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La banalità del pane: Raiz, frontman degli Almamegretta e attore in “Mare fuori”, racconta il dolore della perdita della moglie Daniela Shualy

Contesto:
Raiz, nome d’arte di Gennaro Volpe, è stato ospite di Silvia Toffanin nella puntata di “Verissimo” del 18 maggio per raccontare la sua storia personale e il dolore di aver perso la moglie Daniela Shualy lo scorso 2 aprile a causa di un cancro al seno. In questa rielaborazione dell’articolo, vengono approfonditi i temi del dolore, dell’accettazione e della voglia di andare avanti, nonostante tutto.

Prima parte:

Il dolore della perdita

“Va. Sto vivendo la banalità del pane”: Raiz si apre e racconta la sua sofferenza

La malattia di Daniela e la scoperta del cancro al seno

‘accettazione e la voglia di vivere della moglie di Raiz

Il ricordo della compagna scomparsa

“La cosa bella di mia moglie è che ha vissuto questi anni in maniera positiva. Mi diceva che avrebbe dovuto vivere bene qualsiasi giorno, anche se fosse stato l’ultimo. Come se avesse messo il cancro su un mobile, nel frattempo cresceva una bambina appena nata. Invece che abbandonarsi alla negatività, si è comportata come se non dovesse morire mai. Questa cosa ha permesso a sua figlia di essere quello che è”

La presenza di Daniela nella vita di Lea e di Raiz è ancora forte e intensa, nonostante la sua scomparsa. “Daniela resta sia in me che in lei, la cerchiamo tutti i giorni”, continua Raiz. “Grazie a sua madre, mia figlia l’ha vissuta in maniera dura ma consapevole. Ragiona tanto, parla tanto, mi chiede tanto, piangiamo insieme ma lei c’è. È importante che lei sappia di avere una mamma perché lei è ancora lì che la protegge”

Seconda parte:

La voglia di andare avanti

“Mia figlia l’ha vissuta in maniera dura ma consapevole”: Raiz e la piccola Lea cercano un rapporto nuovo

Il ruolo di mamma e papà di Raiz per la figlia Lea

La presenza di Daniela nella vita di Lea e di Raiz

sogni e le speranze per il futuro

“Io sono un attore e uno scrittore, sono abituato al mondo dell’immaginazione e in questo periodo immagino che mia figlia diventerà una scienziata in grado di curare la malattia che ha sconfitto sua madre. Così mia moglie avrebbe vinto, non in questa generazione ma nella prossima”

“È stata eccezionale fino all’ultimo secondo. Ho avuto la grande fortuna di essere lì, abbiamo potuto parlare e salutarci. ’ultima cosa che ha fatto è stata sorridermi. Ci siamo promessi tante cose, lei mi ha detto che era sicura di me e di tutto quello che avrei fatto. Una cosa impagabile, se non fossi riuscito a fare questo starei molto peggio. Sarei meno sereno”

“Un dolore del genere non ha senso, ma di una cosa sono certo: questo siamo e questo ci può succedere in ogni minuto. Siamo carne, sangue, oggi respiriamo e domani no”, conclude Raiz. “A mia figlia auguro quello che io e Daniela abbiamo sempre sognato per lei, di essere indipendente, libera, colta, una donna che guarda a testa alta il mondo”.

Francesca Monti

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