Ultimo aggiornamento il 26 Ottobre 2026 by Emiliano Belmonte
Dalla bolletta elettrica di un’attività commerciale ai costi fissi del gas decuplicati per una famiglia. Stefano Trevisan, delegato provinciale ASSIUM e responsabile dello Sportello Consumerismo +Tutela di Parma: «Il risparmio deve essere dimostrato prima della firma, non soltanto promesso a parole». Ecco le dieci regole per difendersi.
Parma, 26 ottobre 2026 – Cambiare fornitore di luce e gas per risparmiare e scoprire, soltanto dopo la firma del contratto, di dover sostenere costi decisamente superiori. È quanto emerge da due casi segnalati a Parma, che riaccendono l’attenzione sulla trasparenza delle offerte energetiche e sulle modalità con cui vengono proposti ai consumatori nuovi contratti di fornitura.
A raccogliere le testimonianze è stato Stefano Trevisan, delegato provinciale di ASSIUM – Associazione Italiana Utility Manager e responsabile dello Sportello Consumerismo +Tutela di Parma, insieme a Matteo Simonini, consulente luce e gas, presso la sede di Utility Manager S.r.l.
Al centro delle segnalazioni, due situazioni differenti ma accomunate dallo stesso problema: condizioni economiche che, secondo quanto riferito dai clienti, non sarebbero state illustrate in maniera sufficientemente chiara durante la fase commerciale.
«Il cliente accetta una nuova offerta convinto di risparmiare, ma spesso non dispone degli elementi necessari per valutare il costo effettivo della fornitura. Quando arriva la prima bolletta, può scoprire che le condizioni sono molto meno convenienti rispetto al contratto precedente. È un fenomeno che merita attenzione, soprattutto in un periodo in cui famiglie e piccole imprese devono gestire costi energetici importanti», spiega Trevisan.
Energia elettrica, per un gommista il prezzo aumenta di quasi il 60%
Il primo caso riguarda un’attività di gommista con consumi annui di circa 35.000 kWh. Il cliente disponeva di un contratto a prezzo fisso pari a 0,17 euro/kWh, successivamente sostituito con un’offerta indicizzata che prevede uno spread aggiuntivo di 0,064 euro/kWh.
Considerando il PUN Index GME di settembre 2026, pari a 0,20754 euro/kWh, il prezzo della componente energia della nuova offerta arriverebbe a 0,27154 euro/kWh.
Una differenza di oltre 10 centesimi per ogni kWh consumato, equivalente a un incremento di quasi il 60% rispetto al precedente prezzo fisso.
Su un consumo annuo di 35.000 kWh, ipotizzando che i prezzi rimangano invariati per dodici mesi e che il precedente prezzo fisso sia ancora applicabile, la maggiore spesa potenziale ammonterebbe a circa 3.554 euro, considerando esclusivamente le componenti di prezzo messe a confronto.
«Per una piccola impresa, un aumento di questa entità può incidere in modo significativo sui costi di gestione. Il problema non è scegliere un prezzo fisso oppure variabile, ma comprendere esattamente quale formula economica si sta sottoscrivendo e quali conseguenze può avere sui consumi reali dell’attività», osserva Trevisan.
Gas domestico, la quota fissa passa da 12 a 120 euro al mese
Il secondo episodio interessa una cliente domestica che, dopo il cambio di fornitore del gas, si è ritrovata con una quota fissa mensile passata da 12 a 120 euro.
Un incremento che porta il costo annuo di questa componente da 144 a 1.440 euro, con 1.296 euro di spesa aggiuntiva all’anno, indipendentemente dalla quantità di gas consumata.
A questo si aggiunge la modifica del prezzo della materia prima: dal precedente valore fisso di 0,40 euro/Smc a una tariffa variabile con spread di 0,15 euro/Smc, soggetta quindi anche alle oscillazioni dell’indice di mercato previsto dal contratto.
«Una quota fissa che aumenta di dieci volte rappresenta un elemento determinante nella valutazione di un’offerta. Come si può parlare di risparmio senza aver prima confrontato queste condizioni? Il consumatore deve essere messo nelle condizioni di conoscere non soltanto il prezzo della materia prima, ma anche tutte le altre voci che incidono sulla spesa finale», sottolinea il delegato ASSIUM.
Contratti luce e gas, cosa prevede il Codice di condotta commerciale ARERA
Le segnalazioni riportano l’attenzione anche sugli obblighi di informazione previsti dalla regolazione di settore.
Il Codice di condotta commerciale dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) disciplina le modalità con cui i venditori di energia elettrica e gas devono presentare le proprie offerte e informare i clienti prima della sottoscrizione.
In particolare, l’articolo 9.2 prevede la consegna della Scheda sintetica in occasione della proposta contrattuale e comunque prima della conclusione del contratto. Per i contratti conclusi telefonicamente con consumatori domestici sono inoltre previste specifiche garanzie relative alla ricezione preventiva delle condizioni contrattuali e alla validità del consenso.
«Il rispetto delle regole non può ridursi alla semplice acquisizione di una firma o di un consenso telefonico. Il cliente deve ricevere le informazioni necessarie per compiere una scelta consapevole. Se la documentazione obbligatoria viene fornita soltanto dopo la conclusione del contratto, possono emergere irregolarità da verificare e contestare», afferma Trevisan.
Un altro aspetto riguarda il ruolo delle reti commerciali esterne. «Anche quando la vendita viene gestita da agenzie o intermediari, il fornitore rimane responsabile del rispetto degli obblighi previsti dalla normativa. La trasparenza deve essere garantita lungo tutta la filiera commerciale», aggiunge.
Le dieci regole per evitare brutte sorprese in bolletta
Per aiutare famiglie e imprese a riconoscere le offerte potenzialmente svantaggiose, Stefano Trevisan indica dieci precauzioni da adottare prima di cambiare fornitore.
- Confrontare vecchio e nuovo contratto. Verificare tutte le condizioni economiche, non soltanto il prezzo pubblicizzato.
- Distinguere tra prezzo fisso e variabile. Comprendere se il costo dell’energia rimarrà stabile oppure seguirà gli indici di mercato.
- Controllare lo spread. Valutare il margine aggiuntivo applicato dal venditore al prezzo indicizzato.
- Verificare le quote fisse. Controllare gli importi mensili o annuali dovuti anche in assenza di consumi.
- Prestare attenzione alla durata dell’offerta. Verificare la scadenza delle condizioni economiche e le modalità di rinnovo.
- Richiedere la documentazione prima della firma. Leggere la Scheda sintetica e le condizioni contrattuali.
- Diffidare delle pressioni commerciali. Non comunicare con leggerezza dati personali, codici POD e PDR o altre informazioni relative alla fornitura.
- Pretendere un confronto scritto. Chiedere una simulazione della spesa annuale basata sui propri consumi effettivi.
- Contestare tempestivamente eventuali irregolarità. Presentare un reclamo scritto al fornitore e conservare contratti, comunicazioni e bollette.
- Rivolgersi a professionisti qualificati. In caso di dubbi, chiedere supporto a un Utility Manager qualificato o a uno sportello di tutela dei consumatori.
L’appello di ASSIUM: «Basta risparmi promessi senza numeri»
I due casi raccolti a Parma evidenziano l’importanza di una maggiore consapevolezza nella scelta delle offerte energetiche, soprattutto in un mercato caratterizzato da formule contrattuali differenti, componenti fisse e variabili e condizioni economiche non sempre facilmente confrontabili.
«Non siamo contrari al cambio di fornitore, che può rappresentare un’opportunità concreta di risparmio. Chiediamo però che ogni proposta commerciale sia accompagnata da informazioni complete, comprensibili e verificabili. Un’offerta conveniente deve esserlo nei numeri, non soltanto nelle parole di chi la propone», conclude Trevisan.
Da qui l’invito ai cittadini e alle imprese a verificare attentamente i contratti sottoscritti e a segnalare eventuali anomalie.
A Parma è possibile rivolgersi all’Utility Point, che integra i servizi di tutela dei consumatori del progetto +Tutela di Consumerismo No Profit con la consulenza professionale degli Utility Manager associati ad ASSIUM, per ricevere supporto nella lettura delle bollette, nell’analisi delle offerte e nella gestione di eventuali contestazioni nei confronti dei fornitori di luce e gas.
«La vera tutela comincia prima della firma. Un consumatore informato è un consumatore che può scegliere liberamente e difendere i propri diritti», conclude Trevisan.