Consumerismo No Profit: lotta per l’autenticazione degli influencer AI, il caso di Francesca Giubelli

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Consumerismo No Profit si schiera a favore di Francesca Giubelli, avanguardia degli influencer italiani alimentati da intelligenza artificiale, nella sua campagna per il riconoscimento formale e la verifica dei profili AI su Instagram. Questo sostegno accentua l’importanza critica di creare un contesto legale definito per gli influencer digitali, particolarmente vitali in un’era segnata dalla loro crescente presenza.

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Il punto cruciale dell’identità digitale nel contesto dei social

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L’ascesa degli influencer digitali, potenziata dal progresso dell’intelligenza artificiale, pone nuove questioni riguardanti l’identificazione e la responsabilità legale dei produttori di contenuti. La carenza di un sistema concreto per confermare l’identità dei creatori porta a dilemmi sulla responsabilità per le azioni e i messaggi condivisi, influenzando potenzialmente i consumatori in modi negativi o dannosi.

Il percorso di Francesca Giubelli verso la verificazione

Francesca Giubelli incarna la generazione emergente di influencer AI, incontrando barriere nel suo percorso per acquisire la spunta blu di verifica su Instagram. Nonostante gli sforzi compiuti dai suoi sviluppatori per certificare il suo account, l’indeterminatezza delle risposte da Meta Italia ha esasperato le incertezze sulla trasparenza e la responsabilità dei criteri di autenticazione degli account gestiti da AI.

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Da diversi mesi, i creatori di Francesca Giubelli hanno tentato di certificare la sua pagina Instagram sia attraverso la modalità a pagamento, fornendo il documento di riconoscimento dei creatori Valeria Fossatelli, Emiliano Belmonte e Francesco Giuliani (in quanto Francesca Giubelli, essendo un’entità artificiale, non ne possiede uno).