Sfoltimento lista testi sul Ponte: tempi di processo ridotti

Sfoltimento lista testi sul Ponte: tempi di processo ridotti - avvisatore.it

Processo Ponte Morandi: Riduzione dei testimoni accelera i tempi

Il processo per il crollo del ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018 e che ha causato la morte di 43 persone, sta subendo un’ulteriore accelerazione con la riduzione del numero di testimoni da sentire. Durante l’udienza di oggi, diversi avvocati hanno annunciato di rinunciare a sentire 20 persone, dopo che nelle scorse settimane erano stati tagliati oltre 150 testimoni. Questo permetterà di iniziare la parte più tecnica del processo entro metà marzo, quando saranno ascoltati gli oltre 50 consulenti tecnici dei 58 imputati, oltre a quelli della procura.

Angelo Galati testimonia sulla revisione del Catalogo rischi di Aspi

Questa mattina è stato sentito Angelo Galati, ingegnere che lavorava nella segreteria tecnica di Michele Donferri Mitelli, ex capo delle manutenzioni di Aspi. Galati ha rivelato che durante la revisione del Catalogo rischi di Aspi, “i dati non erano a disposizione della struttura, mi sembrava un’anomalia. Lo dissi a Donferri e la segnalò anche lui”. Durante questa discussione, si è parlato anche del sistema dei sensori del Polcevera. Secondo Galati, “Secondo noi andavano fatti approfondimenti. Ma poi il Polcevera sparì dal catalogo rischi”.

Accorciamento dei tempi nel processo Ponte Morandi

La decisione di ridurre il numero di testimoni nel processo per il crollo del ponte Morandi ha portato ad un significativo accorciamento dei tempi. Con oltre 150 testimoni tagliati nelle scorse settimane e l’annuncio di oggi di rinunciare a sentire ulteriori 20 persone, si prevede che la parte più tecnica del processo possa iniziare entro metà marzo. Durante questa fase, saranno ascoltati gli oltre 50 consulenti tecnici dei 58 imputati, oltre a quelli della procura. Nel frattempo, Angelo Galati, ingegnere che lavorava nella segreteria tecnica di Michele Donferri Mitelli, ha testimoniato sulla revisione del Catalogo rischi di Aspi, rivelando che i dati non erano a disposizione della struttura e che aveva sollevato delle preoccupazioni riguardo al sistema dei sensori del Polcevera.