Riforma carceraria in vista: focus su benefici per detenuti e snellimento burocrazia

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Riforma carceraria in vista: focus su benefici per detenuti e snellimento burocrazia - Occhioche.it

Ultimo aggiornamento il 13 Giugno 2024 by Francesca Monti

Il governo è al lavoro su un nuovo decreto carceri, con l’obiettivo di alleggerire il pesante fardello che grava sui tribunali di sorveglianza e garantire i diritti dei detenuti già previsti dalla normativa vigente. A rivelarlo è il sottosegretario alla giustizia Andrea Ostellari, durante un convegno sulla drammatica condizione delle carceri promosso a Roma dal quotidiano ‘Il Dubbio’.

Snellire la burocrazia e garantire i diritti dei detenuti

Il decreto in questione prevede una norma che disciplina il procedimento attraverso il quale vengono riconosciuti i benefici, già previsti dalla legge, per i detenuti che aderiscono al trattamento e dimostrano buona condotta. ‘intento è quello di alleggerire i tribunali di sorveglianza, che ogni anno devono evadere circa 200mila richieste, e di garantire ai detenuti i diritti già previsti dalla normativa vigente.

Il sottosegretario Ostellari ha sottolineato che non saranno introdotti sconti di pena, ma l’obiettivo principale è quello di deflazionare il sovraffollamento degli istituti penitenziari, dove attualmente sono recluse oltre 61mila persone, a fronte di una capienza di 51.178 posti, con 13.500 detenuti in eccesso. Un problema urgente, considerato anche l’alto numero di suicidi tra i detenuti, con 39 casi registrati solo nel 2024.

Detenzione domiciliare e affidamento in prova: le nuove misure

Una delle misure allo studio del ministero della Giustizia è l’istituzione di un albo delle comunità per associazioni del terzo settore, già dotate di strutture di accoglienza. Questa misura consentirebbe a coloro che hanno già i requisiti ma non dispongono di una casa di scontare la pena in regime di detenzione domiciliare, o di affidamento in prova purché svolgano un’attività lavorativa.

Questa misura potrebbe riguardare coloro che hanno un fine pena inferiore ai due anni, oltre a chi è inserito in uno specifico percorso trattamentale. Inoltre, si sta riflettendo su come velocizzare il lavoro dei tribunali di sorveglianza, gravati dalla necessità di evadere 200mila richieste all’anno per pratiche di riconoscimento di buona condotta.

Telefonate e trattamento rieducativo: le proposte sul tavolo

Un altro punto su cui si sta riflettendo è come dare una cornice unitaria al tema delle telefonate, regolamentando una situazione attualmente un po’ a macchia di leopardo. Le telefonate standard dovrebbero aumentare, per tutti, dalle attuali 4 a 6 al mese. Tuttavia, i direttori delle carceri, in presenza di esigenze legate al trattamento, come un percorso formativo e lavorativo, o esigenze della sfera affettiva e familiare, possono derogare a questo tetto, a loro discrezionalità e senza limiti prefissati.

Infine, il presidente del Consiglio nazionale forense Francesco Greco ha sottolineato l’importanza di garantire condizioni di vita dignitose per i detenuti e di promuovere un percorso di rieducazione per il reinserimento sociale, secondo il principio costituzionale previsto dall’articolo 27. Greco ha anche evidenziato la necessità di riflettere sul modo in cui la pena debba essere scontata, non necessariamente in cella, ma anche attraverso misure alternative, con l’obiettivo finale del recupero del detenuto.