Ultimo aggiornamento il 22 Aprile 2026 by Emiliano Belmonte
Nel cuore di Roma, lo spazio AntiGallery accoglie dal 29 aprile al 29 maggio la mostra “Il volto e la maschera – Uno nessuno centomila”, 27esimo appuntamento della rassegna FotograficaMonti. L’inaugurazione è fissata per il 29 aprile alle ore 18:30, mentre l’esposizione sarà aperta al pubblico ogni giorno dalle 17:00 alle 2:00, confermando AntiGallery come uno dei luoghi più attivi della scena artistica del Rione Monti.

Un tema universale tra arte, psicologia e società
Curata da Barbara Martusciello, la mostra propone una riflessione articolata sul rapporto tra volto e maschera, un tema che attraversa la storia dell’arte e della cultura occidentale. Dalle rappresentazioni del teatro antico alle allegorie classiche, fino alle avanguardie e alla contemporaneità, il volto diventa simbolo di identità, mentre la maschera rappresenta il filtro attraverso cui l’individuo si mostra al mondo.
Il percorso espositivo si muove tra archetipi, ritualità e riflessioni psicoanalitiche, toccando anche il tema del travestimento e della costruzione sociale dell’identità. Un concetto che richiama inevitabilmente il pensiero di Luigi Pirandello, autore che ha saputo raccontare con profondità il rapporto tra essere e apparire.
Le opere e gli artisti protagonisti
La collettiva riunisce fotografi diversi per linguaggio e sensibilità, tra cui Gerald Bruneau, Stefano Carsetti Esposito, Paolo Cencioni, Stefano Cioffi, Giovanni Cozzi, Gabriele De Marco, Fabio Gasparri, Lucia Cadeddu e Roberto Petitti. Ogni autore interpreta il tema attraverso tecniche e visioni personali, offrendo un racconto sfaccettato del volto umano.
Le immagini spaziano dal ritratto teatrale, con protagonisti come Dario Fo e Franca Rame, fino a ricerche più concettuali e simboliche. Non mancano riferimenti alla storia dell’arte, come la rilettura contemporanea della “Dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci, che diventa spunto per una riflessione sul volto come icona culturale.
Tra fotografia artistica e reportage umanistico
La mostra alterna approcci estetici e narrativi differenti, includendo anche lavori dal forte impatto documentaristico. È il caso del ritratto di Zubair, realizzato da Stefano Cioffi nel Kashmir, che restituisce un’immagine intensa e profondamente umana.
Accanto a queste opere, il progetto “Su Connottu. Farsi Maschera” di Lucideddu esplora le maschere tradizionali sarde, rievocando un immaginario arcaico e rituale in cui il volto si trasforma in simbolo di appartenenza e connessione con la natura.
Una mostra da vedere nel cuore di Monti
“Il volto e la maschera – Uno nessuno centomila” si inserisce nel panorama culturale romano come un appuntamento di rilievo per gli appassionati di fotografia e arte contemporanea. AntiGallery si conferma così uno spazio capace di coniugare ricerca artistica e partecipazione, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva nel complesso rapporto tra identità, rappresentazione e percezione del sé.