Automotive: Bonometti (OMR) – competitività delle imprese europee seriamente compromessa

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Ultimo aggiornamento il 24 Marzo 2026 by Emiliano Belmonte

“Rischi industriali e occupazionali, serve un cambio di rotta”

Milano – Il settore automotive europeo sta attraversando una fase di forte criticità, aggravata dall’attuazione del Green Deal e da un contesto internazionale sempre più instabile. A lanciare l’allarme è Marco Bonometti, presidente del Gruppo OMR Automotive, intervenuto durante la giornata inaugurale del Forum AutoMotive 2026, in corso a Milano il 23 e 24 marzo.

Secondo Bonometti, la transizione ecologica in atto sta avvenendo senza un adeguato supporto industriale e in un contesto caratterizzato da costi energetici elevati, elementi che stanno incidendo in maniera significativa sulla competitività delle imprese europee. “Stiamo affrontando una transizione senza strumenti industriali adeguati e con costi energetici fuori controllo. In queste condizioni, la competitività delle imprese europee è seriamente compromessa”, ha dichiarato, sottolineando come le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, con il coinvolgimento di Iran, Stati Uniti e Paesi arabi, contribuiscano ad aumentare ulteriormente l’incertezza e i costi per le aziende.

I dati confermano un quadro preoccupante per l’automotive europeo. Dall’approvazione del Green Deal sono già stati persi oltre 100.000 posti di lavoro lungo l’intera filiera, mentre si prevede che nei prossimi mesi possano andare a rischio altri 400.000 occupati, soprattutto nel comparto della componentistica. Un segnale evidente di un indebolimento progressivo del sistema produttivo europeo, come dimostrano anche casi industriali di primo piano, tra cui Volkswagen. “Non si tratta più di singoli casi, ma di un fenomeno strutturale che rischia di diventare irreversibile”, ha evidenziato Bonometti.

Alla base di questa crisi, secondo il presidente di OMR Automotive, vi è una mancanza evidente di una vera politica industriale europea. A differenza di Stati Uniti e Cina, che stanno sostenendo attivamente i propri sistemi produttivi attraverso incentivi e strategie mirate, l’Europa continua a fare leva principalmente sulla regolamentazione, senza accompagnare le imprese con strumenti concreti. Questo approccio rischia di favorire la delocalizzazione delle produzioni e di indebolire ulteriormente la competitività del continente. “L’Europa non può limitarsi a imporre regole: deve creare le condizioni per produrre e investire. Senza una politica industriale e senza tutela del lavoro europeo, il rischio è quello di delocalizzare intere filiere”, ha ribadito.

Il tema della competitività nel settore automotive si intreccia inevitabilmente con quello dell’occupazione e della tenuta sociale. Senza un sistema industriale forte, infatti, viene meno anche la capacità di garantire posti di lavoro e stabilità economica. Per questo motivo, dal Forum AutoMotive emerge con forza la necessità di un intervento urgente da parte delle istituzioni europee, chiamate a definire un quadro normativo più chiaro e stabile, ma soprattutto a mettere in campo una strategia industriale capace di sostenere realmente le imprese.

La transizione ecologica, ha concluso Bonometti, non può essere solo un obiettivo ambientale, ma deve essere anche economicamente e socialmente sostenibile. “Servono unità, chiarezza e scelte coraggiose. La transizione ecologica deve essere anche economicamente e socialmente sostenibile. Senza industria non c’è occupazione e senza occupazione non c’è futuro per l’Europa”.

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