Laureati italiani sempre più esigenti sul lavoro e propensi all’estero: il quadro del 26° Rapporto AlmaLaurea

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Laureati italiani sempre più esigenti sul lavoro e propensi all'estero: il quadro del 26° Rapporto AlmaLaurea - Occhioche.it

Ultimo aggiornamento il 13 Giugno 2024 by Francesca Monti

Contesto: Il 26° Rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati stilato dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea ha coinvolto circa 660.000 laureati di 78 atenei, offrendo uno spaccato interessante sulle aspettative e le opportunità lavorative dei neolaureati italiani.

1. Laureati italiani: soddisfatti del percorso di studi, ma esigenti sul lavoro

laureati italiani si dimostrano sempre più soddisfatti del percorso di studi intrapreso, con una percentuale del 90,5% contro l’86% del 2013. Tuttavia, quando si tratta di entrare nel mondo del lavoro, diventano sempre più selettivi, puntando ad attività adeguatamente retribuite e coerenti con il proprio percorso formativo. Questa tendenza si riflette nella diminuzione della disponibilità ad accettare lavori a basso reddito o non in linea con gli studi effettuati.

1.1 Calo della disponibilità ad accettare lavori poco remunerati

Secondo il rapporto, nel 2023, la quota di laureati di primo e secondo livello disposti ad accettare una retribuzione massima di 1.250 euro è scesa rispettivamente al 38,1% e al 32,9%, con un calo sull’anno precedente dell’8,9% e del 6,8%. Questa tendenza indica una maggiore consapevolezza del valore delle proprie competenze e una minore disponibilità a scendere a compromessi sul fronte economico.

1.2 Retribuzioni medie per i neolaureati in Italia

A un anno dal conseguimento del titolo, la retribuzione mensile netta media per i laureati di primo livello è di 1.384 euro, mentre per quelli di secondo livello è di 1.432 euro. A cinque anni dalla laurea, queste cifre salgono rispettivamente a 1.706 euro e 1.768 euro. Tuttavia, queste retribuzioni appaiono significativamente inferiori rispetto a quelle percepite all’estero.

2. Lavoro all’estero: un’opportunità sempre più allettante per i laureati italiani

laureati italiani guardano sempre più spesso oltre i confini nazionali per trovare lavoro, attratti da retribuzioni più alte e maggiori opportunità di carriera.

2.1 Retribuzioni più alte all’estero

laureati di secondo livello che si trasferiscono all’estero percepiscono, a un anno dalla laurea, una retribuzione mensile netta di 2.174 euro, con un incremento del 56,1% rispetto ai 1.393 euro percepiti in Italia. A cinque anni dalla laurea, la retribuzione all’estero sale a 2.710 euro, con un aumento del 58,7% rispetto ai 1.708 euro italiani.

2.2 ‘età media dei laureati e la quota di donne laureate

‘età media al conseguimento della laurea nel 2023 è di 25,7 anni, in calo rispetto ai 26,6 anni del 2013. Il 60% dei neolaureati è donna, e il 61,5% di loro chiude gli studi nei tempi previsti. Tuttavia, si registra un lieve ridimensionamento, pari all’1% sul 2022, della quota di laureati regolari.

2.3 Tasso di occupazione e tipologie di contratto

Il tasso di occupazione tra i neolaureati registra una riduzione di poco superiore all’1% nel 2023. Nel dettaglio, a un anno dalla laurea, il tasso di occupazione è del 74,1% tra i laureati di primo livello e del 75,7% tra quelli di secondo, con un calo sull’anno precedente dell’1,3% e dell’1,4%. La forma di lavoro più diffusa tra i laureati occupati a un anno dal titolo è il contratto a tempo indeterminato, mentre il lavoro in proprio rappresenta una scelta per circa il 10% dei laureati di primo livello e l’8,4% di quelli di secondo.

2.4 ‘ascensore sociale rallenta

Infine, il rapporto evidenzia un rallentamento dell’ascensore sociale: nel 2023, il 31,3% dei laureati ha almeno un genitore con un titolo di studio universitario, contro il 27,6% del 2013. Fra i laureati che hanno almeno un genitore laureato, il 20,3% completa gli studi nello stesso ambito, quota che sale al 37,8% tra i laureati magistrali a ciclo unico e raggiunge il 42,3% tra i laureati del gruppo medico e farmaceutico e il 39,9% in quello giuridico.