Caso Pifferi: richiesta degli avvocati di rimuovere il pm dal processo

Caso Pifferi: richiesta degli avvocati di rimuovere il pm dal processo - avvisatore.it

La Camera penale di Milano conferma l’astensione dalle udienze nel caso di Alessia Pifferi

La Camera penale di Milano ha confermato l’astensione dalle udienze nel caso di Alessia Pifferi, come emerso nei giorni scorsi. La decisione è stata presa a causa del “complessivo comportamento tenuto dalla Procura” che, secondo la Camera penale, “altera quello che dovrebbe essere l’intangibile equilibrio tra accusa e difesa nell’esercizio del giusto processo”. Il motivo dell’astensione è legato alla nuova inchiesta del pm Francesco De Tommasi, che coinvolge due psicologhe che lavoravano a San Vittore e l’avvocatessa della donna, a processo per aver lasciato morire la figlia Diana di stenti.

Lo sciopero simbolico dei penalisti milanesi

Lo sciopero dei penalisti milanesi sarà simbolico, in quanto si terrà in concomitanza con la prossima udienza del processo a Pifferi, che riprenderà dopo il deposito della perizia psichiatrica. La richiesta della Camera penale di Milano è che il procuratore Marcello Viola “riassegni” entrambi i procedimenti, ovvero il processo in corso e le nuove indagini, ad altri pm, a causa del “contrasto insanabile” tra il pm De Tommasi e la collega Rosaria Stagnaro. Questa situazione processuale, secondo i penalisti milanesi, richiede la tutela della serenità del processo e dell’imputato, garantendo il diritto di difesa e l’esercizio del diritto alla prova nel processo.

La condotta del pubblico ministero messa in discussione

I penalisti milanesi sostengono che il pubblico ministero ha utilizzato impropriamente il suo potere investigativo, rischiando di intimidire difensori, personale sanitario, consulenti e periti. Questo comportamento, secondo gli avvocati, ha intaccato il diritto di difesa e l’esercizio del diritto alla prova nel processo. Pertanto, chiedono che il procuratore Viola tolga entrambi i procedimenti a De Tommasi, al fine di garantire l’integrità del processo e prevenire ingerenze. La Camera penale di Milano si dice certa che i giudici non permetteranno tali ingerenze e tuteleranno i diritti delle parti coinvolte nel processo.

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