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giovedì, Agosto 5, 2021

LA NOSTRA STORIA

ANNO 2004

Il cammino del giornale inizia nel Giugno del 2004 da una fotocopia in bianco e nero composta da sole 8 pagine, fino ad arrivare a costruire, nello stesso anno, un vero e proprio mensile gratuito a colori.

“L’occhio che…” nasce dall’idea di un gruppo di appassionati del mondo del giornalismo e guarda fin da subito ai problemi della periferia di Roma. Sottolinea e mette in luce quelle tematiche relegate spesso ai margini della politica e delle istituzioni.

Un occhio che osserva, valuta, pondera, giudica ed esamina quanto avviene nel territorio; un giornale dedicato a Roma ed in particolar modo al quadrante Sud della città.

Un impegno volto ad alimentare una cultura del dialogo che non rinneghi le singole e diverse identità, ma che contribuisca a realizzare un cambiamento da molti auspicato, ma da pochi voluto.

Il percorso prende il via da tematiche di interesse comune, mettendo su carta le parole dei singoli cittadini e dando loro voce.

ANNO 2005

Inizia il nuovo anno seguendo una linea editoriale sempre più decisa e marcata. Si invocano i concetti di solidarietà, tolleranza e pace: solidarietà verso i più deboli, gli emarginati, i meno abbienti; tolleranza con tutti coloro che hanno lasciato il loro proprio Paese, le proprie tradizioni e i propri costumi, alla ricerca di un mondo migliore in cui vivere.

Una nuova forma di notizia che si occupa di dare spazio ad attività quali lo sport come promozione di valori educativi e sociali e alla promozione di iniziative culturali.

Notizie che spaziano da inserti attuali di portata internazionale, come la morte di Giovanni Paolo II e le tappe più importanti della sua vita, la comunicazioni di carattere territoriale, e l’aumento dei prezzi dei servizi balneari sul litorale romano. Inoltre si sono affrontati temi come il traffico per le strade del Municipio, fino ad arrivare all’attentato di Londra, inserito nella cornice più ampia e complessa del terrorismo.

Così nel Novembre del 2005 “L’occhio che…” festeggia il suo primo anno di vita, tra difficoltà e piccole soddisfazioni di un gruppo di cittadini desiderosi di far sentire la propria voce nel territorio.

ANNO 2006

Prosegue l’impegno de “L’occhio che…” con inchieste sul territorio, approfondimenti di carattere politico e tante novità. Come “Assenzio”, l’inserto di arte cultura e nuove tendenze, nato dall’esigenza di dare maggiore spazio agli aspiranti scrittori e a tutti coloro che hanno portato avanti un progetto ed intendono promuoverlo. Un appuntamento fisso, dunque, volto a celebrare la cultura, troppo spesso dimenticata, e a dare voce a chi di cultura se ne intende.

Ed ancora si parla di cinema, musica, manifestazioni locali e nel numero di Luglio­Agosto la copertina è dedicata alla vittoria dell’Italia dei Mondiali “Non ci crediamo! Campioni del mondo!!”.

Si arriva così a festeggiare il secondo compleanno del giornale con l’introduzione di una sorpresa: un fumetto inventato dall’artista Mara Autilio, appositamente per il giornale. È la storia di Luca, un giornalista che con il suo mestiere e la sua vita, legherà il lettore ad una storia avvincente.

Alla fine del 2006 si affronta un’inchiesta sulla preparazione di cultura generale delle istituzioni e della politica locale e degli studenti dello storico XIII Municipio: una vera e propria interrogazione ad “Asini o secchioni?”.

ANNO 2007

Ed è ancora “L’occhio” ad osservare e a mettere in evidenza i problemi del Municipio portando avanti l’impegno sociale che fin da subito lo ha caratterizzato: dai problemi delle mense delle scuole, la mancanza di fondi destinati alla cultura, al degrado degli stabilimenti balneari.

Tutto questo dedicando interi articoli ad indagini e ricerche svolte sul campo, dimostrando di saper trattare ed approfondire, mese per mese, differenti tematiche di rilievo sul territorio e non solo.

L’anno si conclude, infine, con un’inchiesta sulla sicurezza dei cittadini di Roma relativamente al fenomeno della criminalità. Il degrado della città è sotto gli occhi di tutti: sporcizia, traffico e baraccopoli ormai la caratterizzano. Ed è ancora “L’occhio che…” a dare voce al disagio e ad invitare, con l’arrivo delle feste Natalizie, alla riflessione su due tematiche tristemente caratterizzanti la realtà del periodo.

ANNO 2008

Continua l’impegno sul territorio de “L’occhio”, una promessa che, durante tutto il nuovo anno, il giornale decide di portare avanti con inchieste e servizi speciali su numerose tematiche territoriali. L’occhio approfondisce così le questioni della pubblica amministrazione; indaga su scuole, ospedali e strade; nel mese di Marzo fotografa il confronto elettorale dei candidati sindaci a Roma e la situazione politica a livello nazionale; evidenzia i “soliti problemi” come la prostituzione, la droga; il traffico sulle strade e la mancanza di parcheggi.

E ancora “L’occhio” osserva i vecchi e nuovi problemi amministrativi; si sofferma sulle problematiche delle nuove generazioni e dell’uso di sostanze stupefacenti, mettendo così in evidenza ogni mese un nuovo argomento.

L’anno si conclude, così, con una lettera al sindaco, espressone di desideri e proposte per un 2009 migliore.

ANNO 2009

“Fino a quando abuserete della nostra pazienza” (Cicerone). Il nuovo anno inizia così, sulla scia di quello vecchio, con una frase emblematica capace di mettere in evidenza la tematica del lavoro in crisi, costruendo un viaggio nel mondo del precariato.

Il formato del giornale cambia, diventa più comodo, compatto, pocket. Un formato a portata di mano dei cittadini; tascabile. Cambia la dimensione, ma non la linea editoriale: si evidenziano le contraddizioni romane, tra strade degradate e soldi sperperati; si parla del duro mestiere del giornalista, si avviano iniziative di coinvolgimento sociale, ed infine, si esaminano le barriere territoriali.

Ed è proprio in quest’anno che nasce la rubrica “Lo Movie”, uno spazio mensile tutto dedicato al mondo del cinema.

ANNO 2010

Ad aprire l’anno sono le elezioni regionali; il confronto Renata Polverini ed Emma Bonino diede vita ad una sorta di “talk show” su cui porre i riflettori dell’occhio.

Parallelamente, la redazione continua con inchieste per il Municipio XIII evidenziando le problematiche di carattere sociale, economico, scolastico e culturale. Mette in luce soprattutto quanto possa risultare fondamentale un restyling del territorio e della città, evidenziando il tema degli sprechi nelle carceri romane e l’ottimizzazione dei loro ambienti nonché dell’intero sistema sanitario penitenziario.

ANNO 2011

E’ da qui che “L’occhio che…” diventa “il mensile quotidiano più grande d’Italia”: taglia XXL, con immagini ed occhiali 3D. Si parla di novità territoriali, curiosità, fantasia e divertimento. Ma non solo. Si continua ad informare sull’approvazione di nuove normative e sulla conquista di piccole vittorie da parte dei cittadini.

Si scrive di musica, spettacolo, iniziative, mostre e concerti; si parla di innovazioni ecologia e benessere.

ANNO 2012

“L’occhio che…” prosegue ancora con il nuovo formato tra cultura ed attualità. Si da spazio alla creatività contemporanea esposta nel MAXXI e alla fiera di Roma come vetrina del Made in Italy e della capitale.

Si esalta la musica in tutte le sue sfaccettature e si sottolineano studi e progetti per riqualificare e valorizzare la fascia costiera.

Un viaggio, dunque, quello de “L’occhio che…” osserva, scruta ed esamina tutto ciò che avviene sul territorio romano: dall’attualità alla cultura, per dare voce ad ogni singolo cittadino ed introdurre una “nuova forma di editoriale”.