Ultimo aggiornamento il 27 Aprile 2026 by Emiliano Belmonte
Il ritorno di Fara in Sabina nell’Associazione Nazionale Città dell’Olio rappresenta un passaggio significativo per il territorio sabino e per l’intero comparto olivicolo laziale. L’annuncio è stato ufficializzato durante il convegno “Coltivare il futuro: agricoltura, innovazione, territorio”, ospitato nella suggestiva Abbazia di Farfa, uno dei simboli storici e culturali più importanti della regione.

Con questa adesione, il Lazio raggiunge quota 55 Comuni nella rete delle Città dell’Olio, confermandosi una delle aree più dinamiche nel panorama nazionale. Il rientro di Fara in Sabina si inserisce infatti in una fase di espansione della rete che oggi conta circa 600 realtà italiane, consolidando la centralità della Sabina come hub strategico per la produzione e la valorizzazione dell’olio extravergine di oliva.
Innovazione agricola e carbon farming: nuove opportunità per il settore olivicolo
Il convegno ha offerto un’importante occasione di confronto sulle prospettive future dell’agricoltura, con un focus particolare sull’innovazione e sulla sostenibilità. Tra i temi centrali è emerso il concetto di carbon farming, illustrato dal professor Andrea Colantoni, che ha evidenziato come gli oliveti possano trasformarsi in veri e propri strumenti ambientali, capaci di assorbire CO₂ e generare crediti di carbonio.
Questa visione apre scenari economici innovativi per le aziende agricole, che possono diversificare le proprie entrate integrando pratiche sostenibili. L’agricoltura rigenerativa, analizzata dall’agronomo Matteo Mancini, si conferma inoltre un elemento chiave per aumentare la resilienza delle imprese, mentre gli interventi di Nicola Cinosi ed Eddo Rugini hanno approfondito rispettivamente l’ottimizzazione delle tecniche agronomiche e le prospettive della ricerca biotecnologica.
Il valore della rete e le strategie di sviluppo territoriale

Le istituzioni locali hanno ribadito il ruolo strategico dell’agricoltura come motore di sviluppo economico e identitario. Il sindaco Roberta Cuneo ha sottolineato come il settore rappresenti una leva fondamentale per il futuro del territorio, mentre Pamela Martini ha evidenziato l’importanza di creare sinergie e condividere competenze per rendere il comparto sempre più competitivo.
In questa direzione si inseriscono anche le strategie illustrate da Alfredo D’Antimi, che ha delineato le prossime azioni di marketing territoriale. Tra queste spiccano i progetti formativi nelle scuole e l’introduzione della “carta degli oli” nella ristorazione, con l’obiettivo di valorizzare l’olio extravergine al pari del vino e rafforzarne la cultura tra consumatori e operatori del settore.
XXIV Fiera di Farfa: 5.000 presenze e un successo consolidato
La XXIV edizione della Fiera di Farfa 2026 ha confermato il forte richiamo dell’evento, registrando circa 5.000 presenze nelle due giornate. Un risultato che testimonia la capacità della manifestazione di attrarre pubblico e generare un impatto concreto sull’economia locale, con ristoranti del borgo sold out e un significativo incremento delle attività commerciali.
La fiera ha proposto un programma ricco e articolato, capace di coniugare tradizione e innovazione. La presenza di 63 aziende espositrici, insieme a laboratori, mostre, spettacoli e attività culturali, ha trasformato il borgo in un vero e proprio laboratorio esperienziale dedicato all’agroalimentare e alla cultura del territorio.
Cultura, tradizione e turismo esperienziale nel borgo di Farfa
Tra le iniziative più apprezzate dal pubblico si sono distinte le attività culturali e le esperienze immersive, come la rievocazione medievale con prove di tiro con l’arco, le passeggiate “Camminata nell’arte” e le visite guidate che hanno coinvolto centinaia di partecipanti. Grande interesse anche per i laboratori artigianali e didattici, che hanno permesso ai visitatori di entrare in contatto diretto con le tradizioni locali.
L’offerta è stata completata da spettacoli itineranti, musica dal vivo e attività dedicate alle famiglie, oltre a spazi informativi focalizzati su sostenibilità e consumo responsabile. L’iniziativa, promossa dal Comune di Fara in Sabina con il supporto di istituzioni nazionali e regionali, ha dimostrato come eventi di questo tipo possano rappresentare un volano strategico per il turismo e la promozione territoriale.
La Sabina tra identità, innovazione e crescita economica
Il ritorno di Fara in Sabina nelle Città dell’Olio e il successo della Fiera di Farfa confermano la centralità della Sabina nel panorama agricolo e turistico del Lazio. Il territorio si distingue per la capacità di valorizzare le proprie radici, integrando al tempo stesso innovazione, sostenibilità e strategie di sviluppo moderne.
In questo contesto, la filiera olivicola si afferma non solo come elemento identitario, ma anche come asset economico in grado di generare nuove opportunità, rafforzando il legame tra tradizione e futuro e consolidando il ruolo della Sabina come punto di riferimento per l’agroalimentare italiano.