Ultimo aggiornamento il 22 Aprile 2026 by Emiliano Belmonte
“La situazione internazionale impone scelte straordinarie e tempestive”. È questo il messaggio lanciato da Enrico Folgori, presidente di FEOLI, in merito alle tensioni legate all’Iran e ai possibili effetti sul sistema energetico europeo.
L’appello all’Unione Europea: interventi rapidi e concreti
Folgori sottolinea la necessità di un intervento deciso da parte dell’Unione Europea, sulla scia di quanto avvenuto durante la pandemia. “A situazione straordinaria bisogna rispondere in modo straordinario”, afferma, condividendo l’appello già espresso dal ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Secondo il presidente FEOLI, qualora il conflitto dovesse proseguire, Bruxelles dovrebbe mettere in campo strumenti straordinari, capaci di sostenere imprese e sistema produttivo in una fase di forte instabilità.
Un nuovo PNRR europeo e stop al patto di stabilità
Tra le proposte avanzate, Folgori indica la creazione di un nuovo piano europeo sul modello del PNRR, ma focalizzato su energia e imprese. Un intervento che dovrebbe essere accompagnato dalla sospensione del patto di stabilità, così da consentire ai Paesi membri maggiore flessibilità di spesa.
In questo scenario, si renderebbe necessario anche il ricorso eccezionale agli aiuti di Stato, per permettere interventi rapidi a sostegno delle economie nazionali e delle filiere strategiche.
Strategia comune su energia e approvvigionamenti
Il nodo centrale resta quello di una strategia condivisa a livello europeo. Folgori evidenzia come, a partire dallo scoppio del conflitto in Ucraina, sia mancata una visione comune su temi cruciali come difesa, energia e approvvigionamenti.
Per il presidente FEOLI, solo una risposta coordinata tra gli Stati membri può garantire all’Europa la capacità di affrontare la crisi e recuperare competitività a livello globale.
“Il futuro dell’Europa si gioca sull’energia”
Nel suo intervento, Folgori ribadisce che le priorità dell’Unione devono concentrarsi su questioni strategiche. “Il nostro futuro si gioca su questo, non certo su case green o etichette degli alimenti”, dichiara, invitando l’Europa a tornare alla propria missione originaria: garantire stabilità, sviluppo e cooperazione tra gli Stati membri.