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Violenza e abusi: il Sant’Andrea in prima linea con 490 casi accolti dal 2020

Un punto di riferimento contro gli abusi a Roma

L’Ospedale Sant’Andrea di Roma si conferma un presidio fondamentale nella lotta alla violenza di genere e non solo. Dal 2020, il Percorso per vittime di abusi e maltrattamenti ha registrato 490 accessi totali, di cui 449 adulti e 41 minori, offrendo ascolto, protezione e supporto psicologico grazie a un’équipe multidisciplinare coordinata dalla referente Marzietta Montesano.

I numeri del Codice Rosa: 80 accessi nei primi sei mesi del 2025

Nel solo 2024, gli accessi sono stati oltre 136, mentre nei primi sei mesi del 2025 il numero ha già raggiunto quota 80, segno di un servizio sempre più conosciuto e utilizzato. Il percorso è attivo in Pronto Soccorso, dove il personale sanitario, opportunamente formato, è in grado di riconoscere i segni del maltrattamento e attivare tempestivamente il Codice Rosa.

Come funziona il Codice Rosa all’Ospedale Sant’Andrea

Il Codice Rosa è un protocollo sanitario dedicato a persone vittime di violenza, indipendentemente da genere, età o origine. Viene attivato dall’operatore sanitario al triage quando emergono segnali compatibili con abusi fisici o psicologici. A quel punto si attiva un intervento strutturato che coinvolge medici, psicologi, assistenti sociali e altri specialisti, per garantire una presa in carico rapida e sicura.

I dati raccolti dal Prof. Maurizio Pompili

Secondo un’analisi della UOC di Psichiatria diretta dal Prof. Maurizio Pompili, emerge che il 67% delle persone che arrivano con Codice Rosa è già stato precedentemente in Pronto Soccorso, spesso senza che l’abuso fosse ancora emerso. Un dato allarmante che conferma l’importanza della formazione del personale nel cogliere segnali invisibili.

Il profilo delle vittime adulte: prevalenza femminile e violenza domestica

Tra le 449 vittime adulte:

  • L’81,5% è costituito da donne, il 18,5% da uomini

  • Il 20% ha tra i 18 e i 30 anni

  • Il 44,5% ha tra 31 e 49 anni

  • Il restante 35% ha oltre 50 anni

Nel 66,1% dei casi, l’episodio violento si è verificato nel domicilio della vittima, e solo nel 39,2% in presenza di testimoni.

Le cause: litigi familiari e disagio relazionale

La principale causa dichiarata di violenza è il litigio (72,2%), mentre solo una minima parte (circa il 5%) è riconducibile a uso di sostanze o violenze a sfondo sessuale. Nonostante il 76,2% delle vittime accetti inizialmente di essere inserita nel percorso Codice Rosa, solo poco più della metà riesce a completarlo. Inoltre, un percorso ospedaliero vero e proprio viene attivato solo nel 15,9% dei casi. Tuttavia, nella maggioranza dei casi, alla dimissione viene garantito l’accesso a centri antiviolenza o strutture protette.

Focus sui minori: 41 accessi, in gran parte vittime dei genitori

Dal 2020, 41 minori sono entrati nel percorso:

  • 23 femmine, 18 maschi

  • Età media: 11 anni

  • Il 95,1% è di nazionalità italiana

Nel 70,8% dei casi, la violenza è stata perpetrata dai genitori, sottolineando ancora una volta quanto il contesto familiare possa essere un luogo ad alto rischio per i più piccoli.

Un’équipe multidisciplinare per accogliere e proteggere

Il successo del Percorso Codice Rosa all’AOU Sant’Andrea è frutto di un team specializzato e altamente formato, che lavora in sinergia. Il gruppo è composto da:

  • Avvocato (per il supporto agli operatori)

  • Medico legale

  • Psicologo

  • Medico emergentista

  • Infermieri

  • Pediatra

  • Ginecologo

  • Psichiatra

  • Assistente sociale

  • Bed manager

  • Referente della Direzione Sanitaria

Il personale agisce con empatia, tempestività, riservatezza e capacità di mettere in sicurezza la vittima, garantendo un contesto protetto e rassicurante.

Il supporto delle Istituzioni e delle Forze dell’Ordine

Fondamentale è anche la presenza delle Forze dell’Ordine, con un presidio fisso all’interno del Pronto Soccorso, oltre al servizio di vigilanza ospedaliera. A livello territoriale, il Percorso Codice Rosa si inserisce in una cabina di regia istituzionale coordinata da enti regionali e nazionali, che garantiscono assistenza legale, logistica e pratica alle vittime, con un’attenzione continua e concreta.

Le parole della referente Marzietta Montesano

“Il nostro ospedale è in grado di fornire tutto il supporto necessario grazie a un’attività multidisciplinare che risponde alle principali esigenze di chi ha subito una violenza: tempestività, empatia, riservatezza e messa in protezione”, dichiara Marzietta Montesano, referente del Percorso e membro della rete nazionale Codice Rosa.

“Non bisogna mai spegnere i riflettori su un fenomeno così grave. Le Istituzioni sono impegnate nel garantire percorsi reali di supporto psicologico, fisico e legale alle presunte vittime. La sensibilità resta alta”, conclude.

Emiliano Belmonte

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