Ultimo aggiornamento il 2 Novembre 2026 by Emiliano Belmonte
Mobilità sostenibile, biodiversità, cambiamenti climatici e partecipazione giovanile: il progetto Generazione Partecipazione, promosso da Focsiv con il sostegno del Mase, analizza le politiche ambientali della Provincia autonoma di Trento. Positivo l’impegno delle istituzioni, ma servono interventi strutturali e investimenti a lungo termine.
Sostenibilità in Trentino, il bilancio dei giovani del progetto Gen P
La Provincia autonoma di Trento mostra una crescente attenzione alla sostenibilità ambientale, ma deve ancora affrontare diverse criticità per rendere le proprie politiche più efficaci e durature. È quanto emerge dal monitoraggio partecipativo realizzato da dieci giovani under 35 nell’ambito del progetto Generazione Partecipazione (Gen P), sostenuto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) e promosso con il coinvolgimento di Focsiv e dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS).
L’indagine ha preso in esame la Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile, concentrandosi su tre obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: città e comunità sostenibili, lotta contro il cambiamento climatico e partnership per il raggiungimento degli obiettivi.
Il quadro restituito dai giovani è caratterizzato da luci e ombre. Da una parte emergono iniziative positive nella forestazione urbana, nella mobilità a biometano e nella riduzione delle emissioni di CO2. Dall’altra, secondo gli autori del rapporto, manca ancora una programmazione capace di garantire continuità agli interventi.
Mobilità sostenibile a Trento: l’automobile resta una necessità
Tra le principali criticità individuate dal progetto Gen P figura la mobilità sostenibile in Trentino, un tema particolarmente complesso per le caratteristiche geografiche del territorio.
La presenza di numerose valli e la distribuzione dei centri abitati rendono difficoltoso ridurre la dipendenza dall’automobile privata, soprattutto nelle aree meno servite dal trasporto pubblico.
«In Trentino la sostenibilità è considerata una priorità e un obiettivo condiviso tra istituzioni, enti del Terzo settore, mondo accademico e aziende che abbiamo interpellato», spiega Sofia Lima, una delle autrici del monitoraggio.
Secondo Lima, tuttavia, il problema principale riguarda la mancanza di una strategia organica e aggiornata sulla mobilità sostenibile. Le misure adottate finora vengono giudicate troppo spesso temporanee e non sufficientemente integrate con la pianificazione urbanistica e l’accessibilità dei servizi.
«Come possiamo chiedere alle persone di rinunciare all’auto se treni e autobus sono pochi, o poco accessibili, o certe tratte non ci sono affatto?», osserva la giovane.
La questione, dunque, non riguarda soltanto la tutela dell’ambiente, ma anche l’equità sociale e il diritto alla mobilità dei cittadini che vivono nelle zone periferiche e montane.
Biodiversità e agricoltura: le sfide ambientali del Trentino
Un altro aspetto centrale del rapporto riguarda la tutela della biodiversità, una delle principali ricchezze naturali del territorio trentino.
Secondo i giovani di Gen P, la forte concentrazione su determinate colture agricole rischia di compromettere gli equilibri degli ecosistemi locali, rendendo necessario un modello agricolo più diversificato e attento alla conservazione delle risorse naturali.
Eleonora Zomer, altra autrice del monitoraggio, richiama l’attenzione sulla necessità di superare le coltivazioni eccessivamente polarizzate, favorendo pratiche capaci di conciliare produttività agricola e protezione dell’ambiente.
La biodiversità rappresenta infatti un elemento fondamentale per la resilienza del territorio di fronte ai cambiamenti climatici, soprattutto nelle aree alpine, particolarmente sensibili alle trasformazioni degli ecosistemi.
Fondi e investimenti: servono progetti di sostenibilità a lungo termine
Il monitoraggio evidenzia anche una criticità legata ai finanziamenti destinati alle iniziative ambientali.
Molti progetti di sostenibilità, secondo gli autori, dipendono ancora da bandi e risorse economiche disponibili per periodi limitati. Una situazione che rischia di ostacolare la continuità delle attività e di rendere difficile una pianificazione strategica di lungo periodo.
Per questo i giovani chiedono alla Provincia autonoma di Trento di rafforzare la programmazione ordinaria dei fondi, garantendo maggiore stabilità economica agli interventi.
Particolare attenzione viene riservata anche alle piccole organizzazioni del Terzo settore, considerate una risorsa importante per promuovere la sostenibilità nelle comunità locali.
Queste realtà, spesso presenti in maniera capillare sul territorio, avrebbero bisogno di maggiori opportunità di formazione e strumenti adeguati per partecipare efficacemente alla realizzazione delle politiche ambientali.
Giovani e Agenda 2030: più partecipazione nelle decisioni
Uno degli aspetti valutati positivamente dal progetto Gen P riguarda il coinvolgimento delle nuove generazioni nelle iniziative dedicate allo sviluppo sostenibile.
Il Trentino dimostra, secondo il monitoraggio, una buona capacità di coinvolgere i giovani nel confronto sui temi ambientali. Tuttavia, la partecipazione dovrebbe tradursi in un ruolo più concreto nei processi decisionali.
«Ci ha soddisfatto invece il livello di coinvolgimento dei giovani», sottolinea Eleonora Zomer, che invita però le istituzioni a «non trattarli come meri organi consultivi».
L’obiettivo è consentire alle nuove generazioni di contribuire attivamente alla definizione delle politiche pubbliche, superando una partecipazione limitata alla semplice raccolta di opinioni.
Il monitoraggio si concentra in particolare su tre Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030:
- Obiettivo 11: rendere le città e le comunità più inclusive, sicure, resilienti e sostenibili.
- Obiettivo 13: promuovere azioni concrete per contrastare il cambiamento climatico.
- Obiettivo 17: rafforzare le partnership tra istituzioni, organizzazioni e società civile.
Sostenibilità in Trentino, la richiesta alle istituzioni: più continuità e comunicazione
Tra le raccomandazioni finali del rapporto emerge anche la necessità di rendere la sostenibilità un tema più accessibile alla cittadinanza.
Secondo Sofia Lima ed Eleonora Zomer, le istituzioni dovrebbero utilizzare un linguaggio più semplice e diretto per spiegare gli obiettivi delle politiche ambientali e favorire una partecipazione più ampia.
L’invito rivolto ai giovani è quello di avvicinarsi alla sostenibilità partendo dai propri interessi, senza necessariamente diventare attivisti.
La sostenibilità, ricordano le autrici, riguarda numerosi aspetti della vita quotidiana: dai trasporti all’alimentazione, dalla gestione delle risorse naturali alla qualità dei servizi pubblici.
Il messaggio conclusivo del progetto Gen P è chiaro: il Trentino dispone di esperienze positive e di una crescente sensibilità ambientale, ma per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 occorrono politiche più coordinate, finanziamenti stabili e un coinvolgimento effettivo dei giovani nelle decisioni.