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Fermo dell’Ocean Viking a Bari per mancata rotta diretta

La nave Ocean Viking in stato di fermo nel porto di Bari

La nave Ocean Viking, gestita dall’organizzazione non governativa Sos Mediterranee, è attualmente in stato di fermo nel porto di Bari. Il motivo di questa situazione è legato allo sbarco di 244 persone che sono state salvate in zona Sar libica. Secondo quanto riportato dall’Ong stessa sul proprio sito, le autorità italiane accusano la Ocean Viking di non aver rispettato le istruzioni di procedere senza indugio verso il luogo di sicurezza assegnato. Tuttavia, l’Ong sostiene che la presunta inosservanza consista in un piccolo cambiamento di rotta, avvenuto dopo aver ricevuto la segnalazione di un caso di pericolo con almeno 70 naufraghi a sole 15 miglia nautiche di distanza.

La questione del salvataggio e il rispetto del diritto marittimo internazionale

L’Ong spiega che il salvataggio non è stato effettuato perché la posizione aggiornata dell’imbarcazione in difficoltà ha mostrato che si trovava a 60 miglia nautiche più a nord. Di conseguenza, la Ocean Viking, non essendo più in grado di prestare assistenza, ha ripreso immediatamente la rotta verso il porto di Bari. La coordinatrice della ricerca e del soccorso a bordo della nave, Anita, afferma: “Se seguire il diritto marittimo internazionale è un crimine, noi siamo colpevoli”. Questo è il secondo fermo che la nave subisce in due mesi. Anita sottolinea che il decreto legge introdotto un anno fa è un tentativo di ostacolare l’assistenza alle persone in difficoltà in mare. Questo decreto è stato concepito per tenere le navi Sar fuori dal Mediterraneo centrale e ridurre la capacità di aiutare le persone in difficoltà, il che potrebbe portare a un aumento delle tragedie in mare. L’Ong considera questa situazione come un’inaccettabile criminalizzazione dell’assistenza umanitaria.

La posizione dell’Ong sulla situazione attuale

L’Ong Sos Mediterranee critica le autorità italiane per il fermo della Ocean Viking, sottolineando che le organizzazioni civili vengono punite per aver svolto il lavoro di salvataggio che gli Stati europei non riescono a fare nel Mediterraneo centrale. Questa situazione rappresenta un grave ostacolo all’assistenza umanitaria e mette a rischio la vita di molte persone che cercano di attraversare il mare in condizioni pericolose. L’Ong si impegna a continuare la sua missione di salvataggio e a contrastare le politiche che cercano di limitare la sua capacità di agire. La Ocean Viking rimane in attesa di una decisione sul suo futuro e sulla possibilità di riprendere le operazioni di salvataggio nel Mediterraneo centrale.

Fonte: ANSA

Redazione

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