Giornalista denuncia spettatore che urla “Viva Italia antifascista”

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Giornalista denuncia spettatore che urla "Viva Italia antifascista" - avvisatore.it

Identificato lo spettatore che ha urlato ‘Viva l’Italia antifascista’ alla Prima della Scala

La Digos ha identificato lo spettatore che ha urlato ‘Viva l’Italia antifascista’ prima dell’inizio della Prima della Scala. Si tratta di Marco Vizzardelli, giornalista di 65 anni appassionato di ippica e amante della Scala. Vizzardelli ha raccontato di essere stato avvicinato da un agente in borghese durante il primo atto dello spettacolo, che gli ha mostrato il tesserino e ha cercato di identificarlo. Tuttavia, Vizzardelli ha ribadito di non aver fatto nulla di male e di non capire il motivo di tale identificazione in un paese democratico.

Durante l’intervallo, Vizzardelli è stato fermato da quattro agenti della Digos che hanno insistito nell’identificarlo. Inizialmente, Vizzardelli ha cercato di sdrammatizzare la situazione, dicendo che avrebbero dovuto arrestarlo solo se avesse urlato ‘Viva l’Italia fascista’. Nonostante la sua risposta ironica, gli agenti hanno fotografato la sua carta d’identità. Vizzardelli ha sottolineato di essere un grande appassionato della Scala e di passare metà della sua vita a seguire la musica e gli spettacoli del teatro.

“Siamo alla soglia di uno stato parafascista”, afferma Vizzardelli

Vizzardelli ha espresso preoccupazione per il fatto di essere stato identificato, affermando che ciò fa sorgere il dubbio che l’Italia stia diventando uno stato parafascista. Ha chiarito di non essere un pericoloso comunista, ma al massimo un liberale di sinistra. Tuttavia, non tollera alcuna forma di fascismo o razzismo. Durante la Prima della Scala, Vizzardelli si è trovato di fronte a due rappresentanti dello Stato, Matteo Salvini e Ignazio La Russa, che lo hanno lasciato molto perplesso su entrambi i fronti.

Vizzardelli ha spiegato di essere arrivato alla Prima della Scala con il pensiero di Liliana Segre sul palco assieme a Salvini e La Russa. Non apprezzando la presenza di Segre in mezzo a questa polemica, ha deciso di fare qualcosa, anche se non sapeva cosa. Dopo l’esecuzione dell’inno di Mameli, qualcuno ha urlato ‘no al fascismo’ e Vizzardelli ha colto l’occasione per dire ‘Viva l’Italia antifascista’ con calma e tranquillità. Ha sottolineato che la sua affermazione è lapalissiana e costituzionale, e non si aspettava tutto questo clamore.

“Ho fatto bene e lo rifarei”, afferma Vizzardelli

Vizzardelli ha affermato di non aspettarsi tutto questo clamore per aver detto che l’Italia è antifascista, una frase normalissima. Ha sottolineato che la sua affermazione è stata il risultato di una riflessione precedente e che alla Scala si sono sentite e dette cose ben peggiori. Nonostante l’identificazione da parte della Digos, Vizzardelli è convinto di aver fatto bene e lo rifarebbe. Ha concluso dicendo che non regge due cose: qualsiasi vago profumo di fascismo e qualsiasi forma di razzismo.