Daniele Azzena, classe ’96, è un giovane cantautore che ha fatto della musica il suo mestiere consapevole dell’impegno, del lavoro che sono necessari per realizzare il suo sogno. Al Di Là Del Cuore, il nuovo singolo, nasce da un “sogno di una notte di mezz’estate” in cui ritrova il padre. Un dialogo intenso in cui ritrovare le coordinate di un viaggio nella vita e interiore, dove ritroviamo Daniele cresciuto artisticamente e umanamente, dopo la perdita dolorosa e prematura del suo mentore. Al Di Là Del Cuore è un dialogo di speranza, dove ritrovare consapevolezza di sé accettando le cadute, le difficoltà, senza per questo perdere l’orientamento e la fiducia. “ Non siamo invincibili ma umani e il dolore, i dubbi fanno parte della vita come i giorni di pioggia durante un viaggio, dove vorremmo sempre il sole”. Nel sogno, Daniele non ritrova solo il padre, ma anche se stesso e la voglia di “partire per un viaggio” alla ricerca del proprio io con la sua musica, verso la vita. Cresciuto artisticamente a Una città per cantare di Ron, giovanissimo ha sfiorato il palco del Festival di Sanremo e oggi ci racconta quali siano i suoi obiettivi e i suoi sogni. 

Al Di Là Del Cuore ci mostra un Daniele cresciuto, umanamente e artisticamente. Che cosa rappresenta questo brano nel tuo percorso?

Avevo in testa qualcosa che non avevo ancora sperimentato per un brano che aveva come protagonista il cuore e i suoi battiti. Con la sua forte componente percussiva e timbrica, ha superato le mie aspettative rendendolo esattamente quello che avevo immaginato. Una ritmica che è prevalente e segna il mio “cambio di passo”, di rotta. Finalmente canto quello che sono. Vorrei che questo brano fosse l’incipit, l’alfa di un idea musicale artistica più ampia che potrebbe, anzi spero, sfociare in un album. Sono consapevole di una nuova maturità artistica e personale che mi da nuovi stimoli e che sento di dover realizzare. Ho lavorato tanto, non solo vocalmente e musicalmente, ma anche sulle mie emozioni e la capacità di condividerle. Questo nuovo singolo ha aperto, davvero, una nuova strada che , in quanto tale, non può che aprire nuovi orizzonti che sono pronto a scoprire.

Questo percorso artistico è un viaggio che fai da solo?

Sono partito da solo ma strada facendo ho incontrato persone che si sono rivelate fondamentali: in primis, Renata Ercoli e poi Fabrizio Chiapello del Transeuropa Studio che si è occupato della produzione. A completare questa “famiglia” artistica, il regista Max Nardari che ha diretto il video con un team molto professionale. Il bello è proprio nella condivisione di un progetto che diventa di tutti e crea sinergie importanti. Oggi, più che mai, da soli non si va da nessuna parte e poiché è un viaggio… cosa può essere più bello di condividerlo?

Al Di Là Del Cuore è un viaggio ideale di crescita verso la vita. Dove ti porta?

Mi porta a progettare: vorrei che questo brano fosse l’incipit, l’alfa di un idea musicale artistica più ampia che potrebbe, anzi spero, sfociare in un album. Sono consapevole di una nuova maturità artistica e personale che mi da nuovi stimoli e che sento di dover realizzare. Ho lavorato tanto, non solo vocalmente e musicalmente, ma anche sulle mie emozioni e la capacità di condividerle. Questo nuovo singolo ha aperto, davvero, una nuova strada che , in quanto tale, non può che aprire nuovi orizzonti che sono pronto a scoprire. Questo tempo apparentemente sospeso, lo dedico allo studio e alla scrittura con la voglia di poter tornare a suonare dal vivo e comunicare le mie emozioni.

Se ti dico: Festival di Sanremo?

Rispondo che è uno spettacolo imperdibile che è sempre stato un evento da condividere in famiglia, irrinunciabile. Fin da piccolo ho sempre guardato con attenzione un evento che riusciva a catalizzare l’interesse di un vastissimo pubblico e che mi ha sempre incuriosito. Ho ricordi vivissimi di come sia cambiata la mia percezione, man mano che cresceva la mia passione per la musica con mio nonno che, quelle canzoni, le suonava per me.

Il palco dell’Ariston rimane un obiettivo anche per un giovane cantautore come te?

Assolutamente è e rimane, un obiettivo davvero importante al quale tendere. Nel 2018, quando ero davvero agli esordi, sono riuscito a sfiorare la finale entrando negli ultimi settanta di Area Sanremo. Ricordo la soddisfazione, dopo tantissime selezioni, di essere comunque arrivato fino a quel punto. Credo che, ancora oggi, il prestigioso Palco dell’Ariston sia un obiettivo per tutti. Chissà, magari il prossimo anno…

In che cosa credi sia cambiato?

E’ cambiato il modo in cui si emerge, non conta più essere un big, nel senso tradizionale del termine. Son le visualizzazioni che contano più di anni di lavoro, il Festival è totalmente cambiato. Bisogna essere in grado di stare al passo con i tempi, anche la canzone d’amore non può non essere connotata col nostro oggi. Dal 71° festival della canzone italiana mi aspetto ulteriori novità, per le quali bisogna avere la dovuta attenzione poiché ci racconta come cambia il panorama musicale essendo indiscutibilmente, un bel “campione”.

Che cosa rappresenta per te la musica?

Molto spesso suono solo per me, al di là dei momenti di studio o di arrangiamento. Quando riesco a farlo solo per pensare è terapeutico e rappresenta un momento d’intimità: mi rilassa suonare senza alcuno scopo, solo per ritrovarmi. La musica parte sempre come necessità, di comunicare, di mettersi alla prova. Poi si evolve in passione e desiderio di condivisione e oggi è il mio mestiere..