Riforma Nordio: Sì del Senato, nuove regole su abuso d’ufficio e intercettazioni

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Approvato il ddl Nordio: cosa cambia

L’Aula del Senato ha dato il via libera al ddl Nordio con 104 voti favorevoli, 56 contrari e nessuna astensione. Il provvedimento ora passerà all’esame della Camera dei Deputati.

Una delle principali novità introdotte dal ddl è l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, previsto dall’articolo 323 del codice penale. Inoltre, viene modificato l’articolo 346-bis del codice penale, che disciplina il reato di traffico di influenze illecite. Il ddl rafforza anche la tutela della libertà e della segretezza delle comunicazioni tra l’imputato e il proprio difensore, estendendo il divieto di acquisizione da parte dell’autorità giudiziaria anche ad ogni altra forma di comunicazione diversa dalla corrispondenza. L’autorità giudiziaria dovrà interrompere immediatamente le operazioni di intercettazione quando risulta che la conversazione o la comunicazione rientrano tra quelle vietate.

Maggiore tutela per i terzi estranei al procedimento

Il ddl Nordio introduce anche alcune modifiche alla disciplina delle intercettazioni al fine di garantire una maggiore tutela per i terzi estranei al procedimento rispetto alla circolazione delle comunicazioni intercettate. Viene vietata la pubblicazione, anche parziale, del contenuto delle intercettazioni, a meno che non sia riprodotto dal giudice nella motivazione di un provvedimento o utilizzato durante il dibattimento. Inoltre, non sarà possibile ottenere copie delle intercettazioni vietate dalla pubblicazione se la richiesta proviene da un soggetto diverso dalle parti coinvolte e dai loro difensori.

Cambiamenti nelle misure cautelari e nel ruolo della magistratura

Il ddl Nordio interviene anche in materia di misure cautelari, prevedendo l’istituto dell’interrogatorio preventivo della persona sottoposta alle indagini preliminari per valutare l’applicazione di una misura cautelare. Viene introdotta la decisione collegiale per l’adozione dell’ordinanza applicativa della custodia in carcere durante le indagini preliminari. Inoltre, viene escluso il potere del PM di proporre appello contro le sentenze di proscioglimento per i reati di cui all’articolo 550 del codice di procedura penale.

Il ddl Nordio prevede anche un incremento del numero di magistrati destinati alle funzioni giudicanti di primo grado. Inoltre, viene chiarito che il requisito dell’età non superiore a 65 anni per i giudici popolari si riferisce esclusivamente al momento in cui il giudice viene chiamato a prestare servizio nel collegio. Infine, il provvedimento interviene anche sull’incidenza dei provvedimenti giudiziari nelle procedure per l’avanzamento al grado superiore dei militari.

Queste sono solo alcune delle principali novità introdotte dal ddl Nordio, che ora dovrà affrontare l’esame della Camera dei Deputati.

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