Rimozione tatuaggi: da Stefano De Martino a Ema Stokholma, parla il tatuatore Marco Manzo

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Ultimo aggiornamento il 21 Agosto 2025 by Emiliano Belmonte

La nuova moda della rimozione dei tatuaggi tra i vip: l’analisi di Marco Manzo

Dai social ai centri specializzati: la scelta dei vip

Sempre più personaggi dello spettacolo stanno decidendo di cancellare i propri tatuaggi. Le immagini pubblicate da Stefano De Martino, che ha mostrato la rimozione dei tattoo legati alla sua storia con Belén Rodriguez, hanno acceso un dibattito diventato virale. Sulla stessa scia si collocano anche altre celebrità, da Ema Stokholma a Elisabetta Canalis, passando per Melissa Satta. Un fenomeno che non riguarda solo l’Italia ma anche il panorama internazionale: Angelina Jolie, ad esempio, ha eliminato il tatuaggio dedicato a Brad Pitt, dimostrando come anche i segni più personali possano diventare un peso con il passare del tempo.

Un fenomeno in crescita tra gli italiani

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, i tatuati in Italia sono circa sette milioni, pari al 12,8% della popolazione. Ma almeno uno su quattro, prima o poi, si pente della propria scelta. I motivi sono diversi: amori finiti, errori di gioventù, mode superate o, più semplicemente, la necessità di avere un aspetto più sobrio per esigenze lavorative. La rimozione non è però un processo semplice: servono più sedute laser, i costi sono alti e il dolore può essere maggiore rispetto a quello provato durante la realizzazione del tatuaggio.

Marco Manzo: “I pentiti sono spesso vittime di tatuaggi improvvisati”

A commentare questo boom è Marco Manzo, tra i tatuatori italiani più riconosciuti a livello internazionale. Secondo l’esperto, i pentiti sono spesso persone che hanno fatto scelte affrettate o si sono affidate a tatuatori improvvisati. “Ricevo ogni giorno richieste da parte di chi ha eseguito tatuaggi in altri luoghi in cui mi si chiede di sistemare o coprire il proprio tatuaggio perché mal eseguito e questo significa che una buona parte di pentiti arriva proprio da chi si è rivolto a personale non qualificato – spiega –. Noi professionisti abbiamo un’etica precisa: il tatuaggio non è un gioco, ma una scelta che accompagnerà per sempre. Per questo sconsigliamo i disegni legati a partner o alle mode passeggere. Spesso anche chi ha intenzione di intraprendere una carriera nelle forze dell’ordine deve ricorrere alla rimozione in quanto non gli è consentito di partecipare ad alcune tipologie di concorso. Chi si tatua per un motivo profondo, come il ricordo di una persona cara, raramente sceglie di cancellarlo”.

L’etica del tatuatore professionista

Manzo sottolinea come il ruolo del tatuatore non sia soltanto tecnico ma anche etico. Prima di realizzare un disegno, infatti, un professionista valuta la reale convinzione del cliente e la sua capacità di convivere con quel segno nel tempo. “Noi tatuatori seri siamo molto attenti – spiega – perché un tatuaggio è per la vita. Sconsigliamo sempre lavori troppo legati a partner o mode passeggere, e invitiamo a riflettere sul significato profondo di ciò che si decide di imprimere sulla pelle”.

Un discorso che vale ancor di più per chi lavora nel mondo dello spettacolo. Attori, modelli e artisti possono avere difficoltà sul set a causa dei troppi tatuaggi. Esistono tecniche di trucco per coprirli, ma si tratta di procedure lunghe e impegnative che possono perfino mettere a rischio la partecipazione a un progetto.

La scelta consapevole come prevenzione

Il messaggio che arriva dall’esperienza di Marco Manzo è chiaro: per evitare di diventare “pentiti” occorre affidarsi esclusivamente a studi specializzati e a tatuatori esperti, in grado di consigliare non solo sullo stile ma anche sulla sostenibilità del tatuaggio nel tempo. Un segno scelto con consapevolezza e realizzato in modo professionale difficilmente diventerà un peso.

“Un tatuaggio ben pensato, legato a un valore o a una persona cara – conclude Manzo – non si cancella quasi mai. È quando manca questa riflessione che nasce il pentimento”.

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