Ultimo aggiornamento il 14 Gennaio 2026 by Emiliano Belmonte
La recente decisione dell’Unione Europea di facilitare la circolazione transfrontaliera dei cosiddetti megatir riaccende il dibattito su trasporti, infrastrutture e competitività del sistema europeo. Una scelta che, secondo gli operatori del settore, rischia di evidenziare ancora una volta l’assenza di una strategia organica e di lungo periodo.
A esprimere forti perplessità è Enrico Folgori, presidente di Feoli (Federazione Operatori della Logistica Integrata), che sottolinea come la misura stia già dividendo il comparto dei trasporti, mettendo in contrapposizione le imprese del trasporto su gomma e quelle del cargo ferroviario.
Megatir UE: imprese e governi divisi
Secondo Folgori, la scelta europea lascia perplessi anche diversi governi degli Stati membri, a partire da quello italiano, preoccupati per le possibili ripercussioni sulla sicurezza stradale e sulla tenuta delle reti infrastrutturali nazionali. Strade, ponti e viadotti non sono sempre progettati per sostenere mezzi più lunghi e pesanti, con il rischio di un aumento dei costi di manutenzione e dei pericoli per la circolazione.
“Dall’Europa arriva l’ennesima dimostrazione della carenza di una visione su trasporti e infrastrutture”, afferma Folgori, evidenziando come la decisione sui megatir appaia scollegata da una pianificazione complessiva del sistema logistico.
Il paradosso della transizione green
Uno dei punti più critici riguarda il contrasto tra gli obiettivi ambientali dichiarati dall’Unione Europea e le politiche adottate. Da un lato Bruxelles dichiara guerra ai motori termici e al diesel, dall’altro sembra incentivare un maggiore ricorso al trasporto su gomma, proprio a causa della carenza di infrastrutture alternative adeguate.
Un paradosso che, secondo il presidente di Feoli, contribuisce alla crisi di competitività del Vecchio Continente: senza investimenti seri e coordinati su ferrovie, porti e interporti, il sistema logistico europeo rischia di rimanere sbilanciato e meno efficiente rispetto ai competitor globali.
Trasporto su gomma: ruolo strategico ma non esclusivo
Folgori chiarisce che il trasporto su gomma resta ineliminabile e strategico, ma dovrebbe essere concentrato sui mercati interni e sull’ultimo miglio. Per le lunghe distanze e i flussi internazionali, invece, è necessario puntare con decisione su un sistema intermodale moderno ed efficiente.
“È necessario investire sullo sviluppo di porti, interporti e infrastrutture, senza attuare politiche che penalizzino le aziende”, sottolinea Folgori, criticando quella che definisce “l’assurda guerra ai motori diesel e ai propulsori termici”.
Automotive europeo e riconversione industriale
Un altro nodo centrale riguarda il futuro dell’automotive europeo. Secondo Feoli, la transizione green non può essere imposta senza una seria politica industriale che accompagni le imprese nella riconversione, garantendo al tempo stesso competitività, occupazione e sostenibilità economica.
Senza una visione integrata su trasporti, infrastrutture e industria, conclude Folgori, decisioni come quella sui megatir rischiano di diventare simbolo di un’Europa che procede per interventi frammentari, invece di costruire una strategia solida per il futuro della logistica e della mobilità.






