celebre segno modulare, ripetuto in infinite variazioni, ha creato uno dei linguaggi visivi più riconoscibili della pittura italiana.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1009" height="742" src="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/copertina-capogrossi.webp" alt="copertina capogrossi" class="wp-image-129012" title="Artisti contemporanei italiani da collezionare nel 2026 9" srcset="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/copertina-capogrossi.webp 1009w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/copertina-capogrossi-300x221.webp 300w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/copertina-capogrossi-768x565.webp 768w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/copertina-capogrossi-332x244.webp 332w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/copertina-capogrossi-664x488.webp 664w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/copertina-capogrossi-688x506.webp 688w" sizes="(max-width: 1009px) 100vw, 1009px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le opere di Capogrossi sono oggi presenti nei principali musei internazionali e continuano a essere molto ricercate dai collezionisti. La sua ricerca ha anticipato molte dinamiche della pittura contemporanea, dimostrando come la semplicità formale possa generare una complessità concettuale straordinaria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Piero Manzoni e la nascita dell’arte concettuale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se esiste un artista italiano che ha cambiato radicalmente il modo di pensare l’arte, questo è Piero Manzoni. Le sue opere, spesso provocatorie e radicali, hanno anticipato l’arte concettuale contemporanea.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="864" src="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/Piero_Manzoni_-_Merda_Dartista_1961_-_panoramio-1024x864-1.jpg" alt="Piero Manzoni Merda Dartista 1961 panoramio 1024x864 1" class="wp-image-129016" title="Artisti contemporanei italiani da collezionare nel 2026 10" srcset="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/Piero_Manzoni_-_Merda_Dartista_1961_-_panoramio-1024x864-1.jpg 1024w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/Piero_Manzoni_-_Merda_Dartista_1961_-_panoramio-1024x864-1-300x253.jpg 300w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/Piero_Manzoni_-_Merda_Dartista_1961_-_panoramio-1024x864-1-768x648.jpg 768w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/Piero_Manzoni_-_Merda_Dartista_1961_-_panoramio-1024x864-1-332x280.jpg 332w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/Piero_Manzoni_-_Merda_Dartista_1961_-_panoramio-1024x864-1-664x560.jpg 664w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/Piero_Manzoni_-_Merda_Dartista_1961_-_panoramio-1024x864-1-688x581.jpg 688w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">SONY DSC</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Con lavori come le celebri “Achrome” e la discussa “Merda d’artista”, Manzoni ha messo in discussione il concetto stesso di opera d’arte, trasformando il gesto artistico in un atto filosofico e concettuale. Oggi le sue opere sono tra le più ricercate nel mercato internazionale, con quotazioni che continuano a crescere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Arnaldo Pomodoro e la scultura monumentale italiana</h2>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="640" height="400" src="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/arnaldo-pomodoro-a-sorrento.jpg" alt="arnaldo pomodoro a sorrento" class="wp-image-129013" title="Artisti contemporanei italiani da collezionare nel 2026 11" srcset="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/arnaldo-pomodoro-a-sorrento.jpg 640w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/arnaldo-pomodoro-a-sorrento-300x188.jpg 300w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/arnaldo-pomodoro-a-sorrento-332x208.jpg 332w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Arnaldo Pomodoro rappresenta uno dei vertici assoluti della scultura contemporanea italiana. Le sue celebri sfere bronzee, presenti nelle piazze e nei musei di tutto il mondo, sono diventate un simbolo universale della scultura moderna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dialogo tra superfici perfette e strutture interne complesse rende le sue opere immediatamente riconoscibili. Dal punto di vista del mercato, Pomodoro è considerato un artista “blue chip”, con opere presenti nelle collezioni di grandi istituzioni e fondazioni internazionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Umberto Mastroianni e la potenza della scultura del Novecento</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i grandi scultori italiani del Novecento, Umberto Mastroianni rappresenta una figura fondamentale. Le sue sculture dinamiche e fortemente espressive traducono nella materia un senso di movimento e tensione che richiama le avanguardie futuriste.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sue opere monumentali sono presenti in numerosi spazi pubblici e musei, e negli ultimi anni il mercato ha registrato un rinnovato interesse per il suo lavoro. Questo rende Mastroianni uno degli artisti storici italiani con margini di rivalutazione ancora interessanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">NFT, arte digitale e metaverso: le nuove frontiere dell’arte italiana</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il panorama dell’arte contemporanea non può più prescindere dalle tecnologie digitali. Negli ultimi anni la diffusione degli NFT e delle piattaforme basate su blockchain ha aperto nuove opportunità per artisti e collezionisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’arte digitale e il metaverso stanno creando nuovi spazi espositivi virtuali, dove le opere possono esistere indipendentemente dalla dimensione fisica. Questo cambiamento sta trasformando profondamente il mercato dell’arte contemporanea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Federico Clapis e l’arte nata nel mondo digitale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli artisti italiani che meglio rappresentano questa nuova fase c’è Federico Clapis. Nato come creator digitale, Clapis ha trasformato la sua esperienza sui social media in un percorso artistico che unisce scultura, tecnologia e riflessione sulla società contemporanea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sue opere, spesso caratterizzate da un forte impatto visivo e concettuale, esplorano il rapporto tra identità digitale, corpo e realtà virtuale. Il suo ingresso nel mondo degli NFT e dell’arte digitale lo rende uno degli artisti italiani più interessanti per comprendere l’evoluzione del mercato nei prossimi anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché collezionare artisti contemporanei italiani oggi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il mercato dell’arte contemporanea italiana sta vivendo una nuova stagione di attenzione internazionale. I grandi maestri del Novecento continuano a rappresentare valori solidi e consolidati, mentre artisti contemporanei e digitali stanno aprendo nuovi scenari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Collezionare oggi artisti italiani significa investire in una tradizione culturale che continua a reinventarsi. Tra scultura, pittura, arte concettuale e sperimentazioni digitali, l’Italia dimostra ancora una volta di essere uno dei laboratori creativi più fertili del panorama artistico mondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2026, conoscere artisti come Pomodoro, Pistoletto, Manzo, Cattelan o le nuove figure legate all’arte digitale come Federico Clapis significa guardare al futuro dell’arte senza dimenticare la profondità della sua storia.</p>
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		<title>Roma capitale mondiale della rinologia: il 7° Congresso della Società Italiana di Rinologia accende i riflettori su rinosinusite e poliposi nasale</title>
		<link>https://www.occhioche.it/roma-capitale-mondiale-della-rinologia-il-7-congresso-della-societa-italiana-di-rinologia-accende-i-riflettori-su-rinosinusite-e-poliposi-nasale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=roma-capitale-mondiale-della-rinologia-il-7-congresso-della-societa-italiana-di-rinologia-accende-i-riflettori-su-rinosinusite-e-poliposi-nasale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 15:34:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma si prepara a diventare per tre giorni il centro nevralgico della rinologia internazionale in occasione del 7°&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Roma si prepara a diventare per tre giorni il centro nevralgico della rinologia internazionale in occasione del 7° Congresso della Società Italiana di Rinologia (SIR). Dal 4 al 6 marzo 2026, la Capitale ospiterà uno degli appuntamenti più attesi nel panorama otorinolaringoiatrico, riunendo i massimi esperti italiani e internazionali per fare il punto su rinosinusite, poliposi nasale e disturbi ostruttivi respiratori del sonno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">7° Congresso della Società Italiana di Rinologia: Roma al centro del dibattito scientifico internazionale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà il Dottor Andrea Marzetti a guidare a Roma, dal 4 al 6 marzo 2026, il 7° Congresso della Società Italiana di Rinologia (SIR), organizzato congiuntamente al XV International Symposium on Rhinosinusitis and Nasal Polyposis sotto la presidenza del dott. Gianluca Bellocchi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="962" height="1024" src="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.02.31-962x1024.jpeg" alt="WhatsApp Image 2026 03 02 at 14.02.31" class="wp-image-128997" title="Roma capitale mondiale della rinologia: il 7° Congresso della Società Italiana di Rinologia accende i riflettori su rinosinusite e poliposi nasale 12" srcset="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.02.31-962x1024.jpeg 962w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.02.31-282x300.jpeg 282w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.02.31-768x818.jpeg 768w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.02.31-1443x1536.jpeg 1443w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.02.31-332x353.jpeg 332w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.02.31-664x707.jpeg 664w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.02.31-688x732.jpeg 688w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.02.31-1376x1465.jpeg 1376w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.02.31-1045x1112.jpeg 1045w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.02.31-1400x1490.jpeg 1400w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-02-at-14.02.31.jpeg 1503w" sizes="(max-width: 962px) 100vw, 962px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Un appuntamento che riunirà nella Capitale i massimi esperti italiani e internazionali per fare il punto su rinosinusite, poliposi nasale e disturbi ostruttivi respiratori del sonno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La comunità scientifica nazionale e internazionale si dà appuntamento a Roma per uno degli eventi più attesi nel panorama otorinolaringoiatrico: il 7° Congresso della Società Italiana di Rinologia (SIR), che si svolgerà dal 4 al 6 marzo 2026 in contemporanea con il XV International Symposium on Rhinosinusitis and Nasal Polyposis.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A presiedere e coordinare i lavori sarà il Dottor Andrea Marzetti, figura di riferimento nel panorama rinologico italiano, che guiderà una faculty composta da esperti di rilievo nazionale e internazionale. La formula congiunta del congresso permetterà un’integrazione con i lavori dell’International Symposium, presieduto dal prof. Gianluca Bellocchi, favorendo un confronto multidisciplinare e un dialogo scientifico di respiro internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro del programma scientifico, le più recenti evidenze su rinosinusite e poliposi nasale, con focus su innovazione terapeutica, medicina di precisione, tecniche chirurgiche avanzate e gestione integrata del paziente. L’obiettivo dichiarato è promuovere un aggiornamento continuo e un approccio sempre più personalizzato nella cura delle patologie naso-sinusali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Completa il programma un’edizione straordinaria di EUROSAS, denominata “Limited Edition”, evento satellite interamente dedicato ai disturbi ostruttivi respiratori del sonno. La sessione vedrà la partecipazione delle massime autorità italiane ed europee in materia, configurandosi come uno dei momenti di maggiore rilievo scientifico dell’intero congresso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questa edizione, la Società Italiana di Rinologia conferma il proprio ruolo centrale nella promozione della ricerca, della formazione e dell’innovazione clinica, trasformando per tre giorni Roma in un punto di riferimento internazionale per la rinologia e le discipline correlate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutte le informazioni sul programma e sulle modalità di partecipazione sono disponibili sul sito ufficiale dell’evento: <a href="http://www.sir2026.com" target="_blank" rel="noopener">www.sir2026.com</a>.</p>
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		<title>Allevamento Tennenini e Dos Santos: il cuore della rinascita agricola e pastorale di Morolo</title>
		<link>https://www.occhioche.it/allevamento-tennenini-e-dos-santos-il-cuore-della-rinascita-agricola-e-pastorale-di-morolo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=allevamento-tennenini-e-dos-santos-il-cuore-della-rinascita-agricola-e-pastorale-di-morolo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 15:15:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi anni Morolo sta vivendo una fase di profonda rinascita agricola e pastorale. Un cambiamento silenzioso ma&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni Morolo sta vivendo una fase di profonda rinascita agricola e pastorale. Un cambiamento silenzioso ma concreto che sta riportando al centro la terra, la montagna e le tradizioni rurali. Sempre più giovani scelgono di investire nel settore primario, recuperando antichi mestieri, produzioni tipiche e saperi che rischiavano di andare perduti. Tradizioni gastronomiche locali come scarchilli e marchioni tornano a raccontare un’identità forte, radicata e orgogliosa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="828" src="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85183-1024x828.jpg" alt="85183" class="wp-image-128990" title="Allevamento Tennenini e Dos Santos: il cuore della rinascita agricola e pastorale di Morolo 13" srcset="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85183-1024x828.jpg 1024w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85183-300x243.jpg 300w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85183-768x621.jpg 768w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85183-332x269.jpg 332w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85183-664x537.jpg 664w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85183-688x557.jpg 688w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85183-1045x845.jpg 1045w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85183.jpg 1073w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario si inserisce una realtà che rappresenta in modo emblematico questo nuovo corso: l’Allevamento Tennenini e Dos Santos, guidato da Antonio Tennenini, giovane allevatore che ha scelto di costruire il proprio futuro partendo dalle radici del territorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Allevamento Tennenini e Dos Santos come modello di sviluppo rurale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’Allevamento Tennenini e Dos Santos non è soltanto un’attività agricola, ma un presidio di biodiversità e cultura rurale nel basso Lazio. In un’epoca segnata dallo spopolamento delle aree interne, la scelta di investire nell’allevamento rappresenta un atto di responsabilità e visione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Antonio Tennenini ha deciso di dedicarsi alla tutela di razze autoctone rare, profondamente legate alla storia della Ciociaria e del Lazio. Il suo lavoro dimostra che tradizione e innovazione possono convivere, trasformando l’allevamento in un progetto economico sostenibile e allo stesso tempo identitario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Asini viterbesi: una razza laziale salvata dall’estinzione</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85209-768x1024.jpg" alt="85209" class="wp-image-128991" title="Allevamento Tennenini e Dos Santos: il cuore della rinascita agricola e pastorale di Morolo 14" srcset="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85209-768x1024.jpg 768w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85209-225x300.jpg 225w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85209-1152x1536.jpg 1152w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85209-332x443.jpg 332w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85209-664x885.jpg 664w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85209-688x917.jpg 688w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85209-1045x1393.jpg 1045w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85209.jpg 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le eccellenze custodite nell’allevamento ci sono gli asini viterbesi, unica razza asinina originaria del Lazio. Questi animali si distinguono per la particolare caratteristica di cambiare colore del mantello con l’avanzare dell’età, oltre che per la loro indole docile e socievole. Nonostante il temperamento mansueto, possiedono anche velocità e istinto alla corsa, qualità che in passato ne hanno favorito l’impiego nei palii.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fino a pochi anni fa la razza era stata dichiarata estinta. Grazie all’impegno di allevatori appassionati, oggi si contano circa duecento esemplari, una decina dei quali proprio a Morolo. L’Allevamento Tennenini e Dos Santos rappresenta l’unico presidio nel basso Lazio a custodire questi animali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli asini vengono ancora impiegati per il trasporto di foraggio e legname attraverso il basto, l’antica sella imbottita ormai quasi scomparsa a causa della mancanza di artigiani che la realizzano. Accanto alla funzione tradizionale, l’allevamento promuove anche attività educative e ludico-ricreative dedicate ai bambini, valorizzando l’empatia naturale di questi animali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pony di Esperia: patrimonio ciociaro da preservare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto agli asini viterbesi, l’allevamento custodisce il pony di Esperia, antica razza ciociara selezionata intorno al 1850 dal barone Roselli ma da sempre presente sulle montagne locali. Si tratta dell’unica razza di pony italiana, un primato che rende ancora più significativo il lavoro di tutela svolto a Morolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pony di Esperia si riconosce per il mantello morello, per la grande resistenza fisica e per l’adattamento all’habitat montano. Vive allo stato brado o semibrado per gran parte dell’anno, una modalità che ne ha preservato rusticità e temperamento. Sulle montagne di Morolo continua a rappresentare un simbolo di identità e continuità storica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Morolo riparte dalla montagna e dalle sue tradizioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La rinascita agricola e pastorale di Morolo passa attraverso storie come quella dell’Allevamento Tennenini e Dos Santos. Recuperare razze autoctone, mantenere vivi antichi mestieri e valorizzare il territorio significa costruire un modello di sviluppo sostenibile e duraturo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="627" height="1024" src="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85194-627x1024.jpg" alt="85194" class="wp-image-128992" title="Allevamento Tennenini e Dos Santos: il cuore della rinascita agricola e pastorale di Morolo 15" srcset="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85194-627x1024.jpg 627w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85194-184x300.jpg 184w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85194-768x1254.jpg 768w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85194-940x1536.jpg 940w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85194-332x542.jpg 332w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85194-664x1085.jpg 664w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85194-688x1124.jpg 688w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2026/03/85194.jpg 979w" sizes="(max-width: 627px) 100vw, 627px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’esperienza di Antonio Tennenini dimostra che il futuro delle aree interne può nascere dalla terra e dalla montagna. Non è un ritorno al passato, ma un nuovo inizio fondato su identità, biodiversità e responsabilità. Morolo sta riscoprendo la propria vocazione rurale, trasformandola in una concreta opportunità di crescita economica e culturale.</p>
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		<title>Tatuaggi e linfonodi: ne parliamo con il tatuatore Marco Manzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 10:36:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[In merito alla recente notizia rilanciata da alcune testate e al commento social dell’infettivologo Matteo Bassetti,&#160;sentiamo anche l’opinione&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In merito alla recente notizia rilanciata da alcune testate e al commento social dell’infettivologo Matteo Bassetti,&nbsp;<strong>sentiamo anche l’opinione di Marco Manzo primo docente nei corsi professionali obbligatori italiani di igiene sul lavoro e tecnica e nei primi corsi sperimentali europei di tatuaggio.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>“<em>Qual è il grado di correlazione tra chi è tatuato e sistema immunitario? Questa è la domanda a cui risponde uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista PNAS da un gruppo di ricercatori svizzeri. (&#8230;) Nessuno dice che non bisogna più tatuarsi, ma certamente è un messaggio importante a proposito di quelli che sono gli effetti sull’immunità”. (Reel di Matteo Bassetti su Instagram)</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Marco Manzo: “Il regolamento europeo&nbsp;<strong>REACH</strong>&nbsp;impone limiti rigidissimi sui pigmenti. Questo regolamento è nato proprio per mettere in sicurezza l’utente. I colori utilizzati legalmente in Europa sono sottoposti a controlli e certificazioni molto severi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È noto da tempo, e non rappresenta una novità scientifica, che il pigmento venga intercettato dai macrofagi e in parte trasportato ai linfonodi. Questo meccanismo è lo stesso che consente al tatuaggio di mantenersi nel tempo: è un processo biologico studiato e documentato da anni. Anche nei corsi professionali obbligatori viene da sempre spiegato e insegnato. Adesso ne abbiamo la prova scientifica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema immunitario, per sua natura, è costantemente attivo. Ad esempio, uno studio pubblicato su&nbsp;<em>American Journal of Human Biology</em>&nbsp;(Lynn C.D. et al., 2020,&nbsp;<em>“The evolutionary adaptation of body art: Tattooing as costly honest signaling of enhanced immune response in American Samoa”</em>, Am J Hum Biol. 2020 Jul;32(4):e23347. doi:10.1002/ajhb.23347; PMID: 31654543), condotto su soggetti umani adulti nelle Samoa Americane, ha osservato che individui con maggiore esperienza di tatuaggi mostravano una risposta immunitaria adattativa più marcata, misurata attraverso livelli di immunoglobulina A secretoria (SIgA), rispetto ai soggetti al primo tatuaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli autori ipotizzano un possibile meccanismo di “adattamento” del sistema immunitario allo stress controllato del tatuaggio, paragonabile a quanto avviene con l’esercizio fisico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo non significa che il tatuaggio “rafforzi” il sistema immunitario in senso assoluto, ma dimostra che la relazione tra tatuaggi e risposta immunitaria è oggetto di studio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri studi stanno indagando eventuali correlazioni con risposte vaccinali o con specifiche patologie, ma la comunità scientifica stessa sottolinea che sono necessari ulteriori approfondimenti prima di trarre conclusioni definitive in termini di rischio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il settore del tatuaggio professionale in Italia è normato dal 1998: esistono percorsi formativi obbligatori, protocolli igienico-sanitari, consenso informato e leggi regionali specifiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vero rischio, come sempre, è rappresentato dall’abusivismo non dalla pratica professionale regolamentata. La sicurezza la troviamo negli studi autorizzati dove i controlli vengono effettuati regolarmente. Per tatuarsi in sicurezza bisogna rivolgersi solo a tali studi professionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo felici che la scienza possa offrire nuove conoscenze poiché la tutela della salute è un interesse comune”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Il panettone di Claudio Grieco arriva a “Vediamoci Chiaro” su TV2000</title>
		<link>https://www.occhioche.it/il-panettone-di-claudio-grieco-arriva-a-vediamoci-chiaro-su-tv2000/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-panettone-di-claudio-grieco-arriva-a-vediamoci-chiaro-su-tv2000</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Belmonte]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 12:24:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel periodo natalizio, tra tradizione e consumo, una domanda torna puntuale sulle tavole degli italiani: conviene davvero preparare&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel periodo natalizio, tra tradizione e consumo, una domanda torna puntuale sulle tavole degli italiani: <strong>conviene davvero preparare i dolci di Natale in casa o è meglio acquistarli?</strong> È da questo interrogativo che prende le mosse la puntata <em>“Dolci di Natale”</em> della trasmissione <strong>Vediamoci Chiaro</strong>, in onda su <strong>TV2000 il 18 dicembre 2025</strong>, che ha visto protagonista anche <strong>il panettone artigianale di Claudio Grieco</strong>, maestro fornaio di Ostia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-19-at-13.20.31-1024x576.jpeg" alt="WhatsApp Image 2025 12 19 at 13.20.31" class="wp-image-128854" title="Il panettone di Claudio Grieco arriva a “Vediamoci Chiaro” su TV2000 16" srcset="https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-19-at-13.20.31-1024x576.jpeg 1024w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-19-at-13.20.31-300x169.jpeg 300w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-19-at-13.20.31-768x432.jpeg 768w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-19-at-13.20.31-332x187.jpeg 332w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-19-at-13.20.31-664x373.jpeg 664w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-19-at-13.20.31-688x387.jpeg 688w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-19-at-13.20.31-1044x587.jpeg 1044w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-19-at-13.20.31-1045x587.jpeg 1045w, https://www.occhioche.it/wp-content/uploads/2025/12/WhatsApp-Image-2025-12-19-at-13.20.31.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Un’occasione per parlare non solo di eccellenze gastronomiche, ma anche di <strong>scelte consapevoli</strong>, risparmio, qualità degli ingredienti e capacità di leggere le etichette, distinguendo tra prodotti artigianali e commerciali.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Dolci di Natale fatti in casa: risparmio reale o falso mito?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Preparare i dolci di Natale in casa è una tradizione che molte famiglie cercano di recuperare, spesso con l’idea di risparmiare. Ma è davvero così?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quando conviene cucinare in casa</h3>



<p class="wp-block-paragraph">I dolci più semplici – come biscotti secchi, crostate, ciambelloni o dolci da credenza – <strong>possono effettivamente risultare più economici</strong>, soprattutto se realizzati con ingredienti di base e senza lavorazioni complesse. Sono anche quelli <strong>più veloci e accessibili</strong>, ideali per chi ha poco tempo ma non vuole rinunciare al gusto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I limiti delle preparazioni complesse</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Diverso il discorso per lievitati importanti come panettone e pandoro. Qui entrano in gioco:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>tempi lunghi di lavorazione</li>



<li>competenze tecniche specifiche</li>



<li>ingredienti di alta qualità</li>



<li>gestione del lievito madre</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In questi casi, il “fatto in casa” <strong>non sempre conviene</strong>, né dal punto di vista economico né da quello qualitativo.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Artigianale o commerciale? Imparare a leggere l’etichetta</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei temi centrali affrontati a <em>Vediamoci Chiaro</em> è la distinzione tra <strong>dolci artigianali e prodotti industriali</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come scegliere un buon prodotto commerciale</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Non tutti i panettoni commerciali sono da scartare. Esistono prodotti validi, a patto di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>leggere attentamente l’etichetta</li>



<li>evitare aromi artificiali e grassi scadenti</li>



<li>privilegiare burro, uova fresche, lievito naturale</li>



<li>controllare l’ordine degli ingredienti</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Una scelta informata permette di <strong>contenere i costi senza rinunciare alla qualità</strong>, soprattutto quando l’artigianale non è accessibile.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Il panettone di Claudio Grieco: 40 ore di lavoro e 30 anni di esperienza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel panorama delle eccellenze romane, <strong>il panettone di Claudio Grieco</strong> rappresenta un esempio concreto di cosa significhi artigianalità vera.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un panettone che nasce dal tempo</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel laboratorio di Ostia, ogni panettone richiede <strong>circa 40 ore di lavorazione</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>rinfreschi continui del lievito madre</li>



<li>più impasti successivi</li>



<li>lunghi tempi di riposo</li>



<li>lievitazione lenta e controllata</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Un processo che esclude scorciatoie e compromessi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La filosofia della qualità</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Alla base del panettone del Forno Grieco c’è una scelta precisa:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>vaniglia in bacche</li>



<li>burro di centrifuga</li>



<li>uova fresche</li>



<li>canditi artigianali</li>



<li>nessun aroma artificiale</li>
</ul>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“È un prodotto fatto con materie prime di qualità altissima, tanta pazienza e passione. Ci vogliono 40 ore prima che uno dei miei panettoni sia pronto. Sono trent’anni che produco panettoni”, racconta Claudio Grieco.</p>
</blockquote>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Il miglior panettone di Roma si trova a Ostia</h2>



<h2 class="wp-block-heading">Il Forno Grieco: un punto di riferimento sul litorale romano</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il laboratorio di Claudio Grieco non è solo panettone. È un luogo identitario per Ostia:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>cornetti di alta pasticceria</li>



<li>pane lavorato con metodo tradizionale</li>



<li>pizza sfornata durante tutta la giornata</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa cura artigianale attraversa ogni prodotto, creando un legame autentico con il territorio.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Le varianti del panettone più amato di Roma</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto al classico panettone tradizionale, il Forno Grieco propone:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>panettone al pistacchio</strong>, ricco ed equilibrato</li>



<li><strong>panettone al cioccolato</strong>, intenso e morbido</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Innovazioni che rispettano la struttura artigianale, senza snaturarne l’identità.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Dove acquistare il panettone di Claudio Grieco</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il panettone è disponibile <strong>direttamente nel laboratorio del Forno Grieco a Ostia</strong>. Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, le richieste aumentano e le file diventano parte del rito: un segnale chiaro di fiducia e riconoscimento.</p>
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